CORONAVIRUS

Coronavirus, la Nuova Zelanda festeggia i 100 giorni senza casi ma il governo tiene alta l'allerta

Domenica 9 Agosto 2020
Coronavirus, la Nuova Zelanda festeggia i 100 giorni senza casi ma il governo tiene alta l'allerta
La Nuova Zelanda festeggia i cento giorni senza infetti da coronavirus, ma il governo invita la popolazione a non abbassare la guardia.



La nuova Zelanda, come spiega l’Independent, è tornata alla normale vita prima dell'arrivo della pandemia, con persone che frequentano gli stadi sportivi e mangiano fuori nei ristoranti, ma ha avvertito i suoi cinque milioni di residenti a tenere alta la guardia, dato che paesi vicini come l'Australia e il Vietnam stanno ancora registrando nuovi casi.

La dottoressa Ashley Bloomfield, Direttore generale della sanità ha infatti spiegato che “Il raggiungimento di 100 giorni senza trasmissione nella comunità è una pietra miliare significativa, tuttavia, come tutti sappiamo, non possiamo permetterci di essere tranquilli. Abbiamo visto oltreoceano quanto velocemente il virus può tornare a diffondersi in luoghi dove prima era sotto controllo. Dobbiamo essere pronti a eliminare rapidamente eventuali casi futuri”.



Il paese è infatti riuscito a bloccare la pandemia con una chiusura anticipata già a marzo, quando solo circa 100 persone erano risultate positive. Negli ultimi tre mesi gli unici casi si sono verificati da residenti rientrati dall'estero, regolarmente messi in quarantena al rientro.

Le autorità però temono che le persone abbiano iniziato ad adottare un approccio lassista alla prevenzione, non rispettando più le regole igieniche di base e rifiutando i test e il tracciamento dei contatti.

Intanto il primo ministro Jacinda Ardern, sabato ha lanciato la sua campagna per la rielezione, annunciando che sarebbe stata una "elezione Covid" e un ritorno del contagio potrebbe essere usata anche come arma politica.

La cosiddetta "Fatica da Covid" è particolarmente preoccupante alla luce delle difficoltà del Vietnam e dell'Australia, che sembravano entrambe avere sotto controllo i focolai domestici: “Per paesi come l'Australia e la Nuova Zelanda -  ha affermato Michael Baker, Professore di sanità pubblica presso l'Università di Otago. - è probabile che la fonte di tali epidemie provenga da strutture di isolamento e di quarantena, a causa del gran numero di persone trattenute e dei molteplici turni del personale coinvolto nella loro cura".

 
La Nuova Zelanda ha 23 casi di coronavirus nelle strutture di quarantena e ci sono stati anche problemi sicurezza, con residenti “evasi” dalle strutture di isolamento dopo essere tornati dall'estero. La scorsa settimana il paese ha aumentato i test presso strutture di isolamento e cliniche e ha iniziato a sviluppare la tecnologia Bluetooth per tenere traccia dei casi. La Nuova Zelanda ha registrato un totale di 1.569 casi e 22 morti. Ultimo aggiornamento: 21:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA