Coronavirus, con 81.488 casi gli Stati Uniti sono il Paese più colpito al mondo: a New York settemila contagiati in 24 ore

Giovedì 26 Marzo 2020
Coronavirus, 81.488 casi negli Stati Uniti: è il Paese più colpito al mondo, più dell'Italia e della Cina

Gli Stati Uniti sono ora diventati il primo Paese al mondo per casi di coronavirus: secondo i dati del New York Times sono 81.488, più di Cina e Italia, con 1.178 morti in tutto il Paese. New York la città più colpita, vicina ai 40 mila casi accertati. Secondo gli ultimi dati diffusi dal governatore Andrew Cuomo, sono 37.258, oltre 7.000 in più in meno di 24 ore. Il bilancio delle vittime è salito a 385, circa 100 più in poche ore. Con 330 milioni di residenti, gli Stati Uniti sono la terza nazione più popolosa del mondo, il che significa che offre un vasto bacino di persone potenzialmente contagiabili dal Covid-19.

Il presidente Donald Trump ha annunciato che una nave ospedale militare sarà dispiegata nella baia di New York sabato, tre settimane prima del previsto. La Usms Comfort avrà il compito di alleviare l'affluenza record negli ospedali della Grande Mela.

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Nel corso della conferenza stampa della task force Usa contro il Covid-19 il tycoon ha polemizzato contro il governatore dello Stato di Washington, Jay Inslee. Trump ha definito un «grande incontro» quello avuto con i governatori. Ma c'è stato un «ragazzo saggio» che ha alzato «un pò» la voce, ha detto. Secondo la stampa Usa, l'unico l'unico scambio di opinioni acceso durante la riunione è stato tra Trump ed il governatore di Washington. Inslee ha chiesto a Trump di fare di più per aiutare gli Stati più colpiti dalla pandemia. 

La Camera dei Rappresentanti approvi «senza ritardi» il pacchetto di stimoli all'economia americana da duemila miliardi di dollari per fronteggiare l'emergenza coronavirus. Ha aggiunto Trump che ha ringraziato sia i democratici che i repubblicani per aver approvato all'unanimità il pacchetto di incentivi al Senato. «Sono profondamente grato che entrambe le parti si siano unite per aiutare lavoratori e famiglie in questo momento di necessità».
 


NEW YORK AL COLLASSO, PREOCCUPA LA LOUISIANA

«Forse a settembre», azzarda il sindaco della Grande Mela Bill de Blasio, che profetizza: «Metà della popolazione della metropoli sarà colpita dal coronavirus», quasi 4 milioni di persone. «È preoccupante, ma bisogna cominciare a dire la verità». Mentre il governatore Andrew Cuomo parla di almeno 38.000 casi e 385 decessi nell'intero Stato e lancia l'allarme ospedali, dove medici e infermieri descrivono «una situazione apocalittica».

Il numero dei posti letto nei reparti di rianimazione sono presi d'assalto e tamponi e respiratori sono insufficienti, non solo a New York. A preoccupare enormemente negli ultimi giorni è anche il virulento focolaio esploso in Louisiana, con New Orleans che rischia di diventare la Bergamo d'America. Solo nelle ultime 24 ore si sono registrati 510 nuovi casi (in totale saliti a oltre 2.300) e 18 morti, con un bilancio totale di almeno 83 vittime: un numero maggiore rispetto a quello registrato dall'inizio dell'epidemia nella ben più popolata California. Una crescita definita dagli esperti «la più veloce al mondo», con una traiettoria simile a quella dellèzone rossè di Italia e Spagna.

EVENTO ZERO IL "MARDI GRAS" DEL 25 FEBBRAIO

Il sospetto è che sia stato un 'evento zero' ad accelerare in maniera esponenziale la diffusione del virus, la tradizionale festa di carnevale del 'Mardi Gras' che il 25 febbraio, come ogni anno, ha attirato centinaia di migliaia di persone che hanno affollato strade e locali. Situazione particolarmente critica anche in New Jersey, nello stato di Washington e in Florida. A Miami, dopo la stretta sulle spiagge, è scattato un vero e proprio coprifuoco per l'intera città: nessuno potrà andare in giro dalle 10 di sera alle 5 del mattino, salvo per chi va o torna dal lavoro, per le emergenze mediche o per portare a spasso il cane entro cento metri da casa. Nel District of Columbia, dove si trova la capitale federale Washington, la sindaca Muriel Bowser ha ordinato a tutti i cittadini di restare nelle proprie abitazioni, decretando la chiusura di tutte le attività non essenziali.

MA TRUMP VUOLE ALLENTARE

Donald Trump - si legge sul New York Times - ha inviato messaggi contrastanti sulla portata del pericolo e su come combatterlo. Solamente due giorni fa aveva deciso ad allentare almeno parzialmente le limitazioni negli Stati Uniti, con un sistema a fasi basato su fasce d'età e localizzazione geografica.
Intanto il presidente Usa tira dritto per la sua strada e in una lettera ai governatori scrive che si lavora a nuove linee guida che permetteranno di allentare le misure di distanziamento sociale nelle aree del Paese considerate meno a rischio. Sullo sfondo poi le polemiche sul maxi pacchetto da duemila miliardi di dollari per salvare l'economia. «Sono fortemente deluso», ha affermato Cuomo, denunciando ancora una volta l'insufficienza dei fondi per New York: «Trovo questo irresponsabile», ha denunciato, «qui siamo in tempi straordinari e la politica deve essere messa da parte. Non ci sono scuse, ognuno deve fare la sua parte».

 

Ultimo aggiornamento: 27 Marzo, 07:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA