CORONAVIRUS

Covid Usa, prof fanno testamento prima di tornare a scuola. E c'è chi paga il funerale

Giovedì 13 Agosto 2020 di Anna Guaita
Covid Usa, prof fanno testamento prima di tornare a scuola: +1.000%. E c'è chi paga il funerale
Stanno tornando in cattedra, ma prima hanno fatto testamento. Migliaia di insegnanti americani richiamati in servizio dopo mesi di insegnamento in remoto, rientrano a scuola, ma molti sono terrorizzati dal rischio di cadere vittime del coronavirus. «Lo so che insegnare è un mestiere nobile, un servizio per la società – ci dice Rhanda, una signora over-40, che insegna matematica alle medie -. E sono sempre stata pronta a fare dei sacrifici. Ma nessuno mi aveva detto che dovevo essere anche pronta a immolarmi come se fossi un soldato». Rhanda, che ci prega di non usare il suo cognome, soffre di reni e ha l’asma​: «Confesso di aver paura di rimetterci le penne – aggiunge -. E ho fatto testamento». Il suo è un caso che si sta ripetendo all’infinito, confermano i sindacati che offrono servizi legali ai membri: «Sono avvocato del sindacato da sei anni, in genere facciamo di tutto, ma da varie settimane non facciamo altro che testamenti, testamenti, testamenti - testimonia l’avvocato Teddy Rivera, in Florida –. Direi che c’è stato un aumento del mille per cento!». Dall’Oklahoma, un altro avvocato sindacalista, Alicia Priest, conferma: «La richiesta di testamenti è cresciuta del 3 mila per cento. E’ terribile che i nostri membri debbano temere di morire solo perché tornano in cattedra!» Gli studi legali dal canto loro approfittano della crisi e offrono grossi sconti per gli insegnanti che vogliano scrivere le ultime volontà. 

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In vari Stati le scuole sono ricominciate da almeno una settimana, ma già ci sono stati casi di contagio e l’immediato obbligo di richiudere. Ha fatto clamore qualche giorno fa la foto di una scuola nella Georgia, dove i ragazzi di un liceo erano tutti affollati nei corridoi, senza distanza di sicurezza e senza indossare maschere: oggi in quella scuola sono stati confermati otto casi di covid.
 
 
Rupert, bibliotecario in un liceo del Connecticut, ci confessa: «Non ho nessuna fiducia nel preside o nelle autorità scolastiche, sarà impossibile convincere i ragazzi a stare distanti e a tenere le maschere». Anche Rupert, che ha 59 anni e ha problemi cardiaci, ha fatto testamento: «Non ho nessuno, solo il mio cane. Ma se mi succede qualcosa, devo essere sicuro che qualcuno si prenderà cura di lui e avrà i fondi per farlo».
 
La 24enne Maggie, nel New Jersey, torna la settimana prossima a insegnare ai suoi studenti, una classe di bambini con disabilità intellettiva, e lo fa nella certezza che non le sarà possibile proteggersi davvero: «Non ho nulla da lasciare, e quindi invece del testamento ho fatto un’assicurazione sulla vita, così se mi dovesse succedere il peggio potrò aiutare i miei genitori» ci rivela Maggie, che però confessa anche di essere molto arrabbiata: «Ho scelto questo mestiere proprio perché voglio aiutare i bambini con difficoltà, ma se avessi saputo che avrei dovuto rischiare la vita a 24 anni, quando ancora non ho finito di pagare i miei debiti con la banca per le tasse universitarie, ci avrei ripensato».

La 33enne Whitney Reddick è arrivata a scrivere anche il suo necrologio, che ha messo su FaceBook:  «Witney ci ha lasciato dopo essersi arresa all'ignoranza di quelli al potere ed essere tornata al lavoro».  Numerosi insegnanti anziani e soli si sono spinti oltre e  hanno perfino già pagato il servizio funebre.
 
Il problema è che una larga fetta del corpo politico della nazione è convinta che le scuole debbano riaprire per il bene dei bambini, e soprattutto dei bambini delle classi sociali più indigenti. Se non si torna a scuola, i genitori non possono tornare a lavorare perché non hanno le disponibilità finanziarie per prendere una baby sitter. E se non si torna a lavorare, l’economia non si rimette in moto. Certo, c’è anche una larga fetta di esperti che invece suggerisce di rimettere il Paese in lockdown per altri due mesi, per creare una soluzione di continuità e interrompere il continuo dilagare del virus. Ma questa ipotesi è assolutamente invisa a Donald Trump, che invece spinge per la riapertura delle scuole, e lo ha ripetuto anche ieri:​ «Il 99,5% delle morti avviene fra gli adulti – ha spiegato -. Nei bambini il covid dà solo sintomi miti».
 
Todd ha reagito stupito a queste parole: ​«Possibile che il nostro presidente non pensi agli adulti che mandano avanti la scuola? Insegnanti, bidelli, addetti alle mense, autisti dei bus!». Todd ha confessato alla Cnn di aver scelto di rassegnare le dimissioni: ​«Non posso rischiare di portare il virus a casa».
 
 
Siccome comunque l’istruzione è amministrata dai singoli Stati, la situazione che si sta delineando è a macchia di leopardo. Nei distretti più popolosi dove il virus ancora impazza, come nella Florida, nel Texas, nella California, i governatori stanno dando più libertà alle scuole e concedono di continuare in remoto, o di tornare in remoto ai primi segnali di contagio.

I genitori benestanti si stanno comunque organizzando per assicurare ai propri figli istruzione a casa. Creano “bolle” che comprendono quattro compagni di classe, e assumono un istruttore il cui stipendio viene pagato dalle famiglie, che si impegnano anche a vivere rispettando al massimo tutte le precauzioni necessarie e a non introdurre altri bambini o altre famiglie nel loro circolo.
 Ultimo aggiornamento: 14 Agosto, 01:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA