Covid, ecco i Paesi che ripartono (grazie a vaccini): dalla Danimarca al Cile, ma c'è chi rischia

Venerdì 17 Settembre 2021 di Simone Pierini
Covid, vivere con il virus: dalla Danimarca al Cile ecco i Paesi che ripartono (grazie a vaccini). Ma c'è chi rischia

Dopo esser stato travolto dallo tsunami del virus a inizio 2020, aver affrontato le varie ondate che hanno colpito in periodi e intensità diverse i Paesi, ora il mondo si organizza per una nuova fase della pandemia: la convivenza con il Covid. Nessuno ha certezza su quando finirà l'emergenza e se mai il coronavirus sparirà dalla nostra vita, se si trasformerà in un semplice raffreddore o se con l'insorgere di nuove varianti metterà a rischio le scelte dei governi e la salute dei cittadini. L'unica vera arma ad oggi sono i vaccini che hanno dimostrato la loro efficacia, come confermato dai numerosi studi sulla popolazione e dal crollo verticale del tasso di mortalità nei Paesi. L'Italia ha scelto la sua strategia con l'introduzione del Green pass e l'obbligo allargato anche al mondo del lavoro con tanto di elogio da parte di Anthony Fauci: «L'Italia sta andando bene, meglio degli Stati Uniti, ora è diventata un esempio per il mondo».

 

 

Convivere con il virus, casi virtuosi e rischi

A oltre 18 mesi dall'inizio della pandemia, diversi Stati hanno deciso che è quindi arrivato il momento di aprire e adottare il modello convivenza con il Covid. Alcuni di essi mostrano tassi di vaccinazione invidiabili; altri hanno deciso che i costi delle continue restrizioni economiche e sociali superino i benefici. Per capire l'evoluzione di queste scelte ecco cinque diversi Paesi che hanno deciso di prendere di petto il Covid e affrontarlo a viso aperto. Tra casi virtuosi (Danimarca, Cile e Singapore) e chi ha deciso di rischiare. 

 

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Danimarca, primo Paese ad aprire tutto

La Danimarca è il primo Paese dell'Unione Europea in cui sono state sollevate tutte le restrizioni legate al contrasto al Covid-19. Il ritorno alla normalità nello Stato scandinavo è stato graduale, ma dal 10 settembre non è più richiesto il green pass per entrare nei locali notturni. Il risultato, ha evidenziato il Guardian, è stato raggiunto grazie all'alta adesione alla campagna vaccinale. Oltre l'80% della popolazione danese sopra i 12 anni (oltre il 76% del totale), infatti, ha ricevuto le due dosi di vaccino. Il punto di svolta in Danimarca per la revoca delle restrizioni, ha spiegato il virologo danese Riis Paludan, è stato quando la maggior parte degli over 50 si sono immunizzati. Il ministro danese della Salute, Magnus Heunicke, ha dichiarato ad agosto che «l'epidemia è sotto controllo», ma ha avvertito che il governo agirà secondo necessità. Dal 14 agosto in Danimarca non è più obbligatorio indossare la mascherina sui mezzi pubblici. Il primo settembre hanno riaperto i locali notturni, sono stati rimossi i limiti agli assembramenti pubblici e non serve più il green pass per mangiare all'interno dei ristoranti, andare allo stadio, in palestra o dal parrucchiere. Tuttavia l'uso delle mascherine è ancora obbligatorio negli aeroporti e consigliato per le persone che si recano dal medico, nei centri di analisi o negli ospedali. Il distanziamento è ancora raccomandato e si applicano rigide restrizioni all'ingresso nel Paese per gli stranieri. Secondo quanto affermato su Twitter dal ministro della Sanità Magnus Heunicke la velocità di trasmissione, il famoso R con zero, è attualmente pari a 0,7, il che significa che l'epidemia continua a diminuire. Se fosse superiore a 1.0, i casi di Covid-19 finirebbero per aumentare nelll'immediato futuro. Se è inferiore a 1.0, al contrario, diminuiranno.

 

 

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Singapore, oltre 80% di vaccinati 

A giugno il governo di Singapore ha annunciato la pianificazione della strategia della convivenza con il Covid cercando di controllare le epidemie con i vaccini e monitorando i ricoveri piuttosto che limitare la vita dei cittadini. Oltre l'80% della popolazione ad oggi ha ricevuto entrambe le due dosi avvicinandosi all'obiettivo dell'immunità di gregge. «La cattiva notizia è che il Covid-19 potrebbe non scomparire mai. La buona notizia è che è possibile conviverci normalmente», hanno scritto i massimi funzionari di Covid-19 di Singapore in un editoriale dell'epoca. Le autorità hanno iniziato ad allentare alcune restrizioni ad agosto, consentendo alle persone completamente vaccinate di cenare nei ristoranti e di riunirsi in gruppi di cinque, rispetto a due. Ma un'ondata di casi causati dalla variante Delta ha messo a dura prova questa strategia, portando i funzionari a sospendere ulteriori riaperture. La scorsa settimana il governo ha deciso che potrebbe essere necessario reimpostare alcune restrizioni di Covid-19 se i nuovi focolai, che sono stati esportati anche in Cina, non fossero stati contenuti.

 

 

Cile verso immunità di gregge

Il Cile ha ricevuto numerosi elogi a livello internazionale per i numeri della sua campagna di vaccinazione. Secondo gli ultimi rapporti del ministero della salute, quasi l'87% dei cileni idonei è completamente vaccinato. Il Paese ha già iniziato a distribuire dosi di richiamo a coloro che sono completamente vaccinati. Le autorità sanitarie inoltre giovedì hanno approvato l'uso del vaccino cinese Sinovac per i bambini dai sei anni in su e da lunedì sono iniziate le prime somministrazioni per questa fascia di età. Nonostante la minaccia rappresentata dalla variante Delta, mercoledì il governo ha annunciato le mosse per riaprire il Paese al turismo internazionale a partire dal 1° ottobre, giusto in tempo per la stagione estiva della nazione dell'emisfero meridionale. Gli stranieri non residenti potranno entrare purché soddisfino determinati requisiti e si isolino per cinque giorni all'arrivo. «Il fatto che i turisti stranieri possano venire in Cile è un passo importante per la ripresa del turismo», ha affermato il sottosegretario al Turismo José Luis Uriarte. «È importante sottolineare che questo è il primo passo e saremo in grado di andare avanti finché manterremo le giuste condizioni di salute».

 

 

 

Sudafrica, si pensa al Green pass. Ma pochi vaccinati

Il presidente del Sudafrica, Cyril Ramaphosa, ha annunciato l'allentamento di alcune restrizioni imposte per frenare la diffusione del coronavirus. In un messaggio televisivo, il capo dello Stato sudafricano ha affermato che, visto il calo dei contagi, il coprifuoco notturno sarà accorciato, le restrizioni sull'alcol conosceranno un allentamento e verranno consentiti raduni con un numero maggiore di persone. Ramaphosa ha detto che la fornitura di vaccini non rappresenta più un limite e ha invitato le persone a fare la loro parte per fermare la diffusione del virus, facendosi immunizzare. Il presidente ha aggiunto che le autorità stanno cercando il modo di introdurre «passaporti dei vaccini (il nostro green pass), che possono essere utilizzati come prova della vaccinazione per vari scopi», sollevando così il sospetto di un obbligo vaccinale. Circa un adulto su cinque in Sudafrica è finora completamente vaccinato, un tasso (seppur basso rispetto all'Europa) molto più alto rispetto a quello di altri Paesi del continente africano, che registra a oggi circa il 3 per cento della popolazione completamente immunizzata su circa u miliardo e 300 mila abitanti. Il Sudafrica è la nazione africana più colpita dal virus, che ha provocato quasi 85 mila morti.

 

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Thailandia, rischio per salvare il turismo

La Thailandia prevede di riaprire Bangkok e le altre destinazioni popolari ai visitatori stranieri a partire dal mese prossimo. Lo hanno annunciato i membri del governo la scorsa settimana, nel tentativo di rilanciare l'industria turistica, cruciale per il Paese, nonostante l'aumento del numero di infezioni. Secondo il programma proposto, i turisti che sono completamente vaccinati contro Covid-19, sottoposti a un regime di test, potranno entrare nella capitale, a Hua Hin, a Pattaya e a Chiang Mai. L'isola di Phuket ha riaperto ai visitatori stranieri vaccinati il ​​1 luglio senza requisiti di quarantena. Il 15 luglio, il Paese ha lanciato un programma simile sulle isole di Koh Samui, Koh Pha Ngan e Koh Tao, soprannominato "Samui Plus". Sebbene abbia mantenuto basso il numero di infezioni nel 2020 grazie a forti misure di contenimento, la Thailandia ha faticato a tenere sotto controllo i casi quest'anno. I tassi di vaccinazione sono in ritardo rispetto a quelli di alcuni Stati vicini. Secondo Our World in Data poco meno del 18% della popolazione thailandese è completamente vaccinato, con un ulteriore 21% che ha ricevuto almeno una dose.

 

 

Ultimo aggiornamento: 18 Settembre, 10:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA