Covid, stretta a Parigi: bar chiusi e restrizioni per i ristoranti. La città ora è in "zona scarlatta"

Lunedì 5 Ottobre 2020
Covid, stretta a Parigi: bar chiusi e restrizioni per i ristoranti. La città in

Serrande dei bar abbassate, fiere e congressi vietati, ristoranti sottoposti a rigide regole sanitarie ed un nuovo appello al telelavoro: dinanzi alla recrudescenza del coronavirus, la temuta stretta più volte annunciata arriva anche a Parigi e banlieue. Un delicato esercizio di equilibrismo per l'amministrazione di Emmanuel Macron con i bar chiusi, dunque, ma con i ristoranti lasciati aperti benché con norme più stringenti ed un massimo di sei persone per tavolo. Un modo per tentare di abbassare i contagi senza soffocare la società. E fra 15 giorni si farà il punto sui risultati. «Sono misure che puntano a frenare il virus perché l'epidemia va troppo veloce. Bisogna frenarlo prima che il sistema sanitario venga sopraffatto», ha avvertito il prefetto di polizia di Parigi, Didier Lallement, annunciando il giro di vite al fianco della sindaca Anne Hidalgo. 

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Parigi, ristoranti restano aperti

I parametri epidemici della regione parigina - passata da «zona rossa» a «zona di massima allerta» - erano fuori dai limiti da giovedì ma il ministro della Salute Olivier Véran aveva voluto aspettare qualche giorno per constatare la continuità della curva negativa. Ma con un tasso di incidenza superiore a 250 casi per 100.000 abitanti, Parigi non può far altro che entrare nella cerchia delle città considerate più a rischio, con Aix, Marsiglia e la Guadalupa Bar chiusi insomma da stasera alle 22 e Lallement ha avvertito che sarà «implacabile per coloro che vogliono aggirare le regole».

I ristoranti potranno restare aperti alle «ore abituali» ma dovranno rispettare un «nuovo protocollo sanitario»: il numero massimo consentito di commensali seduti ad uno stesso tavolo viene limitato a sei persone (contro le dieci attuali) e i tavoli dovranno essere distanziati di almeno un metro. Decretato anche il divieto di consumare in piedi mentre il conto si pagherà direttamente a tavola, per evitare inutili spostamenti alle casse. Le stesse regole si applicano da domani anche a Marsiglia ed Aix-en-Provence, dove i ristoranti avevano abbassato la saracinesca una settimana fa. Ma gli addetti ai lavori suonano il campanello d'allarme. 
 

Parigi, vietate le fiere

L'Union des Métiers des Industries de l'Hotellerie (Umih) si è detta infatti «estremamente preoccupata» per questo ulteriore colpo ad un settore già segnato dalla crisi. Ma Hidalgo ha dichiarato che a Parigi la situazione è «molto grave» e che il comune «sosterrà evidentemente» queste misure restrittive. Da parte sua, la presidente della regione Ile-de-France, Valérie Pécresse, si è appellata allo Stato affinché «sia presente per compensare le perdite» di bar e caffè, assicurando che anche la regione farà la sua parte.

Vietate, tra l'altro, le fiere, i saloni professionali ed eventi organizzati nei parchi espositivi, tipo congressi o circo. Centri commerciali e grandi magazzini potranno restare aperti ma dovranno rispettare un minimo di 4 m2 per cliente. Chiuse agli adulti piscine e palestre, consentite solo ai minori; aperti invece teatri, cinema e musei. Nelle università situate in zone di allerta rafforzata o massima, anfiteatri e aule studio potranno essere riempite solo a metà. Inoltre la ministra del Lavoro Elisabeth Borne ha chiesto ai datori di lavoro e ai dipendenti di organizzarsi per ricorrere «al massimo» al telelavoro, limitando così le «interazioni sociali sia sul luogo di lavoro sia nei trasporti pubblici». Nelle case di riposo dell'Ile-de-France le visite saranno autorizzate ma solo su appuntamento e con due persone al massimo.
 

Ultimo aggiornamento: 20:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA