Eitan rapito, il nonno indagato per sequestro di persona aggravato. Lo zio: «Anche la nonna è complice»

Lunedì 13 Settembre 2021
Eitan rapito, il nonno indagato per sequestro di persona. Il governo Israele: «Bimbo dovrà essere restituito»

Sequestro di persona aggravato dalla minore età di Eitan: è questo il reato per il quale la procura della Repubblica di Pavia ha iscritto nel registro degli indagati Shmuel Peleg, il nonno che sabato scorso ha portato con sé in Israele il nipotino Eitan Biran, unico sopravvissuto della sua famiglia nella tragedia del Mottarone. Lo avrebbe prelevato dall'abitazione della zia paterna nell'ambito di una visita concordata per poi spostarsi in Israele grazie a un primo spostamento in auto (a noleggio) e poi con un volo privato da Lugano per Tel Aviv. L'uomo, ex militare israeliano, continua a ripetere, come gli altri familiari materni tra cui la zia Gali Peleg che è in Israele, che non avrebbe commesso «un rapimento» ma che avrebbe agito per il bene del piccolo. Peleg è assistito dai legali Sara Carsaniga, Paolo Sevesi e Paolo Polizzi. Nell'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Mario
Venditti, si scava anche su presunte complicità di altre persone nel blitz che ha portato al presunto rapimento.

«La nonna ha partecipato al rapimento»

Intanto si punta sui canali diplomatici per riparare almeno in parte l'affronto alla legge italiana compiuto dal nonno di bimbo. «Stiamo accertando l'accaduto per poi intervenire», ha spiegato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. I legali del rapitore, gli avvocati Sara Carsaniga, Paolo Sevesi e Paolo Polizzi, hanno teso una mano per la risoluzione del caso, anche se la partita è molto complicata, sia in sede giudiziaria sia internazionale.

«Dopo essere stato estromesso dagli atti e dalle udienze e preoccupato dalle condizioni di salute del nipotino, ha agito d'impulso», hanno spiegato con una versione che sembra del tutto distaccarsi da un piano meticoloso di fuga che comprende anche il noleggio di un aereo privato, la detenzione illegale del passaporto del piccolo, un espatrio illegale in Svizzera e parecchio altro a cominciare dalla violazione di quanto previsto dalla Convenzione dell'Aia.

Il giudice civile di Pavia aveva confermato come tutrice la zia paterna Aya Biran e i legali hanno proposto «reclamo». «Le azioni di prepotenza sono sempre sbagliate - hanno aggiunto - però mettiamoci nei panni di un signore che in terra straniera perde 5 familiari tragicamente (sono morti il padre, la madre, il fratellino e i bisnonni di Eitan, ndr), al quale i medici non parlano e gli avvocati dicono che il procedimento civile di tutela è stato fatto in modo sommario».

E concludono: «Ci impegneremo perché vengano riconosciuti i diritti della famiglia materna, dopodiché confidiamo che Shmuel ritorni ad avere fiducia nelle istituzioni Italiane». Intanto, stando ad un parere del ministero degli Esteri israeliano citato dal sito israeliano N12, Israele deve fare tutto quello che è in suo potere per restituire al più presto Eitan all'Italia. Parere che non ha trovato conferme in ambienti ufficiali.

Sul fronte del ramo paterno, dopo le «preoccupazioni» della zia Aya per la salute anche psicologica del bimbo, la cui «casa è a Pavia», il marito della donna, Or Nirko, ha accusato la nonna materna Etty, moglie di Peleg, di essere «parte del rapimento». Lei che ha detto che il bimbo è arrivato in Israele in condizioni di salute «pessime».

 

Nelle indagini, coordinate dall'aggiunto Mario Venditti e dal pm Valentina De Stefano, è stato accertato che venerdì pomeriggio Peleg, ex militare, dopo aver preso il bimbo dalla casa di Travacò Siccomario (Pavia) per una visita concessa dalla zia, non l'ha più riportato indietro. Nel pomeriggio si sono imbarcati su un volo privato a noleggio di una compagnia tedesca da Lugano, città raggiunta in macchina. «Avevano parcheggiato lontano da casa venerdì mattina», ha riferito Aya, ma non è ancora chiaro se Peleg, che rischia un mandato di cattura anche per sottrazione internazionale di minore, fosse in compagnia di qualcuno che aspettava in auto. Pare che la nonna fosse andata via dall'Italia qualche giorno prima. E comunque, su presunti complici del blitz, indagano i pm con la Squadra mobile. «Non mi risulta ci siano indagini in corso su di lei», ha detto l'avvocato Francesco Caroleo Grimaldi, che assiste Etty, ma solo sul fronte dei risarcimenti per la tragedia della funivia.

Intanto, lo zio Or Nirko punta il dito contro una raccolta fondi organizzata in Israele dalla famiglia materna, con cui sarebbero stati raccolti almeno 200mila euro. Altissimo il costo di un volo privato da Lugano a Israele.  

Mentre sono in corso contatti dei legali a livello istituzionale, l'avvocato Cristina Pagni, che assiste Aya assieme ai difensori Armando Simbari e Massimo Saba, è andata a parlare col giudice tutelare di Pavia «per attivare la Convenzione internazionale dell'Aja» che prevede di assicurare il rientro del minore presso l'affidatario e il Paese di residenza nei casi di sottrazione internazionale. Lo stesso Tribunale aveva ordinato il divieto di espatrio per il piccolo, se non accompagnato o autorizzato dalla zia.

 

 

«Eitan non poteva partire», il bimbo rapito dal nonno e portato in Israele: così è riuscito a volare

Il documento afferma che la mossa messa in atto dal nonno materno di Eitan ha violato la Convenzione dell'Aia sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, una legge adottata da Israele nel 1991. Secondo la legge, le autorità israeliane devono fare tutto quanto in loro potere per restituire il ragazzo al suo tutore legale in Italia il prima possibile. Il tutore legale di Eitan, Aya Biran-Nirko, la sorella residente in Italia del defunto padre del bambino, ha presentato denuncia alla polizia italiana affermando che il bambino è stato rapito dal nonno materno. 

 

 

«Eitan in ospedale: sarà curato meglio in Israele che in Italia», la famiglia materna dopo il sequestro del bimbo

 

Il sindaco di Pavia: «Eitan era felice, non aveva più incubi»

«Eitan era tornato sereno, la scorsa settimana era contento di frequentare la prescuola. Era molto felice di stare con i suoi amici. La scuola cattolica che oggi doveva frequentare l'avevano scelta i genitori e sentire dal nonno e dalla zia che è stato portato via per ricevere un'altra istruzione lascia allibiti». Così all'Adnkronos il sindaco di Pavia Fabrizio Fracassi. «Eitan è stato affidato alla zia, che è un medico e gli è stata vicina da subito, non aveva più gli incubi di notte e si stava riprendendo completamente», aggiunge. «Farò tutto il possibile per riportarlo a casa. E giusto che Eitan mantenga le radici, ma lui appena nato è venuto a Pavia e cresciuto vicino alla zia» ora sua tutrice. «Per noi non è stato un bel fine settimana: Eitan è stato adottato da tutti. Appena rientrerà a Pavia gli consegnerò i tanti regali che continuano ad arrivare da tutta Italia dal giorno dopo la tragedia del Mottarone», conclude il primo cittadino.

Salvini: assurdo ci si faccia scappare bimbo

«Che ci si faccia scappare, con un sequestro, un bimbo che ha sofferto e che ha perso i genitori è veramente assurdo. È evidente che in Italia ci sia un problema di sicurezza e di controlli»: a dirlo ad Assisi, è stato Matteo Salvini. «I bimbi - ha aggiunto - non si prendono con l'inganno o la violenza, spero che si trovi al più presto una soluzione, grazie anche ai rapporti eccellenti che il nostro Paese ha da sempre con Israele».

 

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Ultimo aggiornamento: 14 Settembre, 16:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA