El Salvador vuole legalizzare i bitcoin. Ma gli economisti sono contrari

Lunedì 7 Giugno 2021
El Salvador vuole legalizzare i bitcoin. Ma gli economisti non ci stanno

El Salvador potrebbe presto diventare il primo Paese al mondo a legalizzare i bitcoin. È il desiderio del presidente Nayib Bukele, che ha stravinto quest'anno le elezioni e ha una maggioranza solidissima in Parlamento. La sua decisione è stata annunciata in un videomessaggio alla conferenza Bitcoin 2021 di Miami, in Florida, con cui ha assicurato che la prossima settimana invierà al Congresso un disegno di legge per rendere legale la criptomoneta. Bukele ha spiegato che la sua iniziativa punta a creare posti di lavoro in un Paese in cui «il 70% della popolazione non ha un conto in banca e lavora in nero», Inoltre a suo avviso una volta legalizzati i bitcoin potranno essere un utile strumento per rendere più rapide e meno costose le rimesse (5,9 miliardi di dollari) di quanti lavorano all'estero rappresentando una fetta importante dell'economia del Salvador, equivalente a circa il 22% del prodotto interno lordo. 

La carriera di Bukele

Bukele è stato al centro di una carriera politica agitata, che lo ha visto militare a sinistra, con il Fronte Farabundo Marti per la liberazione nazionale (Fmln), per conquistare la poltrona di primo cittadino di San Salvador, e poi virare a destra per scalare la massima carica dello Stato.

Ostacolato dal precedente Congresso dominato da partiti che ne ostacolavano l'operato, Bukele non ha esitato a far circondare il palazzo sede del Parlamento dall'esercito. Con il nuovo a lui fedele, invece, ha come prima iniziativa fatto destituire il Procuratore generale e i giudici titolari e supplenti, della sezione costituzionale della Corte suprema di giustizia (Csj). Amante dei colpi di scena nella gestione del potere, ora il capo dello Stato salvadoregno ha lanciato il progetto di legalizzazione dei bitcoin con cui è riuscito ad attirare l'attenzione dell'opinione pubblica internazionale. 

Alcuni economisti interrogati dai media locali hanno sostenuto che la volatilità del bitcoin e il suo oscuro status legale, spesso usato anche per transazioni illecite e di riciclaggio, solleva dubbi sul fatto che possa mai sostituire la valuta legale nelle transazioni quotidiane. In Turchia, per esempio, la banca centrale ha vietato ufficialmente i pagamenti diretti e indiretti con criptovalute e criptoattivi, giustificando la sua decisione con «il rischio delle transazioni che non sono sottoposte al controllo di alcuna autorità centrale». E l'economista salvadoregno Claudio de Rosa ha dichiarato al portale ElSalvador.com che «vi sono legittimi dubbi che queste criptomonete possano servire per riciclare denaro e per questo sono oggetto di attento studio a livello mondiale»

Ultimo aggiornamento: 8 Giugno, 09:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA