Presidenziali Usa, Pence attacca Biden: «È il cavallo di troia della sinistra radicale»

Giovedì 27 Agosto 2020
Presidenziali Usa, Pence attacca Biden: «È il cavallo di troia della sinistra radicale»

L'America ha bisogno dei altri quattro anni di Donald Trump. Parola di Mike Pence che intervenendo alla convention repubblicana dallo storico Fort McHenry attacca il candidato democratico alle presidenziali Joe Biden definendolo un «cavallo di Troia della sinistra radicale». «Non sarete mai sicuri con uno come Biden», l'affondo di Pence che, senza mai nominare l'afroamericano Jacob Blake ferito dalla polizia a Kenosha, rilancia il monito del presidente Donald Trump per ristabilire l'ordine nello stato del Wisconsin scosso dalle proteste antirazziste.

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Pence non tradisce le attese e, nell'accettare nuovamente la nomination a candidato vicepresidente, si conferma strenuo e fedele difensore della linea trumpiana, quella dell'America First e del 'law and order'. «Le violenze devono finire», afferma, e «noi non toglieremo mai i fondi alla polizia». Negli stessi istanti Joe Biden su Twitter loda invece i giocatori dell'Nba che si sono rifiutati di giocare in segno di solidarietà con le proteste antirazziste. Poco prima lo aveva fatto Barack Obama.
 

Alla fine dell'intervento il tycoon raggiunge Pence sul palco prima dell'esecuzione dell'inno nazionale. Insieme a loro la first lady Melania Trump e la second lady Karen Pence che poco prima aveva reso omaggio ai militari eroi e alle loro mogli. Tutto attorno una folla di sostenitori senza mascherina e senza alcun rispetto del distanziamento sociale. Pazienza se Pence nel suo intervento aveva appena affermato che «la salute degli americani resta al primo posto» delle priorità dell'amministrazione Trump. Ad aprire la serata era stata la governatrice del South Dakota Kristi Noem, grande tifosa di Trump.

«I principi fondanti dell'America sono sotto attacco», ha detto: «Ci sono voluti 244 anni per costruire il nostro grande Paese, ma ora rischiamo di perdere in poco tempo tutto se prenderemo la strada indicata dai democratici e dai loro sostenitori più radicali». Un leit motiv, questo, che finora ha dominato tutte le serate della convention: «Questo è un voto per scegliere tra la vera America e il socialismo», ha ripetuto anche Lara Trump, moglie del terzogenito del presidente Eric Trump. Nella quarta e ultima serata, fra poche ore, grande attesa per il discorso di accettazione della nomination di Donald Trump ma anche per quello della sua probabile erede, la figlia Ivanka.(

Ultimo aggiornamento: 16:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA