Ema, Sala e Maroni delusi, e Gentiloni twitta: «Sconfitti da sorteggio, che beffa»

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Per l'assegnazione di Ema ad Amsterdam «c'è grande delusione ma anche la consapevolezza che si è fatto tutto quello che si poteva fare per avere un dossier di candidatura molto competitivo, lo si è visto nelle prime due votazioni. Dispiace, eravamo prontissimi». A parlare sono il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni e il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che in una conferenza stampa congiunta al Pirellone hanno commentato la sconfittà della città lombarda.

Amarezza per una candidatura che sembrava solida, e che è stata battuta solo da un sorteggio. «Siamo stati l'unica città non capitale ad arrivare alla votazione finale e siamo stati capaci di confrontarsi con le grandi capitali europee» ha scritto Sala su Twitter subito dopo i risultati del voto. Per il sindaco «sicuramente c'è tanta delusione dopo il sorteggio però il risultato raggiunto è comunque importante». Secondo il primo cittadino dietro alla scelta è possibile che ci sia stato «anche qualche accordo politico». «La mia valutazione - ha precisato poi Sala rispondendo alle domande dei giornalisti - è che nelle prime due votazioni è stato fatto valere il valore dei dossier, mentre dalla seconda votazione in poi sono partite le telefonate tra governi». Sala ha sentito telefonicamente il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, «ovviamente anche lui è dispiaciuto». Oltre il danno per la perdita di un indotto di quasi due miliardi di euro, la beffa di aver perso non per la qualità della candidatura ma per la volontà del caso. «Veramente un po' assurdo essere esclusi perché si pesca da un bussolotto. Tutto regolare ma non normale», ha detto ancora il sindaco di Milano, a cui ha fatto eco Maroni: «La monetina - ha aggiunto il governatore Roberto Maroni - è triste. È il paradigma di un'Europa che non sa decidere. Penso occorra assumere qualche iniziativa, vedremo».

 

«Grazie a Milano e a tutti coloro che si sono impegnati per Ema, nelle istituzioni e nel privato. Una candidatura solida sconfitta solo da un sorteggio. Che beffa!», ha commentato il premier Paolo Gentiloni su Twitter.
Sulla stessa linea d'onda anche il sottosegretario con delega agli affari europei Sandro Gozi, che ha partecipato alla votazione: «È chiaro che perdere con l'estrazione a sorte, con la pallina estratta, lascia l'amaro in bocca. È come perdere una finale ai rigori: anzi, di più, come perdere una finale con la monetina». Con la sorte «non c'era influenza politica che tenesse», ha detto Gozi, che si è impegnato anche personalmente per la candidatura: «Ho lavorato sia a nord che a sud, sia ad est che a ovest: abbiamo ottenuto voti dappertutto sempre rifiutando la logica del blocco che fa male all'Europa e faceva bene a candidature tecnicamente a posto». Gozi ha raccontato che vari ministri hanno appoggiato l'Italia ma hanno chiesto di non rivelare il loro sostegno, indicando poi che hanno votato Milano Grecia, Malta, Romania e Cipro. «Non parlerei di tradimenti, il sistema di voto consente, c'è stata un'astensione sia nel secondo voto che nel terzo».Si tratta della Slovacchia. Il sottosegretario ha anche detto che secondo lui non ci saranno conseguenze sul livello di unità tra i Ventisette sul negoziato per la Brexit. Non teme spaccature in conseguenza dei voti di oggi su Agenzia del farmaco e Autorità bancaria europea. «Penso che sia positivo che alla fine ci siano state candidature forti. Amsterdam era una candidatura forte, molto competitiva, per l'Europa è un fatto positivo che abbia vinto una città candidata tecnicamente valida che assicura il buon funzionamento del mercato unico, era una candidatura ineccepibile. Certo, se dall'urna fosse venuta fuori Milano sarebbe stato positivo per l'Europa e l'Italia sarebbe stata più contenta». Alla domanda se l'Italia tentasse una specie di rivincita con la presidenza dell'Eurogrupppo, Gozi ha risposto: «Mai fatto un legame di questo tipo tra Eurogruppo ed Ema, la partita dell'Eurogruppo non è mia, chiedete al presidente del consiglio e all'interessato».

Delusione e amarezza anche da parte del ministro della salute Beatrice Lorenzin: «Rimane il valore della candidatura di Milano su cui l'Italia ha fatto sistema», ha scritto il ministro su Twitter.
Anche il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda ha voluto commentare la decisione: «L'Italia ha fatto un grande lavoro e Milano ha tutte le caratteristiche per essere un grande hub internazionale delle scienze della vita e avrebbe avuto un senso per l'Europa avere l'Ema a Milano. È un grande peccato». Ma, ha continuato Calenda, «Ce la farà lo stesso ad essere un hub anche senza Ema». A chi gli chiedeva infine se il sorteggio fosse una sconfitta per l'Europa, Calenda ha commentato: «È quantomeno stravagante».

Critiche alla modalità con cui si è arrivati alla decisione anche da parte del ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio: «Una scelta così importante non può essere affidata a una busta, a un sorteggio, rimane tuttavia la consolazione che Milano è stata competitiva fino all'ultimo secondo e che l'Italia è tenuta in grande considerazione da molti Paesi».
Lunedì 20 Novembre 2017, 19:53 - Ultimo aggiornamento: 20-11-2017 20:45
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