Epstein, Virginia Giuffre: «Con il principe Andrea costretta a fare sesso quando ero minorenne: lui sa la verità»

Martedì 3 Dicembre 2019

Virginia Giuffre ha ribadito le sue accuse contro il principe Andrea, sottolineando di essere stata costretta a fare sesso tre volte con il reale britannico, due delle quali quando aveva 17 anni, mentre era tenuta in stato di «schiavitù sessuale» dal miliardario americano Jeffrey Epstein. «Lui sa cosa è successo, io so cosa è successo. E solo uno di noi due dice la verità», ha affermato Giuffre in un'intervista alla 'Bbc', replicando alle dichiarazioni del principe Andrea, che lo scorso novembre, in un'intervista rilasciata alla stessa emittente britannica, ha sostenuto di non ricordare «di aver mai incontrato questa signora», in riferimento alla sua accusatrice, che all'epoca dei fatti contestati al reale britannico, tra il 2001 ed il 2002, si chiamava Virginia Roberts.

La Bbc ha spiegato che l'intervista a Giuffre è stata rilasciata prima di quella con il terzogenito della regina Elisabetta. Il reale britannico era amico di Epstein. Il miliardario era stato accusato dalle autorità statunitensi di aver costretto alla prostituzione decine di ragazze minorenni prima di morire suicida nel penitenziario di Manhattan lo scorso 10 agosto.
 


Giuffre sostiene di essere stata messa di fatto a disposizione del principe, e costretta a concedersi almeno tre volte in anni passati, da Epstein e dalla complice, cortigiana ed ex fidanzata di lui Ghislaine Maxwell: nota socialite britannica ed ereditiera in disgrazia, oltre che amica di vecchia data del duca. Il suo racconto non mostra tentennamenti. Gli incontri sarebbero avvenuti in tre diverse residenze del magnate americano - a Londra, New York e nei Caraibi - la prima volta quando lei non aveva neppure 18 anni. «Non è stata una storia morbosa di sesso, è stata una storia di abusi, io sono stata oggetto di un traffico» d'esseri umani, denuncia rispondendo alle domande della Bbc nel programma Panorama. Non senza bollare come «ridicole scuse» e «stronzate» le giustificazioni evocate da Andrea per insistere a smentire i rapporti intimi. O addirittura per affermare di «non ricordare» d'averla conosciuta. «Vi imploro di stare dalla mia parte, di aiutarmi a combattere questa battaglia, a non accettare che questo sia ok», ribatte con fermezza l'accusatrice, rivolgendosi alla coscienza pubblica britannica. Come a voler suffragare la sua versione, Virginia richiama dettagli specifici dei presunti rendezvous. Specifici e imbarazzanti.

Narra del primo contatto in un night club, dove rammenta che il principe le offrì da bere («il mio drink fu una vodka») e che «aveva qualcosa di ben preciso in testa». «Ghislain mi aveva detto di essere gentile con lui, di fargli quello che facevo a Epstein», prosegue senza giri di parole. Usa quindi l'arma del sarcasmo per tratteggiare il momento in cui il principe l'avrebbe invitata a ballare: «Era il più orribile ballerino che abbia mai visto in vita mia. Mi sudava addosso come se piovesse, mi disgustava». Un particolare che il duca di York ha usato fra i suoi alibi, sostenendo che all'epoca non poteva sudare a causa di una patologia da eccesso di adrenalina sviluppata in battaglia durante la guerra delle Falkland. Ma su cui Virginia tira dritto appellandosi a possibili testimoni, per poi sbottare: «Certa gente continua a venirsene fuori con scuse ridicole», come quella del sospetto della foto ritoccata, «ma andiamo! Io le chiamo BS (bullshit, stronzate) perché lo sono». Fino alla conclusione tagliente: «Lui sa cosa è successo, io so cosa è successo. C'è solo uno che dice la verità e so che sono io».

Ultimo aggiornamento: 19:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA