Famiglia sterminata nel deserto: morti padre, madre e figlia di un anno. La verità emersa dagli smartphone

Una coppia con la figlia di un anno e il loro cane, tutti morti per disidratazione. Quello che ancora non torna nella tragedia

Domenica 20 Febbraio 2022
Famiglia sterminata nel deserto: morti padre, madre e figlia di un anno. La verità emersa dagli smartphone

Quanto trovato negli smartphone può aiutare a ricostruire una tragedia, ma non del tutto. Ci sono ancora cose che, a oltre sei mesi di distanza, non tornano nel dramma di una famiglia, sterminata dal caldo nel deserto.

Famiglia sterminata, la tragedia a Ferragosto

Era il giorno di Ferragosto dello scorso anno quando Jonathan Gerrish, 45 anni, sua moglie Ellen, 35, avevano deciso di fare un'escursione in Sierra Nevada, nei luoghi desertici della California. Insieme a loro, la figlia Miju, di un anno, ed il cane Oski. Nonostante l'esperienza da escursionisti, i due coniugi decidono di girare la Sierra Nevada ma portano poca acqua, appena due litri e mezzo. E questo è il primo elemento che difficilmente si riesce a spiegare. Jonathan ed Ellen avevano sottovalutato non solo il calore, ma anche gli sbalzi di altitudine e il mutare del terreno lungo il tragitto.

Famiglia sterminata dal caldo nel deserto

L'allarme era stato dato dalla baby-sitter della famiglia, preoccupata dal fatto che non fossero tornati dalla breve vacanza che avevano pianificato. I corpi erano stati rinvenuti due giorni dopo, tutti a pochi metri di distanza tranne Jonathan e Miju, con la bambina che ha trovato la morte tra le braccia del papà. Partono le indagini, ma col passare delle settimane tutte le ipotesi più disparate degli inquirenti iniziano a cadere, lasciando spazio alla più banale: a stroncare la famiglia è stato il caldo, che si aggirava intorno ai 40°C, insieme alla carenza di acqua.

 

Famiglia sterminata, dallo smartphone la ricostruzione della tragedia

Per ricostruire la dinamica della tragedia, gli investigatori hanno analizzato lo smartphone di Jonathan Gerrish. Dalle foto scattate alle telefonate fatte prima di trovare la morte, gli elementi presenti nel dispositivo hanno permesso di stabilire i momenti chiave del dramma. La famiglia inizia ad incamminarsi poco dopo le 7 del mattino, e fino alle 11 tutto sembra andare per il meglio: Jonathan registra prima un video, poi scatta sei foto, tra cui due selfie di famiglia.
Le cose peggiorano dopo le 11, come accertato da un sms inviato da Jonathan: «Puoi aiutarci? Siamo sul Savage Lundy Trail diretti verso Hites Trail. No acqua, molto caldo, con la bambina». Il messaggio però non parte, perché non c'è campo.
Neanche un quarto d'ora dopo, Jonathan prova a far partire una chiamata ma continua a non esserci ricezione. Alle 12.25 viene scattata un'altra foto panoramica, forse per cercare di inviarla con un sms per fornire la posizione. Seguono altri tre tentativi di chiamata in tre minuti, ma senza successo. Quello che gli investigatori non riescono a capire, però, è che Jonathan aveva chiamato dei conoscenti e mai numeri collegati al servizio d'emergenza 911.

 

Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio, 15:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA