Francia, l'effetto Brigitte dietro la svolta di Macron: «Ma non sono la suggeritrice occulta»

Sabato 11 Luglio 2020 di Maria Latella
Francia, l'effetto Brigitte dietro la svolta di Macron: «Ma non sono la suggeritrice occulta»

Che fine ha fatto Brigitte Macron? Negli ultimi mesi, qua e là, i siti francesi di gossip e, più rispettosamente, la stampa people si sono posti la domanda. Ieri ha rotto un lungo silenzio con un'intervista a Franceinfo, arrivata dopo il secondo turno delle amministrative, (non proprio un successo per il partito di Macron) e una settimana dopo il cambio di governo, con le dimissioni di Edouard Philippe e l'arrivo di Jean Castex e di un nuovo esecutivo con molti ministri già vicini ai leader della destra, Fillon e soprattutto Sarkozy. «Macron ha preso il Sarkozy virus» ironizza Le Canard enchaîné e poiché, a torto o a ragione, Brigitte passa per aver sempre coltivato simpatie conservatrici, ecco i retroscena sulla première dame che influenza il marito presidente. L'intervista a Franceinfo sembra voler chiarire le cose e d'altra parte la strategia macroniana in vista delle presidenziali non ha bisogno di molti retro scena: per vincere bisognerà puntare a destra.

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LA PASSIONE
Brigitte comunque non vuole passare per la suggeritrice occulta.«A che titolo potrei permettermi di dare consigli? Nel mio ruolo mi occupo di temi lontani dalla politica, me ne tengo a distanza. Non ho né la passione né la competenza per farlo - scandisce madame Macron - quando mi chiedono dell'influenza che ho su mio marito, rispondo che riguarda la nostra vita privata. Viviamo all'Eliseo, lavoriamo qui, parliamo molto tra noi. Ma, con tutta evidenza, mai mi permetterei di dare dei consigli». Eppure, ammette la première dame, tutti pensano il contrario. E sui social i retroscena si scatenano. «Non li seguo, ma vedo che le bugie e i fantasmi si impongono e a volte diventano più forti della verità. Quando vedo che circolano cose totalmente false mi chiedo ma da dove vengono»?
Una domanda che prima di lei si sono poste quasi tutte le precedenti inquiline dell'Eliseo. Basta rileggere quel che hanno scritto, ciascuna nella propria biografia, Valerie Trierweiler, ex di Hollande, e Cecilia ex moglie di Sarkozy. Valerie Trierweiler, giornalista lei stessa, annota nel suo Merci pour ce Moment le amarezze dei giorni passati all'Eliseo: «I giornalisti devono scrivere. Spesso per ignoranza, ma anche per gusto dello scandalo, cominciarono a fare il ritratto di una donna che non mi somiglia affatto».

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E che cosa scriveva Cecilia Ciganer ex Sarkozy e da tempo coniugata Attias, nel libro per l'appunto intitolato Une envie de vérité? «L'immagine di una persona corrisponde raramente alla sua realtà, soprattutto quando i media s'impegnano a disegnarla a modo loro. La scelta è semplice: rettificare gli errori o tacere. Io ho rapidamente compreso che la prima opzione era la peggiore. Invece di attenuare le chiacchiere, le attizzava. Meglio il silenzio, non rispondere a niente».
LE COPPIE
Le coppie, di potere e non, si scambiano opinioni e consigli. Quando poi sei una First lady inevitabilmente tutti provano a influenzare tuo marito passando per le pillow talks, le chiacchiere sul cuscino. Incidono davvero sulle scelte di un presidente o di un capo di governo? Dipende, dalla personalità dei due soggetti, naturalmente. Non tutti vivono come in House of cards.

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Cecilia, quando ancora era Sarkozy, ha collaborato attivamente alle strategie politiche del marito. Negli Stati Uniti ci sono state le Eleanor Roosvelt, e la sua erede Hillary Clinton, certamente influenti alla Casa Bianca e, nel caso della Clinton, presidenziabile lei stessa, c'è stata Rosalynn Carter, impegnata direttamente al fianco del marito, ma Washington ha visto passare anche first lady più a loro agio in un ruolo tradizionale, come furono lady Bird Johnson, Pat Nixon, Barbara Bush e, a loro modo, Betty Ford e Laura Bush, quest'ultima peraltro a lungo più popolare del marito.«Farebbe politica?» Chiesi a Laura Bush durante un'intervista all'ambasciata americana di Roma. Scoppiò in una risata sincera: «Chi, io? Oh no, proprio no».
Altre ere geologiche. Oggi, anche volendo ritagliarsi una dimensione protetta, anche pretendendo di non voler in nessun modo fare politica, per una first lady è davvero impossibile restare appartata. Impossibile e troppo comodo. Perfino Melania Trump che, secondo i retroscena la notte della vittoria del marito pianse, prevedendo che la vita alla Casa Bianca sarebbe stata molto più complicata che nella confortevole Trump Tower di New York, perfino lei, insomma, ha dovuto suo malgrado prendere atto di quanto ogni suo gesto, e addirittura un vestito possa essere oggetto di interpretazione politica.
STRATEGIA
Brigitte Macron e Michelle Obama hanno entrambe scelto una strategia attiva ma lontana dalla war room. Le campagne contro l'obesità infantile perseguite con tenacia dalla Obama hanno inciso più di qualsiasi precedente azione di una first lady, ma Michelle, tuttora popolarissima, ha dalla sua un carattere forte, e principi che nessun collaboratore del marito è mai riuscito ad ammorbidire. Raccontano che un paio di potenti personaggi dello staff di Obama alla fine abbiano dovuto abbandonare il campo. Michelle ha quasi sempre vinto.
Anche su Brigitte Macron sono circolate e circolano pettegolezzi sui contrasti con qualche collaboratore dell'Eliseo. Nell'intervista a Franceinfo, lei invece ribadisce di condividere totalmente le idee dell'entourage presidenziale. Ma il finale è un messaggio che non va sottovalutato: «Sono una donna libera. Esercito la mia libertà nei limiti, ma non potrei essere diversa da quella che sono». I consiglieri della comunicazione prendano nota.
 

Ultimo aggiornamento: 08:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA