G20, in area Schengen chiusi i confini. Allarme per i black bloc

Giovedì 28 Ottobre 2021 di Cristiana Mangani
Schengen, chiusi i confini. Allarme per i black bloc

Tornano i controlli alle frontiere in vista della due giorni del G20 che porterà nella Capitale i maggiori leader mondiali e un numero di delegazioni ben superiore a 20, per la presenza di alcuni Paesi invitati e dei rappresentanti delle principali organizzazioni internazionali. La ministra Luciana Lamorgese ha comunicato la decisione a tutti i ministri dell’Interno dei Paesi dell’area Schengen e alla Commissione europea già nei giorni scorsi. La disposizione è entrata in vigore dalle 22 di ieri e si protrarrà fino alle ore 13 del primo novembre. Il timore è che un evento di questo tipo possa richiamare gli agitatori di professione: black bloc e antagonisti, da sempre in azione quando sul tavolo delle trattative passano tematiche di lavoro ed economia. 

Il dispositivo di sicurezza, che vede un’area di massima attenzione di 10 km quadri nel quartiere dell’Eur che ospiterà il summit, sarà esaminato oggi dal Comitato per l’ordine pubblico presieduto dalla titolare del Viminale. E non riguarderà soltanto la zona dell’Eur, dove si trova “La Nuvola” e dove si terranno le riunioni, ma anche il centro della città, con i luoghi “sensibili” e le strade dello shopping che ospiteranno i tour delle first lady. Massima attenzione alle aree in cui alloggeranno le delegazioni, ai luoghi simbolo della città eterna. Super presidiati, inoltre, tutti i tragitti che percorreranno i capi di stato e di governo. 

L’Italia sarà al centro del mondo per due giorni, ed è per questo che si sta predisponendo un piano che allontani i rischi di manifestazioni e proteste incontrollate. In queste ore, infatti, gli investigatori e l’intelligence stanno lavorando per monitorare gli ambienti a rischio e anche per controllare l’informazione che passa attraverso i siti e i canali social usati per alimentare le proteste dal nuovo fronte degli agitatori, i No Green pass e i No vax.

«Oggi passa sul web tanta messaggistica - ha spiegato il capo della Polizia, Lamberto Giannini - e il web non ti dà la reale percezione dei numeri e di quello che può realmente accadere». Il responsabile del Dipartimento di pubblica sicurezza non ha nascosto che «la situazione e il periodo sono piuttosto delicati», con «una narrativa sul web preoccupante»: tante persone traducono «la preoccupazione in sentimenti di rabbia e anti-sistema e si uniscono spesso estremismi opposti con il pericolo che soggetti professionisti delle iniziative non legali cerchino di cavalcare la protesta». 

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Giannini ha sottolineato, poi, che è in atto «qualcosa di veramente insidioso: gruppi anonimi nel web, su siti che rimbalzano in varie parti del mondo che magari lanciano delle iniziative spesso illegali nel web». «Stiamo passando nella gestione dell’ordine pubblico - ha aggiunto - da una fase in cui il promotore veniva in questura e dava un’idea dei numeri, si riuscivano a capire gli umori, si concordavano dei percorsi e delle iniziative» a una diffusione della protesta incontrollata: «Anche un like può dare difficoltà nella ricostruzione dell’esatta percezione della minaccia». 

Il timore di queste ore è che qualche gruppo di No vax e No pass possa cercare di unirsi alle due manifestazioni in programma sabato nella Capitale, che si svolgeranno in concomitanza con il vertice dell’Eur, per provocare disordini. Nel dettaglio a piazza San Giovanni, a partire dalle 14, ci sarà un sit-in di protesta contro il governo Draghi e, sempre nel pomeriggio, è previsto un corteo che partirà da piazzale Ostiense per dirigersi alla Bocca della Verità. Aderiranno a quest’ultima manifestazione anche i lavoratori della Gkn, Ilva e gli studenti del Fridays for Future. Sono attesi circa 5mila partecipanti. In serata il prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, ha firmato un’ordinanza con la quale ha stabilito la chiusura delle scuole a partire da domani alle ore 16. 

Ieri, poi, è anche arrivata la decisione dei giudici del Tribunale del riesame di Roma che, respingendo le istanze di scarcerazione presentate dagli avvocati, ha lasciato in carcere Giuliano Castellino e Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, arrestati per l’assalto alla sede della Cgil il 9 ottobre scorso quando durante una manifestazione contro il Green pass il centro della città è stato ostaggio per ore di scontri e disordini. Ribadito il carcere anche per Salvatore Lubrano e Pamela Testa. Mentre è stata disposta la scarcerazione per il leader del movimento “IoApro”, Biagio Passaro, che aveva filmato l’assalto alla sede storica del sindacato, alla quale lui stesso ha partecipato. 
 

Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre, 10:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA