Gas, cosa cambia per famiglie e imprese? Il piano Ue tra monumenti al buio e limiti ai termosifoni

Venerdì 13 Maggio 2022 di Gabriele Rosana
Gas, cosa cambia per famiglie e imprese? Il piano Ue: monumenti al buio e limiti ai termosifoni

Monumenti al buio, condizionatori a 25 gradi in estate, termosifoni a 21 gradi in inverno e produzione industriale ad alta intensità energetica contingentata solo in alcuni periodi dell’anno. Il prezzo del metano torna a volare e l’Unione europea si prepara ai razionamenti nei consumi di famiglie e imprese. Con un terzo delle forniture verso il Vecchio continente a rischio dopo la comunicazione di ieri di Gazprom che ha visto ridursi il livello di gas in transito attraverso l’Ucraina nelle stesse ore in cui Mosca ha bloccato la sezione polacca del gasdotto Yamal, a Bruxelles si lavora ai dettagli del pacchetto RePowerEU, il piano con cui la Commissione illustrerà la sua strategia per diventare autonoma dalle forniture energetiche russe che sarà presentato la prossima settimana.

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La bozza di Bruxelles

Dalla bozza circolata a Bruxelles emerge che, in caso di interruzione improvvisa totale o parziale delle consegne da parte della Russia, i Paesi Ue dovrebbero procedere con un «razionamento coordinato», ispirato alla solidarietà. In pratica, una riduzione dei consumi negli Stati meno colpiti dall’impatto dello stop ai flussi di Gazprom, così da alleviare la pressione su quelli che invece più accusano il colpo della chiusura dei rubinetti: Italia e Germania in testa, ma anche i Paesi dell’Europa orientale che, non avendo sbocco sul mare, non possono ricevere i carichi di gas naturale liquefatto a bordo delle navi metaniere e devono invece fare affidamento sull’infrastruttura europea.
La riduzione dei consumi industriali e privati non è più un tabù da settimane ormai, anche perché dopo la chiusura dei rubinetti russi verso Polonia e Bulgaria è forte l’incertezza su quello che accadrà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, legata in particolare al funzionamento dello schema di pagamento delle forniture di gas aderendo al sistema doppio conto presso Gazprombank con obbligatoria e automatica conversione del corrispettivo in euro in rubli, che molte compagnie sarebbero pronte a seguire ma che secondo Bruxelles è una violazione delle sanzioni.

Cosa cambia in Europa per famiglie e imprese

Per prepararsi a una possibile imminente chiusura dei rubinetti da parte di Mosca, vari Stati - Italia compresa, ma anche Germania e Austria - hanno messo mano ai piani per il razionamento del metano e attivato la prima fase di allerta. Tra le ipotesi sul tavolo c’è la riduzione dell’illuminazione pubblica - dai monumenti agli uffici delle amministrazioni -, che risparmierebbe ospedali e infrastrutture critiche come le stazioni ferroviarie e gli aeroporti, oltre alla riduzione della climatizzazione estiva per contenere gli sprechi energetici e tutelare le scorte in vista dell’inverno. Sul fronte dell’attività industriale, alla soluzione radicale di “spegnere” alcuni comparti ad alto consumo (prevista ad esempio in caso di allarme rosso nei piani di razionamento di Berlino) potrebbe essere superata dalla rimodulazione dell’attività delle filiere a ciclo continuo, come le acciaierie, concentrando la produzione in alcuni periodi dell’anno. Mentre si prepara allo scenario apocalittico, la Commissione, che insieme all’Agenzia internazionale dell’energia ha redatto un decalogo per gli utenti, segue per ora la strada della riduzione responsabile dei consumi, perché ognuno possa fare (in piccolo) la propria parte: usate meno la macchina e più il trasporto pubblico, riducete la velocità in autostrada, lavorate da casa quando possibile, prendete più treni e meno aerei.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 17:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA