LA GUERRA

Hamas, l'ultimatum di Netanyahu: «Arrendetevi non morite per Sinwar». L'Onu: a Gaza l'inferno

Gli aggiornamenti in tempo reale

Hamas: nessun ostaggio in Israele senza negoziati. Netanyahu 50 minuti al telefono con Putin
Hamas: nessun ostaggio in Israele senza negoziati. Netanyahu 50 minuti al telefono con Putin
Domenica 10 Dicembre 2023, 09:27 - Ultimo agg. 11 Dicembre, 10:20

Nethanyahu: pericolosa cooperazione tra Russia e Iran

Nel colloquio telefonico di 50 minuti con Vladimir Putin, Benjamin Netanyahu «ha criticato con forza la pericolosa cooperazione tra Russia e Iran». È quanto si legge in una nota dell'ufficio del premier israeliano, che dà conto della telefonata, la seconda tra i due leader dopo quella del 16 ottobre scorso, nella quale ha espresso anche «disappunto» per le parole pronunciate venerdì al Consiglio di sicurezza dell'Onu dal rappresentante russo.

Video

 

Netanyahu: «Guerra continuerà con intensità maggiore»

La guerra «continuerà con intensità maggiore, nel nord e nel sud della Striscia di Gaza, per raggiungere tutti gli obiettivi». Lo ha ribadito il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che durante una riunione di governo ha riferito di colloqui con il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente francese Emmanuel Macron, ai quali ha detto che «non possono da un lato sostenere la distruzione di Hamas e dall'altro fare pressioni su di noi per porre fine alla guerra, cosa che impedirebbe l'eliminazione di Hamas».

Netanyahu parla 50 minuti con Putin

Il premier Benjamin Netanyahu ha lasciato la riunione del gabinetto di governo per una conversazione telefonica di 50 minuti con il presidente russo Vladimir Putin. Lo ha fatto sapere l'ufficio dello stesso Netanyahu.

Idf: nuova resa di decine di combattenti di Hamas

Sarebbero decine i miliziani di Hamas che si sono arresti alle forze Israeliane dopo aver perso ogni contatto con la leadership dell'organizzazione nella Striscia di Gaza che »ha smesso di esercitare funzioni di comando e controllo«.

Lo ha reso noto la radio di Tsahal. Le forze israeliane hanno »identificato cambiamenti nel comportamento dei vertici di Hamas«, ora nascosti a Khan Yunis, città del sud assediata dai militari israeliani, che hanno scelto di concentrarsi sulla loro sicurezza personale piuttosto che continuare impartire istruzioni. L'Institute for the Study of War ha precisato che sette battaglioni di Hamas si sono già arresti e altri sei »sono prossimi al collasso«.

Onu: «A Gaza c'è l'inferno sulla Terra»

Un cessate il fuoco è vitale per porre fine all'«inferno sulla Terra» a Gaza: così il capo dell'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa), Philippe Lazzarini, al Forum di Doha (Qatar), riporta la Bbc. «La disumanizzazione dei palestinesi ha permesso alla comunità internazionale di sopportare i continui attacchi israeliani a Gaza», ha detto Lazzarini, sottolineando che l'agenzia è sull'orlo del collasso. «È sicuramente la situazione peggiore che abbia mai visto», ha aggiunto: «Le persone vengono all' Onu per chiedere protezione, ma anche la bandiera blu non è più protetta. La situazione ha raggiunto un carattere catastrofico».

Onu: metà della popolazione di Gaza sta morendo di fame

Metà della popolazione di Gaza sta morendo di fame mentre continuano i combattimenti tra Hamas e Israele: lo afferma il vicedirettore del Programma alimentare mondiale (Pam) delle Nazioni Unite, Carl Skau, come riporta la Bbc. Solo una frazione delle forniture necessarie è riuscita ad entrare nella Striscia e in alcune aree nove famiglie su 10 non riescono a mangiare tutti i giorni, ha aggiunto il funzionario, sottolineando che le condizioni a Gaza hanno reso le consegne di aiuti umanitari «quasi impossibili».

di Marco Ventura

Bombardamenti aerei, scambi d'artiglieria e battaglie corpo a corpo fra soldati israeliani e guerriglieri di Hamas da nord a sud della Striscia. La guerra continua e si fa più cruenta dopo il veto degli Stati Uniti all'Onu sulla risoluzione degli Emirati arabi uniti che proponeva al Consiglio di sicurezza il "cessate il fuoco umanitario a Gaza" (13 Sì, astenuta la Gran Bretagna, No americano). E si aggrava la catastrofe umanitaria con assalti ai circa 80 camion di aiuti quotidiani, considerati insufficienti, dal valico di Rafah con l'Egitto ai magazzini lungo un percorso che si è ridotto ormai a pochi chilometri, senza più la possibilità di proseguire verso il centro e il nord. «Non ci fermeremo», afferma il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. «La posizione americana alle Nazioni Unite è giusta, siamo grati agli Stati Uniti. Gli altri Paesi devono capire che non si può sostenere l'eliminazione di Hamas e poi fare appelli per lo stop della guerra, che la impedirebbe. Proseguiremo questa guerra giusta per distruggere Hamas e raggiungere tutti gli obiettivi».

 

IL BILANCIO

Il Consigliere per la Sicurezza nazionale, Tzachi Hanegbi, parla alla Tv israeliana di «un'azione vigorosa, che certo Sinwar non si aspettava». Yahya Sinwar, capo di Hamas nella Striscia, è il ricercato numero 1 dell'Idf, l'esercito di Israele. Finora, calcola Hanegbi, i guerriglieri uccisi sono già 7mila. Se fosse vero, e se fossero attendibili le stime diffuse ieri da Hamas sui 17.700 morti e oltre 46mila feriti sotto le bombe israeliane, come minimo i morti civili sarebbero circa 10mila. Solo nelle ultime ore, 133. All'ospedale Nasser di Khan Younis, nel Sud, ne sarebbero arrivati 62, in quello dei Martiri di Al-Aqsa, nella città centrale di Deir al-Balah, altri settantadue. Oltre a 160 feriti. Decine di familiari pregano nei cortili degli ospedali prima di trasferire i corpi nei cimiteri e nelle fosse comuni. Intanto, Hamas continua a sparare razzi su Israele e l'Idf diffonde un video in cui si vedrebbero miliziani appropriarsi degli aiuti destinati ai civili. Una situazione esplosiva, "catastrofica" secondo l'Onu, insostenibile anche a Rafah che resta il luogo più sicuro che però si sta riempiendo di centinaia di migliaia di sfollati dal resto della Striscia.

LA FUGA IMPOSSIBILE

Presto si arriverà a oltre un milione di persone stipate alla barriera con l'Egitto. È lo scenario che il segretario generale dell'Onu, Guterres, ha descritto come «punizione collettiva di tutto un popolo», appellandosi per la prima volta all'art. 99 della Carta delle Nazioni Unite per sottoporre di sua iniziativa al Consiglio di sicurezza la crisi di Gaza come minaccia alla sicurezza e pace mondiale. Israele, compatto, denuncia «l'antisemitismo» di Guterres. «Non c'è altra spiegazione razionale al suo comportamento», dice il capo dell'opposizione a Netanyahu, Lapid. «Ci stiamo difendendo dopo che i nostri figli sono stati uccisi e presi come ostaggi da terroristi brutali, ma Guterres adesso, all'improvviso, invoca l'art. 99 per aiutare Hamas». Anche più duro il ministro degli Esteri, Eli Cohen: «Guterres disonora la sua posizione e rappresenta il segno di Caino all'Onu». Al contrario, un portavoce dell'ufficio politico di Hamas, Ezzat el-Reshiq, definisce «immorale e disumano» il veto americano, «una partecipazione diretta all'occupazione nel commettere uccisioni, massacri e pulizia etnica del nostro popolo». Tutte le grandi organizzazioni per i diritti umani, da Human Rights Watch a Amnesty, accusano Biden di «complicità» e di non esercitare «leadership globale».

IL GENERALE

A Tel Aviv nessuno sa dire quanto durerà il conflitto, ma per il generale Herzi Halevi, capo di stato maggiore dell'Idf, ogni giorno sono «sempre più numerosi i terroristi uccisi e feriti, negli ultimi giorni ne stiamo vedendo molti che si arrendono, segno che la loro rete si sta disfacendo e che dobbiamo premere più duramente». L'appoggio americano è concreto, se Biden ha scavalcato pure il Congresso e azzerato i canonici 20 giorni di valutazione prima di decidere l'invio di oltre 45mila munizioni, 14mila delle quali per i carri armati Merkava, un totale di 106 milioni di dollari. Il tutto compreso nel pacchetto di assistenza militare a Ucraina e Israele. Intanto i ribelli yemeniti Huthi filo-iraniani minacciano di colpire tutte le navi nel Mar Rosso dirette verso Israele.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA