LA GUERRA

I carri armati di Israele sono entrati a Khan Younis. Unicef: nel sud di Gaza bombe ogni 10 minuti

Le ultime notizie sul conflitto in Medio Oriente

Gaza, Israele: «Iniziata operazione di terra a sud». Idf ai civili: abbandonate l area di Khan Yunis
Gaza, Israele: «Iniziata operazione di terra a sud». Idf ai civili: abbandonate l’area di Khan Yunis
Lunedì 4 Dicembre 2023, 01:04 - Ultimo agg. 5 Dicembre, 01:06

Oms: Israele chiede di svuotare nostri magazzini nel sud di Gaza

«Oggi l'Oms ha ricevuto notifica dalle forze di difesa israeliane di rimuovere le nostre forniture dai due magazzini medici nel sud di Gaza entro 24 ore, poiché le operazioni di terra li renderanno inutilizzabili»: Lo ha reso noto il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus su X. «Facciamo appello a Israele affinché ritiri l'ordine e adotti ogni misura possibile per proteggere i civili e le infrastrutture civili, compresi ospedali e strutture umanitarie»

La giornata

Israele estende la sua offensiva nel sud di Gaza a caccia dei battaglioni di Hamas in quell'area. Ma l'esercito continua a colpire duramente anche il nord e il centro dell'enclave palestinese per eliminare le residue sacche di resistenza dei miliziani. Solo la notte scorsa, ha annunciato il portavoce militare israeliano, sono stati 200 gli attacchi contro obiettivi di Hamas. In serata sono saltate le comunicazioni in tutta la Striscia mentre a Gaza City l'agenzia palestinese Wafa ha denunciato la morte di almeno «50 persone» in raid che hanno coinvolto due scuole piene di sfollati. La presidente della Croce Rossa Mirjana Spoljaric arrivata oggi a Gaza ha definito la «sofferenza» della popolazione «intollerabile» ma non ha perso di vista il dramma degli ostaggi israeliani chiedendone la liberazione. Nella manovra dell'Idf i tank dell'esercito si sono spinti oltre Khan Yunis - la principale città nel sud della Striscia che ieri aveva visto l'ingresso dei primi carri armati israeliani - secondo una tattica già usata al nord: un lento ma progressivo avanzamento sul terreno. I blindati si sono addentrati fra i villaggi di Karara, Khuzaa ed Abassan dopo che due giorni fa la popolazione locale aveva ricevuto dall'esercito ordini di evacuazione immediata. Fonti locali hanno riferito che altri blindati hanno preso posizione lungo la arteria Sallah-a-din, l'importante asse viario che taglia in verticale da nord a sud l'intera enclave palestinese. La strada, il cui controllo è vitale, «costituisce un campo di battaglia, quindi è estremamente pericoloso percorrerla», hanno avvertito i militari confermando «l'azione aggressiva» intrapresa nel sud nei confronti di Hamas e delle altre organizzazioni armate palestinesi. Le due scuole che ospitavano sfollati colpite dai raid di Israele, secondo la versione fornita dalla Wafa, sono invece nel quartiere Al-Daraj di Gaza City. Si tratterebbe dell'istituto Salah al-Din, affiliato all'Unrwa, e di quello Asaad al-Saftawi. Gli equipaggi delle ambulanze, ha fatto sapere l'agenzia palestinese, hanno avuto «grandi difficoltà nel raggiungere le due scuole». Nel sud di Gaza - ha affermato James Elder, portavoce dell'Unicef, l'Agenzia delle Nazioni Unite per l'infanzia - dalla ripresa delle operazioni militari di Israele cadono bombe «ogni 10 minuti». In particolare il portavoce ha descritto l'ospedale al-Nasser a Khan Yunis come una «zona di guerra». «Ribadisco - ha detto la presidente della Croce Rossa Mirjana Spoljaric - il nostro appello urgente per la protezione dei civili in linea con le leggi di guerra e per l'ingresso degli aiuti umanitari senza difficoltà». Spoljaric ha quindi chiesto che la Croce Rossa possa «visitare in sicurezza gli ostaggi israeliani» di cui ha invocato l'immediato rilascio. Proprio sullo spinoso tema degli ostaggi, le loro famiglie hanno chiesto a Benyamin Netanyahu di «ritornare subito ai negoziati» con Hamas «senza ritardi e ad ogni costo» ed hanno ottenuto di incontrare domani il premier. Il conflitto continua poi ad allargare il fossato tra Turchia e Israele. I servizi segreti di Ankara - il cui presidente Erdogan ha definito ancora una volta Netanyahu «criminale di guerra» - hanno ammonito che ci saranno «gravi conseguenze» se Israele tenterà di colpire i membri di Hamas in territorio turco, così come ha minacciato di voler fare. Nella Striscia - secondo i dati diffusi dal ministero della Sanità di Hamas che non distingue tra civili e miliziani - i morti sono saliti a 15.899, di cui il 70% minori e donne. «Una carneficina», l'ha definita l'Alto rappresentante Josep Borrell in apertura dei lavori della 25ma edizione del Forum Ue-Ong sui diritti umani, suscitando le contestazioni di una parte dei presenti che ha deciso di lasciare la sala in segno di protesta.

Israele schiera per la prima volta la brigata Kfir nella Striscia di Gaza: che cos'è?

Per la prima volta dalla sua istituzione nel 2005, Israele ha schierato sul campo a Gaza la Brigata di fanteria Kfir (leoncino), già brigata 900. Lo ha fatto sapere l'esercito spiegando che finora ha scoperto circa 30 imbocchi di tunnel e compiuto circa 100 attacchi di artiglieria contro «postazioni del gruppo terroristico».

 

La Kfir - si legge sul sito it.topwar.ru - è la più giovane (2005) delle 5 cinque brigate di fanteria delle Forze di difesa israeliane: i militari sono sono altamente addestrati a intervenire nelle aree più difficili, battaglie urbane, guerriglia. Un nucleo di questi militari è schierato in ogni città israeliana


Le reclute Kfir sono sottoposte a otto mesi di addestramento al combattimento prima di essere aggregati ai reparti operativi.  Per i primi quattro mesi, i futuri combattenti seguono un corso base, che comprende allenamento fisico, disciplina e padronanza di vari tipi di armi. La seconda metà della formazione è dedicata ad abilità specialistiche, come tattiche di combattimento urbano, guida di veicoli corazzati, utilizzo di dispositivi di protezione chimica. Obbligatorio imparare l'arabo per comunicare con la popolazione è palestinese.


I soldati Kfir indossano berretti mimetici e stivali rossi. La brigata è composta da cinque battaglioni.

Nel 2020, il comando dell'IDF ha deciso di trasformare gradualmente Kfir in una vera e propria brigata dell'esercito, come le truppe aviotrasportate.

 

 

Ali Khamenei, guida suprema dell'Iran: "Una coalizione di paesi anti Stati Uniti per aiutare la Palestina"

«Una coalizione di Paesi anti americani che sia focalizzata sulla cooperazione economica può adottare una posizione chiave, comune e influente rispetto a questioni globali come quella della Palestina».

Lo ha affermato, su X, la Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, che oggi ha incontrato il presidente cubano Miguel Díaz-Canel in visita a Teheran. «Il potenziale politico ed economico dell'Iran e di Cuba dovrebbe essere utilizzato per formare un'alleanza e una coalizione di Paesi che condividono lo stesso atteggiamento riguardo all'aggressione da parte degli Usa e dell'Occidente», ha detto Khamenei aggiungendo che «la dimensione della tragedia a Gaza è così vasta che ha rivelato la vera natura del regime sionista all'opinione pubblica globale e non sarà più possibile nasconderla».

Gaza, l'Onu: "Almeno 300 morti da quando è finita la tregua". Hamas: "Sono il doppio"

Almeno 300 persone sono state uccise a Gaza da quando è terminata la pausa umanitaria l'1 dicembre: lo riferisce l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Unocha), come riporta il Guardian. L'agenzia umanitaria delle Nazioni Unite ha inoltre riferito che l'accesso agli aiuti è stato completamente bloccato nel nord di Gaza. Si tratta della metà del bilancio fornito dal ministero della Sanità di Hamas di circa 600 morti.

Morto il 21enne rapito al rave

È morto a Gaza Yonatan Samerano, 21 anni di Tel Aviv, preso in ostaggio da Hamas dopo essere stato ferito durante il massacro del festival Nova a Reim il 7 ottobre, la sua famiglia è stata informata, come riportano i media israeliani. Il giovane aveva cercato di fuggire raggiungendo il vicino kibbutz di Reim, dove un altro gruppo di terroristi lo aveva rapito.

 

Telefonata Qatar-Blinken: discusse modalità per cessate il fuoco

Il premier e ministro degli Esteri del Qatar Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani ha ricevuto una telefonata dal segretario di stato americano Antony Blinken in cui hanno discusso «delle modalità per la de-escalation e il cessate il fuoco» nella guerra in corso tra Israele e Hamas. Lo ha riferito il ministero degli Esteri di Doha in una nota. «Durante la telefonata si è discusso degli ultimi sviluppi nella Striscia di Gaza e nei territori palestinesi occupati, delle modalità per la de-escalation e il cessate il fuoco», si legge nella nota. Il Qatar «è impegnato, con i suoi partner di mediazione, a proseguire gli sforzi per il ritorno della calma, sottolineando che i continui bombardamenti sulla Striscia di Gaza dopo la fine della pausa complicano gli sforzi di mediazione ed esacerbano la catastrofe umanitaria in atto la striscia», sottolinea il comunicato.

«Per la vostra sicurezza, vi invitiamo a spostarvi nei rifugi per sfollati interni nei quartieri di Al-Fukhari, Al-Shaboura, Al-Zuhur e Tal Al-Sultan» scrive l’Idf (le forze armate israeliane) in un avvertimento rivolto alla popolazione di Gaza, diretto in particolare a chi si trova nell’area di Khan Yunis, pubblicato sui social media. La vita per i palestinesi (secondo un’agenzia dell’Onu gli sfollati sono 1,8 milioni) è questa: dopo che nella prima fase l’esercito dello Stato ebraico ha detto a tutti quelli che si trovavano nel settore settentrionale della Striscia di spostarsi in quello meridionale per mettersi al sicuro, ora è cominciata l’offensiva di terra anche a Sud e agli attacchi aerei (da inizio conflitto i raid sono stati 10mila) è seguita anche l’avanzata di terra dei tank, verso la città di Khan Yunis ma anche verso Rafah, vicino al confine con l’Egitto. Il meccanismo della divisione in 2.300 microsettori della Striscia di Gaza, tutti contraddistinti da un numero, in linea teorica serve di volta in volta a informare i civili palestinesi sulle aree in cui avverranno gli attacchi, ma appare poco credibile che possa realmente funzionare.

DATI

Il Ministero della Salute palestinese (che però fa capo ad Hamas) ha spiegato che dalla ripresa del conflitto le vittime sono già state oltre 300, mentre in totale, dall’8 ottobre, da quando Israele ha risposto al massacro compiuto dall’organizzazione terroristica il giorno prima, i morti nella Striscia di Gaza sono 15mila.

Scrive il quotidiano Haaretz: «L’esercito israeliano ha annunciato che i soldati hanno preso il controllo dei tunnel di Hamas che ospitano i comandanti dell’organizzazione e continuano a occuparsi delle infrastrutture sotterranee in tutta la Striscia, comprese quelle associate agli ostaggi israeliani. L’Idf ha aggiunto che le forze sono costantemente impegnate nell’area dell’ospedale Rantisi, nella parte settentrionale della Striscia, così come nel campo profughi di Jabalya, nel quartiere di Shujaiyeh nella parte orientale della città di Gaza e nel quartiere di Zeitoun nel sud della città. Secondo i militari, il numero delle vittime riportate da Hamas in seguito all’attacco dell’Idf a Gaza è esagerato, e dietro di loro si nascondono dozzine di esponenti di Hamas».

MARE

Ieri però la tensione si è alzata anche sul Mar Rosso dove è stata presa di mira una nave della Marina Usa. Nel tardo pomeriggio gli Houthi (gruppo sciita filo-iraniano che controlla parte dello Yemen) rivendicano gli attacchi contro due imbarcazioni. Affermano: «La Marina yemenita ha preso di mira due navi del nemico sionista nello stretto di Bab el-Mandeb in sostegno ai civili di Gaza». Poco dopo la Difesa americana conferma che l’attacco del gruppo sciita ha interessato il suo cacciatorpediniere “Uss Carney” e il mercantile britannico “Unity Explorer”. Afferma il Pentagono: «Il cacciatorpediniere ha abbattuto in un primo momento un drone appartenente all’insorgenza Houthi che si dirigeva nella sua direzione. Il cacciatorpediniere ha rilevato poi che un missile balistico era stato lanciato contro una nave mercantile identificata come “Unity Explorer”. Il missile ha colpito nelle vicinanze della nave, che batteva bandiera delle Bahamas ma è di proprietà di una società britannica. Il Carney ha risposto immediatamente alla richiesta di aiuto e, durante la missione di assistenza, ha abbattuto un altro drone Houthi». In parallelo sono tornate le minacce dell’Iran che sostiene contemporaneamente gli Houthi, gli Hezbollah e la stessa Hamas. Hossein Amirabdollahian, ministro degli Esteri iraniano, ha parlato al telefono con il capo della politica estera dell’Ue Josep Borrell e ha minacciato una estensione del conflitto se Israele non si fermerà: «La portata della guerra nella regione probabilmente si approfondirà e si espanderà».

OSTAGGI

Tornando all’interno della Striscia di Gaza, oltre alla tragedia dei civili palestinesi, c’è il dramma di 137 ostaggi israeliani e stranieri ancora nella mani di Hamas. La pressione degli Usa prosegue perché riprendano i negoziati, ma ieri il primo ministro Benyamin Netanyahu ha detto in modo brutale: «Stiamo continuando a parlare con il nostro nemico della possibilità di continuare a liberare gli ostaggi, ma stiamo parlando con il fuoco». Si sta accendendo anche la polemica all’interno del governo israeliano per la vicenda di venerdì scorso quando un riservista ha ucciso a sangue freddo, malgrado si fosse inginocchiato e con le mani sulla testa, Yuval Doron Kastelman, un avvocato israeliano in realtà intervenuto per fermare i due attentatori di Hamas che avevano ammazzato tre persone a una fermata dei bus. Il riservista lo aveva scambiato per un terrorista. Netanyahu ha difeso la politica del ministro di estrema destra Itamar Ben Gvir di aumentare la distribuzione di armi alla popolazione e sull’uccisione dell’avvocato eroe si è limitato a dire: «Così va la vita». Si è infuriato il ministro Benny Gantz, leader dell’opposizione, che però è entrato a fare parte del gabinetto di guerra. «L’uccisione di Yuval l’eroe non è “un caso della vita”, bensì un segnale di allarme che ci obbliga ad apprenderne la lezione per salvare vite umane in futuro. Serve una indagine».

di Mauro Evangelisti
 

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