Guerra in Ucraina, perché la Russia non sfonda? I timori di Biden: «Putin non ha vie d'uscita»

Martedì 10 Maggio 2022 di Diodato Pirone
Guerra, perché le forze armate russe non sfondano? I timori di Biden: «Putin non ha vie d'uscita»

«L'esercito rispecchia pregi e difetti di una nazione, generalmente a una temperatura più alta». La frase famosa di Lev Trotsky, il primo capo dell'Armata Rossa, che fra il 1917 e il 1919 riuscì a sconfiggere le armate dei nemici della rivoluzione bolscevica, fotografano forse come meglio non si potrebbe lo stato dell'esercito russo. Fra gli osservatori militari occidentali non si fa che parlare delle pessime performance delle forze armate moscovite. L'elenco dei "guai" è impressionante e va detto che la mancanza di pezzi di ricambio e di microchip, causata dalle sanzioni, potrebbe allungarlo ulteriormente:

- i servizi segreti di Mosca hanno completamente sottovalutato l'efficienza dell'esercito ucraino e il morale della popolazione del paese da invadere;

- la strategia dell'Operazione Militare Speciale è risultata sbagliata (troppe le 8 direzioni di marcia prese il 24 febbraio) e debole (tanti mezzi blindati ma poca fanteria) fin dai primi giorni;

- l'aviazione non ha distrutto tutti gli aerei ucraini come fin dal 1967 (guerra dei 6 giorni fra Israele e i paesi arabi) fa ogni attaccante, inoltre le ferrovie ucraine continuano a funzionare in modo egregio consentendo l'arrivo fino alle linee dell'esercito di Kiev di migliaia di pezzi d'armamento pesante forniti dai paesi Nato;

 

- le enormi colonne corazzate (ricordate quella di 60 kilometri che si vedeva ogni sera in tv a marzo?) sono state decimate dai droni e infatti ora sono sparite:

- i reparti più addestrati come i paracadutisti del 331esimo battaglione sono stati massacrati in operazioni mal studiate come l'assalto all'aeroporto di Kiev;

- le squadre di incursori che dovevano arrestare o uccidere il presidente ucraino Valodimir Zelensky non gli si sono nemmeno avvicinate;

- la catena di comando militare non funziona tanto che il comandante in capo delle Forze Armate russe, Valerij Gerasimov, (assente alla parata di Mosca) pare sia stato ferito durante una sua ispezione diretta al fronte a Izium. Inoltre, ben 12 generali sono stati uccisi dai commandos o dai cecchini ucraini con la collaborazione dell'intelligence americana (e non solo);

- l'apparato logistico non riesce a rifornire a sufficienza i reparti in prima linea sia di carburante che di viveri. C'è chi si spinge a dire che anche la sepoltura dei cadaveri dei caduti sia gestita con gravissime lacune;

- l'impiego dei missili (ne sono stati sparati circa 2.000 su tutta l'Ucraina), da sempre un punto di forza dei russi, ha del misterioso visto che oggi Odessa è stata colpita da tre missili iperbarici (viaggiano a 10 volte la velocità del suono) che sono costosissimi ma che pare abbiano colpito obiettivi minori;

- l'offensiva nel Donbass finora si è tradotta in avanzamenti di manciate di chilometri e nella conquista di una quindicina di piccoli villaggi, senza nessuna dimostrazione di forza intelligente o di capacità di sfondamento. C'è uno stallo sul terreno che forse prelude a una guerra lunga ma a più bassa intensità degna di eserciti minori dell'armata di una grande potenza.

Cosa ha funzionato a favore dei russi? Ancora una volta la quantità, come accadde nella seconda guerra mondiale quando un generale tedesco spiegò la sconfitta della Germania sul fronte orientale in questo modo: "I russi si sono seduti sopra di noi e ci hanno schiacciato".

Se questo è il quadro della situazione militare delle forze armate russe si capisce meglio l'indiscrezione lanciata dall'agenzia di stampa Reuters secondo la quale il presidente Usa, Joe Biden, ieri avrebbe rivelato ai suoi collaboratori di essere preoccupato della mancanza di una via d'uscita per Putin.

 

 

Non c'è dubbio: non solo l'esercito russo non riesce a sconfiggere quello ucraino e 

Ultimo aggiornamento: 19:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA