Hong Kong, una 15enne rischia l'ergastolo: Dagli Usa via alle sanzioni contro la Cina

Venerdì 3 Luglio 2020 di Michelangelo Cocco
Hong Kong, una 15enne rischia l'ergastolo. Dagli Usa via alle sanzioni contro la Cina

La Cina va allo scontro frontale con Gran Bretagna, Stati Uniti e Australia per difendere la sua controversa Legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong, che per i governi occidentali rappresenta un attacco alle libertà e l'autonomia dell'ex colonia britannica.
 

 

Ieri il parlamento statunitense ha approvato (all'unanimità alla Camera e al Senato) una legge - lo Hong Kong Autonomy Act che impone sanzioni contro le banche che facciano affari con funzionari cinesi coinvolti nella repressione del movimento di Hong Kong. Secondo la portavoce della Camera dei rappresentanti, Nancy Pelosi, si è trattato di un «una risposta necessaria e urgente alla cosiddetta Legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong il cui scopo è smantellare le libertà democratiche a Hong Kong». Ora la patata bollente passa al presidente Trump la cui firma potrebbe rendere operativo un provvedimento in grado di far infuriare ulteriormente la leadership di Pechino.

Contro la Gran Bretagna ieri la Cina ha minacciato «misure corrispondenti» dopo che il premier britannico, Boris Johnson, aveva annunciato che il suo Paese garantirà il diritto di residenza (ed eventualmente di cittadinanza) agli honkonghesi, come se fossero perseguitati da un regime totalitario: una possibilità della quale in teoria potrebbero approfittare fino a 3 milioni di persone che attualmente godono dello status speciale di britannico all'estero, e che però per Pechino sono in tutto e per tutto cittadini cinesi.

Il portavoce del ministero degli esteri, Zhao Lijian (popolarissimo tra i settori più nazionalisti) ha sostenuto che la mossa britannica violerebbe le norme internazionali: «La Gran Bretagna dovrà sopportare delle conseguenze per questo», ha minacciato Zhao nel giorno in cui un ventiquattrenne sospettato di aver accoltellato un poliziotto durante la manifestazione del giorno precedente veniva arrestato su un aereo in partenza per Londra, poco prima del decollo.
 


Tra i 370 fermati durante l'ultimo corteo ci sarebbe anche una ragazza di 15 anni: la notizia non è confermata, ma sarebbe proprio tra i dieci che dovranno difendersi dall'accusa di aver violato le nuove norme che prevedono, tra l'altro, pene fino all'ergastolo per i reati di secessione, eversione, attività terroristiche, e collusione con un Paese straniero o elementi esterni per mettere in pericolo la sicurezza nazionale. È certo invece che Nathan Law, uno degli attivisti più noti del movimento che negli ultimi anni si è opposto alle politiche di Pechino, è fuggito da Hong Kong: è stato lui stesso ad annunciarlo. Ma anche il governo australiano sta considerando di offrire un rifugio sicuro per gli oppositori hongkonghesi. Il premier Scott Morrison ha denunciato che la situazione a Hong Kong è «molto preoccupante».

Pechino prova a fronteggiare la durissima opposizione guidata dai Paesi anglosassoni grazie al sostegno di una cinquantina di stati con Cuba in testa. È soprattutto all'interno della Cina che un duro scontro con l'Occidente su questioni, come Hong Kong rischia di produrre gli effetti più deleteri, con un rafforzamento della propaganda nazionalista che accusa l'Occidente di voler fermare l'ascesa della Cina.

Ultimo aggiornamento: 08:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA