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Isis in Siria ruba gli aiuti umanitari delle Nazioni Unite e li distribuisce con il proprio logo

Domenica 1 Febbraio 2015 di Giulia Aubry
Una delle foto pubblicate sui canali Isis. Sul pacco, sotto le indicazioni dello Stato Islamico si scorge parte del logo del WFP
La propaganda e le azioni dello Stato Islamico non conoscono limiti e confini. In questi giorni molti canali facenti capo all'organizzazione jihadista hanno pubblicato, tra le altre, immagini relative alla distribuzione di generi alimentari e di sostegno alle popolazioni siriane. Una campagna a sostegno del ruolo di Is come un vero e proprio Stato in grado di garantire assistenza e benessere alle popolazioni entrate a far parte del Califfato.



Bambini, donne e uomini con scatoloni di cartone pieni di bottiglie, di cibo e coperte sorridono, visibilmente stanchi e denutriti, all'obiettivo, mostrando in primo piano l'etichetta - stampata in bianco e nero su fogli A4 - che indica come gli aiuti provengano dallo Stato Islamico e siano inquadrati nella cosiddetta Zakat, l'obbligo religioso di elemosina prescritto dal Corano che costituisce uno dei cinque pilastri dell'Islam.



In realtà, analizzando le diverse foto, alcuni giornalisti del sito Vocativ.com che analizza le informazioni provenienti dal mondo dei social e dal deepweb, hanno notato che sotto le etichette si intravede abbastanza chiaramente parte del simbolo del World Food Program, l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di aiuti umanitari alimentari nelle crisi internazionali.

Il Wfp aveva dovuto interrompere nello scorso dicembre gli aiuti alle popolazioni in difficoltà della Siria, più a causa della mancanza di fondi che per le pessime condizioni di sicurezza e i continui attacchi ai convogli. Contemporaneamente i bombardamenti da parte della coalizione anti-Isis avevano reso ancora più drammatica la situazione degli abitanti di molte aree della Siria alle prese con malattie e fame.

Una campagna, nata sui social con l'hashtag #ADollarALifeline collegato a un video musicale, aveva permesso di raccogliere circa 1 milione e 800.000 dollari, cui si sono aggiunte le sottoscrizioni statali per un totale di 80 milioni di dollari da destinare agli oltre 13 milioni e 600.000 rifugiati interni ed esterni alla Siria.

FURTIFURTI E

Qualcosa però, in queste o nelle precedenti forniture di aiuti internazionali, non deve aver funzionato se - come sembra dalle immagini e dalla tipologia delle scatole, praticamente identiche nel formato e nei contenuti a quelle distribuite normalmente dalla Mezzaluna rossa e dal World Food Program - gli aiuti sono stati sottratti illegalmente dallo Stato Islamico.

E gli uomini del Califfato, anche in questo caso, sono riusciti a vincere i cuori e le menti delle popolazioni "conquistate", manipolandole e convincendole di essere dei benefattori e non dei conquistatori.

Ultimo aggiornamento: 18:08