Istanbul, arrestata l'autrice dell'attentato. Il ministro dell'Interno: «Addestrata dal Pkk, Usa ipocriti» Il partito curdo: «Non c'entriamo»

Istanbul, arrestata l'autrice dell'attentato in centro Il portavoce di Erdogan: «Strage causata da Pkk e dai siriani sostenuti dagli Stati Uniti» Sei morti
Istanbul, arrestata l'autrice dell'attentato in centro Il portavoce di Erdogan: «Strage causata da Pkk e dai siriani sostenuti dagli Stati Uniti» Sei morti
Lunedì 14 Novembre 2022, 07:38 - Ultimo agg. 19:36
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Il bilancio dell'attentato a Istanbul sale nelle ore in cui le autorità turche fanno sapere che tra i 43 fermati nella serata e nella notte c'è anche la presunta autrice del massacro: si tratta di  Ahlam Albashir, siriana, che, secondo le autorità turche, ha confessato di essere stata addestrata da Pkk e Ypg.

Albashir è stata arrestata questa mattina insieme ad altre 46 persone, tutte accusate di aver preso parte all'attentato che ieri ha sconvolto la Turchia

I morti nella via dello shopping Istiklal sono, al momento, 6 mentre i i feriti sono più di 80. Non vi sono stranieri in questi elenchi.

La donna arrestata ha confessato - secondo la polizia turca - di essere entrata illegalmente in Turchia dalla regione di Afrin nel nord della Siria. Lo rende noto Anadolu secondo cui la donna ha agito su ordini dati da Kobane, nel nord della Siria, dal partito curdo armato Pkk, che Ankara aveva indicato già questa notte come responsabile dell'attacco. La donna sarebbe fuggita in Grecia se non fosse stata arrestata dalle autorità turche. Lo ha affermato il ministro dell'Interno turco Suleyman Soylu, come riporta Anadolu.

Per il ministro dell’Interno turco Suleyman Soylu fin dall'inizio la pista investigativa più calda di tutte le altre, una pista basata anche su consistenti precedenti storici, è stata quella del Pkk, ovvero il Partito dei lavoratori del Kurdistan. 

Le accuse agli Stati Uniti

Chi ha portato la bomba, nascosta in una borsa o in uno zaino è tra le persone fermate, ha detto Soylu nella notte all'agenzia Anadolu poi rilanciata dalle tv. 

 

«Secondo le nostre valutazioni, l'ordine per l'attentato terroristico mortale è arrivato da Ayn al-Arab (Kobane) nel nord della Siria, dove il Pkk-Ypg ha il suo quartiere generale siriano». Ha detto ancora Soylu facendo riferimento al partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) e alla formazione curda siriana Unità di protezione del popolo (Ypg), ritenute da Ankara terroriste.

Per il momento, non ci sono state rivendicazioni.

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Ma le accuse delle autorità turche non si fermano al Pkk: «Gli attacchi terroristi contro i nostri civili sono conseguenze dirette o indirette del sostegno di alcuni Paesi per organizzazioni terroristiche». Lo ha affermato Fahrettin Altun, direttore delle comunicazioni del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando dell'attentato che ha ucciso 6 persone ieri a Istanbul.

Per Ankara, l'attacco è stato ordinato dal gruppo armato curdo Pkk e dallo Ypg, una formazione armata curdo siriana che negli scorsi anni è stata sostenuta dagli Stati Uniti e altri Paesi occidentali nella lotta all'Isis in Siria. 

«Se questi Paesi vogliono l'amicizia della Turchia, devono immediatamente fermare il loro sostegno diretto e indiretto al terrorismo», ha aggiunto il direttore delle comunicazioni del presidente Erdogan.

Rispinta la solidarietà degli Stati Uniti

La Turchia ha respinto le condoglianze degli Stati Uniti per la morte di sei persone nell'attentato dinamitardo di ieri a Istanbul che Ankara ha attribuito ai curdi del Pkk. «Non accettiamo il messaggio di cordoglio dell'ambasciata americana. Lo rifiutiamo», ha detto il ministro dell'Interno Suleyman Soylu alla televisione. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan accusa spesso Washington di fornire armi ai combattenti curdi nel nord della Siria, considerati «terroristi» da Ankara.

Il Pkk prende le distanze

Dopo le accuse del governo di Ankara, il Pkk, Partito dei Lavoratori del Kurdistan, prende le distanze dall'attentato. «In primo luogo, facciamo le nostre condoglianze ai famigliari delle vittime e auguriamo una pronta guarigione ai feriti. Non abbiamo nulla a che vedere con questo episodio ed è ben noto all'opinione pubblica che non prendiamo di mira direttamente i civili né approviamo azioni dirette contro di loro», si legge in un comunicato del Comando del quartier generale del Centro di difesa popolare

Il Pkk, si legge ancora «è un movimento che porta avanti una lotta onorevole e legittima per la libertà» ed agisce sulla base di una prospettiva che «persegue la ricerca di un futuro comune, democratico, libero e ugualitario nella società turca. Muovendo da questo punto, è totalmente escluso che attacchiamo la popolazione civile in qualunque modo». Per l'organizzazione «l'amara realtà» consiste nel fatto che «il regime» turco «si trova in difficoltà davanti a questa lotta legittima». Per questo motivo, denuncia il comunicato, è in atto «un tentativo di mettere a punto un piano oscuro per distorcere la situazione».

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