Nuova arma tattica guidata,
l'ultima di Kim Jong un

di Erminia Voccia

Kim sta perdendo la pazienza. Mercoledì 17 aprile la Corea del Nord ha testato una nuova "arma tattica guidata" alla presenza del giovane leader Kim Jong un, riferisce l'agenzia di Stato della Corea del Nord, la Korean Central News Agency (Kcna) di Pyongyang. L'avvenimento è stato segnalato come un evento di grande importanza per lo sviluppo delle capacità militari del regime, fanno sapere i sudcoreani che riprendono la notizia dai media della Corea del Nord. «Dopo aver testato la potenza del nuovo tipo di arma tattica guidata, i nostri scienziati e operai della difesa impegnati nel settore delle munizioni hanno portato a termine un altro grande lavoro per aumentare le capacità difensive del Paese», ha scritto Kcna. Il regime non ha dato altre informazioni sul test e sul tipo di arma, ma gli analisti e gli esperti di questioni militari hanno escluso che possa trattarsi di un missile balistico intercontinentale capace di costituire una minaccia per gli Stati Uniti. È chiaro però che la mossa di Kim Jong un è un modo per aumentare il potere negoziale sugli Usa, considerato il risultato deludente del vertice di fine febbraio ad Hanoi terminato senza un accordo tra il giovane leader nordcoreano e il presidente americano Trump. Kim Jong un mostra una certa insofferenza verso lo stallo dei negoziati che fino a questo momento non hanno condotto a un alleggerimento delle sanzioni internazionali, ovvero le sanzioni che strangolano la fragilissima economia nordcoreana e che il leader 35 enne vorrebbe rimuovere in cambio di passi in avanti verso la denuclearizzazione.

L'impazienza di Pyongyang traspare anche nella richiesta di sollevare il segretario Usa Mike Pompeo dall'incarico di condurre i colloqui con i diplomatici nordcoreani. «Non cambia niente», ha rassicurato il capo della diplomaziia Usa Pompeo. Ai nordcoreani non è mai piaciuto il suo approccio da gangster. Ma la nuova arma di Kim racconta anche un'altra storia, una storia diversa. Quella di un regime che starebbe provando a potenziare il proprio arsenale bellico anche per quanto concerne le armi di tipo convenzionale. Strumenti su cui Kim Jong un farebbe affidamento nel caso dovesse rinunciare all'arma finale, ovvero l'atomica. Il leader nordcoreano ha bisogno di inviare un segnale forte in primo luogo alla platea interna e alle forze armate nordcoreane, mostrando sicurezza in merito alle proprie capacità difensive. C'è da dire che Kim è stato abbandonato da molti suoi alti ufficiali e sottoposti che hanno disertato. Il test della nuova arma tattica guidata potrebbe essere il sintomo di un processo che mira all'innovazione militare e a una riforma della difesa. La pensa così Kim Dong-yup, professore presso l'Institute of Far Eastern Studies (IFES) dell'ateneo di Kyungnam di Seoul. «La mia opinione – ha detto l'analista a Sputnik – è che la Corea del Nord stia agendo in modo molto ponderato». Kim non è irrazionale, a differenza di quanto potrebbe sembrare. Da leader sanguinario è stato capace di trasformarsi un attore credibile e meritevole di conquistare un posto sulla scena mondiale. I due summit con Trump sono serviti a cambiare, in parte, l'immagine di un despota folle che dà i propri avversari in pasto ai cani in un leader disponibile alle riforme e tutto sommato “presentabile”. L'arma appena testata potrebbe essere un nuovo missile cruise a medio raggio, simile ai missili americani Tomahawk e ai "Hyunmoo-3" a disposizione invece della Corea del Sud. Se fosse così, il test riguarderebbe un'arma non soggetta alle sanzioni Onu. Se, da un lato, Kim si mostra ancora interessato e aperto al dialogo, è anche vero che la Corea del Nord continua a lavorare al programma atomico.
Sabato 20 Aprile 2019, 14:39
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