La ragazza diventata terrorista: Leonora a 15 anni si unì all'Isis, ora va a processo per crimini contro l'umanità

Martedì 25 Gennaio 2022
Germania, a processo Leonora Messing: a 15 anni era fuggita di casa per unirsi all'Isis

Si apre oggi, 24 gennaio, il processo per la ragazza che ha scioccato la Germania. Nel 2015 a soli 15 anni, Leonora Messing era fuggita dal paesino tedesco di Sangerhausen dove viveva con la famiglia per raggiungere Raqqa, allora capitale dell'Isis in Siria e sposare l'estremista tedesco Martin Lemke, noto anche come Nihad Abu Yasir. 

Ora ha 21 anni e dopo che lo stato tedesco l'ha rimpatriata nel 2020, la ragazza è finita sul banco degli imputati nella città di Halle, nella Germania orientale, accusata di aver collaborato alla commissione di crimini contro l'umanità. Il processo a porte chiuse durerà almeno fino a metà maggio. Messing è accusata di appartenenza a un'organizzazione terroristica e violazione della legge sulle armi. Inoltre il pubblico ministero tedesco sospetta che lei e suo marito abbiano ridotto in schiavitù una donna yazida in Siria nel 2015. 

La fuga dalla Germania per unirsi ai terroristi e lo shock dei familiari

Dalle ultime foto scattate nel 2015 che la mostrano abbracciata al padre sembra una normale ragazza di 15 anni. Ma in realtà Leonora Messing aveva già iniziato la sua doppia vita, frequentava segertamente la moschea di Francoforte che era nel mirino dei servizi segreti tedeschi e si stava convertendo all'Islam radicale. La famiglia non sospettava nulla: il padre Maik Messing, fornaio del villaggio tedesco di Breitenbach, ha scoperto tutto solo dopo la scomparsa della figlia, quando ha letto il diario e acceso il pc della ragazza. «Era una brava studentessa», ha detto il padre all'emittente regionale MDR nel 2019 «Faceva la volontaria in una casa di riposo per gli anziani. Ha partecipato al carnevale come majorette. Fu allora che molte delle persone che conosciamo l'hanno vista per l'ultima volta».

Dalla Siria scriveva al padre, poi si pente «voglio tornare in Germania»

Secondo i pubblici ministeri tedeschi, la ragazza a Raqqa faceva parte di un'operazione di traffico di esseri umani per conto dello Stato islamico: suo marito avrebbe "comprato" e successivamente venduto una donna yazida di 33 anni per la cifra presunta di 647 sterline. Inoltre, Leonora spiava le donne tedesche dello Stato Islamico durante le loro lezioni di Islam per poi riferire informazioni ai loro mariti. Nonostante questo la ragazza è rimasta in contatto con la sua famiglia in Germania. Inviava messaggi al padre sui gioielli d'oro ricevuti il giorno del suo matrimonio, sulla guerra in Siria, gli orrori dell'ISIS e cose quotidiane come la cottura del pane in casa. In Siria Leonora avrebbe dato alla luce due bambine, ma dopo la caduta dell'Isis sarebbe stata detenuta in un campo di controllo curdo nel nord della Siria. La ragazza ha detto di aver tentato due volte di fuggire, ma ogni volta è stata catturata dal marito, prima di ammettere di aver commesso un «grosso errore» e di aver supplicato di tornare alla sua «vecchia vita» in Germania. 

Nel dicembre 2020 è stata rimpatriata in una delle quattro operazioni che hanno riportato in Germania 54 persone, la maggior parte delle quali bambini. Dopo essere stata immediatamente arrestata al suo arrivo all'aeroporto di Francoforte, Messing è stata rilasciata e ora verrà processata. 

Il problema del ritorno delle "Spose dell'Isis"

Più volte i tribunali tedeschi hanno chiesto il rimpatrio di mogli e figli dei jihadisti di nazionalità tedesca. Ad esempio, ad ottobre 2019 un tribunale di Berlino aveva chiesto il ritorno di una donna tedesca e dei suoi tre figli, sostenendo che i minori erano traumatizzati e non dovevano essere separati dalla madre. Il ritorno di ex combattenti e delle spose dell'Isis rappresenta un problema spinoso per il governo. Secondo le stime ufficiali, ci sono circa 61 tedeschi ancora nei campi nel nord della Siria, oltre a circa 30 persone con un legame con la Germania. Inoltre, a novembre un tribunale tedesco ha emesso la prima sentenza mondiale per riconoscere i crimini contro la comunità yazida come genocidio, in un verdetto salutato dagli attivisti come una vittoria "storica" ​​per la minoranza. Gli yazidi, un gruppo di lingua curda proveniente dal nord dell'Iraq, sono da anni perseguitati dai militanti dell'Isis che hanno ucciso centinaia di uomini, violentato donne e reclutato con la forza bambini come combattenti.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio, 08:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA