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Ucraina, lo status di neutralità per uscire dalla guerra: cos'è lo scudo nato per affrontare il gigante sovietico

Giovedì 17 Marzo 2022 di Erminia Voccia
Ucraina, lo status di neutralità per uscire dalla guerra: cos'è lo scudo nato per affrontare il gigante sovietico

Lo status di neutralità per l'Ucraina è uno dei punti di discussione del negoziato in corso per trovare una soluzione alla guerra. Sulla carta, al mondo, i Paesi neutrali sono Svizzera, Uruguay, Costa Rica, Cile, Qatar, Botswana, Brasile, Vietnam, Giappone, Mauritius e Panama.

Il primo tipo di neutralità è quella armata, un modello adottato da Svizzera e Finlandia, Paesi che non fanno parte di grandi patti o alleanze militari ma mantengono e rafforzano le proprie difese. 

La Svizzera

La Svizzera ottenne la neutralità grazie alla Pace di Westphalia del 1640, che pose fine alla guerra dei Trent'anni in Europa e che stabilì l'indipendenza della Confederazione svizzera. Dopo il 1789, la Francia occupò una vasta porzione della Svizzera. Il Congresso di Vienna del 1815 ristabilì poi la Confederazione svizzera e fu un atto, firmato il 20 dicembre del 1815 dalle potenze della coalizione antifrancese, a garantire la neutralità permanente della Svizzera.

La Finlandia

La Finlandia deve la propria neutralità al periodo immediatamente successivo alla Seconda Guerra Mondiale. Il suo interesse nel restare neutrale nelle situazioni di conflitto tra le grandi potenze fu riconosciuto dapprima in un trattato sottoscritto tra la Finlandia e l'Urss nel 1948, chiamato Trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza. Il trattato vietava ai firmatari di partecipare ad altre alleanze militari create contro uno dei due Pease parte del trattato stesso. La Finlandia era tenuta a non prestare il proprio territorio a un altro Paese per muovere un attacco contro l'Urss. Questo fu un caso di neutralità imposta. È un tipo di neutralità che tuttavia non ha basi nel diritto internazionale. La Finlandia ha optato per la neutralità durante la Guerra Fredda, ma non ha mai previsto una legge che la stabilisse. E proprio questo permette al Paese la libertà di aderire, se volesse, a qualsiasi alleanza, compresa la Nato. Finlandia e Svezia partecipano già ai vertici dell'Alleanza atlantica come osservatori. Proprio il mutato contesto storico e l'aggressività di Putin potrebbero portare Helsinki ad abbandonare lo status di Paese neutrale a chiedere di aderire alla Nato. Il modello Finlandese non piace però al Cremlino perché possedere delle forze armate andrebbe contro alla smilitarizzazione dell'Ucraina a cui aspira Mosca.

Il presidente ucraino Zelensky ha bocciato l'ipotesi di una neutralità per l'Ucraina pensata su modello austriaco e su quello svedese e il suo consigliere Mykhailo Podolyak ha affermato che l'Ucraina è adesso in uno stato di guerra diretta con la Russia, pertanto, il modello può essere solo ucraino e solo su garanzie di sicurezza verificate legalmente.

L'Austria

Ma pare che i negoziati tra Mosca e Kiev si stiano concentrando sul modello austriaco. Il modello Austria però dovrebbe essere modificato e adattato al contesto ucraino. Per renderlo possibile, l'Ucraina dovrebbe rinunciare all'ingresso nella Nato, che Zelensky già sembra considerare, dovrebbe accettare di cedere il Donbass e della Crimea e accettare anche un eventuale rallentamento del percorso verso l'adesione all'Unione Europea. Tuttavia, trovare un accordo su questi punti non sembra facile.

L'Austria è neutrale dal 1955, la neutralità è stabilita dal Trattato di Stato austriaco ed è sancita dalla Costituzione austriaca, che proibisce al Paese di entrare a far parte di un'alleanza militare e di permettere la costruzione di basi militari straniere sul proprio territorio. È un tipo di neutralità imposta perché il territorio austriaco venne occupato dalle forze alleate fino al 1955. Quell'anno l'Unione Sovietica, con il memorandum di Mosca, chiese per l'Austria un tipo di neutralità su modello di quella svizzera e richiese alle altre potenze di riconoscere l'integrità e l'inviolabilità dell'Austria. Tutte le nazioni con cui l'Austria intratteneva relazioni diplomatiche ratificarono il Trattato di Stato austriaco.

La Svezia

La Svezia, invece, basa la propria politica di neutralità sulla tradizione più che su un trattato internazionale vero e proprio. Durante gli scontri militari della prima parte del XIX secolo, la Svezia ha conservato questo status di neutralità. Il Paese è stato a lungo una potenza militare neutrale, ma ha adattato la politica di neutralità all'interesse politico. Nel 1941 permise alle forze tedesche di attraversare il proprio territorio fino al confine finlandese, ma allo stesso tempo proteggeva i rifugiati dal nazismo. Dopo il 1945, la Svezia optò di nuovo per la neutralità. Ma la propria sicurezza era fortemente dipendente dallo status della Finlandia e dalla politica dell'Urss verso quest'ultima. 

I paesi non allineati

Un'altra forma di neutralità è quella del cosiddetto gruppo dei Paesi non allineati, nato per non schierarsi né con gli Usa né con l'Urss durante la Guerra Fredda. Al termine di essa, il gruppo è diventato un forum di discussione e promozione di politiche a favore dei Paesi in via di sviluppo. 

Ultimo aggiornamento: 18 Marzo, 08:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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