Covid, casi crescono più del previsto in Europa: in Spagna del doppio. La mappa dei contagi

Lunedì 5 Luglio 2021
Covid, casi crescono più del previsto in Europa: in Spagna del doppio. La mappa dei contagi

Ci si aspettavano 21.743 casi in Spagna tra il 26 giugno e il 3 luglio, e invece ce ne sono stati il doppio: 51.405. Preoccupano le stime del centro previsionale Covid dell'Ecdc. Un fattore, sicuramente, è la variante Delta. Anche per altri Paesi in Europa nell'ultima settimana i casi di Covid sono cresciuti più del previsto. Belgio, Danimarca, Finlandia, Grecia, Irlanda, Norvegia, Portogallo, Regno Unito, dove la curva discendente dei contagi si è invertita. In Italia si attendevano 5.222, ma ce ne sono stati 3.909. In Belgio, le previsioni dell'Ecdc davano per la stessa settimana 1.960 nuovi casi, ce ne sono stati oltre 4 mila.

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Mappa contagi, situazione decessi stabile

La situazione dei decessi resta tutto sommato stabile in Europa. In Spagna ci sono stati 13 morti in più in una settimana rispetto alle previsioni, in Italia 26 in più, in Belgio 8 in meno. Nel Regno Unito, dove i contagi hanno ripreso a crescere dall'ultima settimana di maggio, i morti sono stati 118 invece dei 164 stimati. La variazione rispetto alle attese è molto più contenuta di quella dei contagi.

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I tre fattori chiave per contenere la variante Delta

Tracciamento, sequenziamento e la vaccinazione completa con due dosi sono le tre misure cruciali per contenere la diffusione della variante Delta, evitando un aumento dei casi. «Si sta verificando quello che ci si immaginava: se una variante più contagiosa inizia a diffondersi ed è destinata a diventare predominante, è normale che i casi aumentino», ha osservato Cartabellotta nella trasmissione 'L'Italia s'è destà di Radio Cusano Campus. «Se le Regioni effettuano il tracciamento, fanno il sequenziamento e se si proteggono anziani e fragili con due dosi di vaccino noi vedremo un aumento dei contagi nelle prossime settimane, ma non di ricoveri e decessi. Il nostro tallone d'Achille in questo momento è rappresentato dai 2,5 milioni di over 60 non vaccinati, ma anche da coloro che hanno fatto solo una dose, per questo dobbiamo accelerare con le seconde dosi». Sugli over 60 non vaccinati, Cartabellotta rileva che «è verosimile che abbiano perplessità sul vaccino e servirebbe un colloquio per chiarire e fugare dubbi e preoccupazioni. Finora la campagna vaccinale è stata basata sulla prenotazione volontaria, è arrivato il momento di passare alla chiamata attiva. Si stanno cominciando ad appiattire anche le altre curve, ad esempio quella dei 50-59enni».

 

 

Ultimo aggiornamento: 14:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA