«Maradona aveva tanti soldi da potersi permettere tre medici accanto e salvarsi»

Martedì 26 Ottobre 2021 di Francesco De Luca
«Maradona aveva tanti soldi da potersi permettere tre medici accanto e salvarsi»

Tre ore è durata la deposizione dell'avvocato Matias Morla, di fatto ultimo manager di Diego Armando Maradona, davanti ai magistrati della procura di San Isidro che indagano sulla morte del Pibe, avvenuta il 25 novembre dello scorso anno. Tre ore in cui Morla ha preso le distanze dai medici che (non) assistevano il Capitano del Napoli e della Seleccion mondiale e ha attaccato frontalmente Gianinna, la secondogenita di Diego e Claudia Villafane. «Disse che Luque era un neurochirurgo e che invece il padre aveva bisogno di un altro tipo di medico al suo fianco: lo stiamo ancora aspettando. Maradona aveva tanti soldi da potersi permettere tre medici e a quest'ora sarebbe stato ancora vivo», ha detto Morla, chiamato sul banco dei testimoni dai pm proprio su richiesta dei legali di Dalma e Gianinna Maradona.

Secondo Morla, c'è stata «una sottovalutazione della salute di Maradona» perché l'ultimo periodo della vita di Diego «era stato il peggiore». Per questi motivi: «La separazione da Rocio, la pandemia, la lontananza dal calcio, la morte del cognato per Covid. Il periodo peggiore era stato tra settembre e ottobre e nel giorno del suo sessantesimo compleanno (30 ottobre 2020, ndr) Diego era sul campo del Gimnasia ma non connetteva». Perché Morla non intervenne, dato che era l'uomo più vicino a Maradona, a capo della società Sattvica che gestiva tutti gli affari del Pibe? «Non partecipai ad alcuna decisione dopo l'operazione in clinica perché sono un avvocato e non un medico. Peraltro il direttore della clinica (la Olivos, dove Diego venne operato al cervello il 3 novembre, ndr) mi disse che la figlia gli aveva detto che io rappresentavo un problema. Risposi che non ero certo il Conte Dracula». Ovvero chi succhiava sangue. 

 

Morla ha raccontato l'ultimo incontro con Diego il 16 novembre, nove giorni prima della sua morte. «Ci abbracciammo e lui mi disse: ti amo. Lui era tutto per me e io ero tutto per lui. Viveva male in quell'appartamento a Tigre, non c'era neanche la tv accesa ed era strano per uno come lui abituato a vedere sempre sport. E, quando parlava, il timbro di voce non era il suo. Lo dissi anche al dottor Luque». Il neurochirurgo è uno dei sette indagati per la morte di Maradona. Completata la fase istruttoria, i pm dovranno decidere se chiedere il processo che dovrebbe cominciare non prima del 2023, quindi tre anni dopo la morte. L'accusa per medici, paramedici e coordinatori dell'assistenza è omicidio con dolo eventuale, che prevede una condanna da 8 a 25 anni. Morla ha ricevuto una “condanna sociale” dal popolo maradoniano, oltre che essere messo puntualmente sotto accusa dalle figlie di Diego e Claudia Villafane anche se sorprende che sul sito di Sattvica - titolare dei marchi Diego, Maradona, Diego Armando Maradona, La mano de Dios, Diegol, El 10 - compaia il simbolo dell'agenzia internazionale di pubblicità Coolulu a cui nello scorso agosto Dalma e Gianinna hanno affidato l'esclusiva per gli affari degli eredi Maradona: questo potrebbe lasciare pensare che vi sia stato un accordo tra gli avvocati dei familiari e di Morla.

Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre, 05:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA