Maradona, la figlia Dalma furiosa:
«Ma quando arrestano i medici?»

Martedì 2 Marzo 2021 di Francesco De Luca
Maradona, la figlia Dalma furiosa: «Ma quando arrestano i medici?»

Il documentario sugli ultimi giorni di Diego Armando Maradona, diffuso dal sito argentino Infobae nei giorni scorsi, ha scatenato la furiosa reazione di Dalma, la figlia nata dal matrimonio dell'ex campione del Napoli e della Seleccion argentina con Claudia Villafane. Reazione via social, ovviamente, perché da tre mesi - El Diez è morto il 25 novembre - gli attacchi delle figlie Dalma e Gianinna all'avvocato Morla e ai medici Luque e Cosachov vanno avanti a colpi di messaggi su Twitter e Instagram, oltre che di apparizioni televisive. Una continua offesa alla memoria di Diego. 

 

Dalma, in particolare, è rimasta sconvolta dalla pubblicazione di nuovi messaggi audio e scritti che nei giorni antecedenti alla morte di Maradona si scambiavano i medici, l'avvocato Morla e i presunti assistenti di Diego, a cominciare da Maxi Pomargo, il cognato del legale che era una presenza più o meno fissa accanto al Pibe. Proprio Pomargo, in un messaggio appena diffuso sui media argentini, si augurava che la figlia Gianinna non decidesse di portare il padre a casa sua «altrimenti finirebbero i soldi per noi». E poi ancora discussioni sui metodi di (non) cura di Maradona. Dalma ha scritto su Twitter: «Quanto manca per  far prendere (arrestare, ndr) Luque? E quella psichiatra, quello psicologo, quella infermiera? Ma cosa aspetta la giustizia?».

Video

Nell'inchiesta sulla morte di Maradona vi sono per ora sette indagati, a cominciare appunto dai medici Luque, Cosachov e Diaz. La magistratura di San Isidro ha fissato per lunedì 8 marzo il vertice della commissione medica incaricata di approfondire lo stato di salute del più grande calciatore di tutti i tempi e le cause della sua morte. Intanto, presto sarà completata l'analisi dei messaggi audio e whatsapp contenuti nei due Iphone di Diego. E potrebbero uscire altri elementi preziosi.

Ultimo aggiornamento: 3 Marzo, 19:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA