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Filippine, il figlio del dittatore Marcos nuovo presidente a 36 anni dalla deposizione del padre

Martedì 10 Maggio 2022 di Erminia Voccia
Filippine, il figlio del dittatore Marcos nuovo presidente a 36 anni dalla deposizione del padre

Una lotta tra democrazia e autocrazia, tra passato e presente, tra verità e fake news. Ieri i cittadini delle Filippine sono stati chiamati alle urne per eleggere il nuovo presidente. Il voto è considerato il più rilevante di tutta l'era moderna perché con ogni probabilità riporterà al potere la potente famiglia Marcos, un cognome ingombrante difficile da dimenticare, ma non per tutti i filippini. Il candidato Ferdinand Marcos Jr, detto Bongbong, già favorito nei sondaggi, e figlio del dittatore deposto nel 1986, si avvia verso una vittoria schiacciante sulla candidata del fronte democratico e progressista Leni Robredo, attuale vicepresidente e unica donna a concorrere per il ruolo di capo di Stato e di governo. Con quasi il 70% dei voti scrutinati, Marcos Jr è in testa con 23 milioni di voti, contro gli 11 di Robredo. 

Marcos in campagna elettorale ha fatto appello al senso di unità nazionale per convincere un elettorato diviso e impaurito da 6 anni di pugno di ferro del leader autoritario Duterte. Ma soprattutto ha cercato con forza di riabilitare la figura del padre, Ferdinand Marcos, colpevole di aver sottomesso la scena politica filippina fino al rovesciamento del suo regime. In carica dal 1966 al 1986, Marcos padre ha governato per quasi 14 anni sotto la legge marziale, torturando gli oppositori e uccidendo almeno 3mila dissidenti politici, secondo le stime più ottimiste. Si pensa che la famiglia Marcos abbia sottratto allo Stato filippino quasi 10 miliardi di dollari. Ma gli abusi e gli eccessi della famiglia sono stati nascosti e mistificati attraverso una sapiente campagna di comunicazione, costruita per almeno vent'anni, che negli ultimi tempi ha subito un'ulteriore spinta grazie ai social network. Puntando in particolare alle generazioni più giovani, quelle che non hanno vissuto o che non possono ricordare gli anni bui del regime del dittatore defunto, Marcos Jr ha trasformato il doloroso passato in una splendida «età dell'oro», presentando il padre quale «genio politico» e la madre Imelda, famosa per aver accumulato 3mila paia di scarpe, quale «politica suprema della dinastia». Marcos è arrivato a paragonare la propria dinastia a quella dei Kennedy. 

Forte del sostegno di Duterte, che in un primo momento lo aveva definito un leader debole, Marcos Jr ha fatto coppia con la figlia del presidente uscente, Sara Duterte, candidata alla vicepresidenza, dando vita a un sodalizio politico descritto come un tandem. Anche Sara Duterte proseguirà nel segno lasciato dal padre, ancora molto popolare tra i filippini nonostante la durissima campagna antidroga e le restrizioni imposte per controllare il contagio durante la pandemia. A settembre scorso, la Corte penale internazionale ha avviato un'indagine sulle presunte uccisioni extragiudiziali perpetuate in nome della guerra alla droga voluta da Duterte, su cui pende un'altra indagine nazionale. L'elezione a vice di Sara Duterte ha messo in allarme gli attivisti per i diritti umani, perché potrebbe permettere al padre, ritiratosi dalla politica e impossibilitato dalla Costituzione a candidarsi per un secondo mandato, di continuare a esercitare la propria influenza. Il timore è che la figlia possa agevolare il padre a risolvere i suoi guai giudiziari.

Ultimo aggiornamento: 15:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA