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Figlia di Putin fa propaganda "in incognito": «Russia è la vittima. Le sanzioni? Ora abbiamo anche la nostra mozzarella»

Venerdì 20 Maggio 2022 di Gianluca Cordella
Maria V, per la figlia di Putin propaganda in incognito su Telegram

«Maria V». Un nickname come altri miliardi che popolano social e chat. Ma l'identità che cela – che forse avrebbe meritato uno sforzo di fantasia maggiore – lo rende ben diverso dall'essere “uno dei tanti”. Maria sta Maria, niente riferimenti altri o illusioni da web. V sta per Vorontsova, cognome che, affiancato al Maria di cui sopra, fa della misteriosa utente la figlia maggiore di Vladimir Putin. Trentasette anni, ricercatrice del Centro nazionale di ricerca medica per l'endocrinologia del ministero della Salute russo, Maria è la più grande delle due figlie avute dal leader del Cremlino con l'ex first lady Lyudmila Aleksandrovna Ocheretnaya. Laureatasi nel 2011 all'Università di Mosca, la donna si è guadagnata i riflettori degli esperti di media internazionali nelle ultime ore dopo la pubblicazione di alcuni suoi messaggi estrapolati da un chat di un canale Telegram con gli altri 106 laureati di quell'anno. Messaggi in cui sostanzialmente fa propoganda filo-governativa, sostenendo in tutto e per tutto la linea d'azione del papà.

«Nessuno in Occidente vuole che la Russia sia prospera e per questo cercano di impedirlo da sempre. E continueranno a farlo», uno dei tanti messaggi ripresi dalla stampa anglosassone dopo che Dmitry Kolezev, redattore capo di Republic, media indipendente russo, ha portato alla luce i post. «Non siamo sicuri al 100 percento che il profilo sia della Vorontsova, ma almeno due fonti autorevoli, oltre a molte prove circostanziali, ci confermano che lo è», ha voluto chiarire il giornalista. Certo è che la natura del nickname e il contesto della chat si sposano bene con il profilo della figlia dello Zar.

Che, a voler proprio cercare il capello, non scrive mai apertamente nelle chat esaminate di essere favorevole alla campagna militare in Ucraina, salvo però arrabbiarsi con un ex compagno che usa la parola «annessione». Nessuna volontà di annessione secondo lei: solo «un'operazione dettata dalla volontà del popolo, perché in questa storia la Russia non è l'aggressore, ma la vittima costretta a difendersi».

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«Non siamo come i tedeschi negli anni '30, piuttosto siamo come quelli che hanno fatto cadere il nazismo», la metafora che ha tanto il sapore delle parole di papà Vladimir.

 

Ma Maria va oltre. E tira in ballo anche le sanzioni imposte alla Russia per colpirla dal punto di vista economico. Mosse che, secondo la figlia dello Zar, lasciano un po' il tempo che trovano. «Nel 2008 sono iniziate le prime sanzioni contro di noi e hanno minacciato che la mozzarella sarebbe scomparsa dagli scaffali dei negozi. Tutti sono andati fuori di testa, cavolo, come può essere! Come sopravviveremo adesso? - scrive non senza una certa ironia - Senza mozzarella italiana! E adesso? Stiamo ancora respirando? Così sembra. Anzi, adesso abbiamo anche la nostra mozzarella. E sembrava possibile negl Anni '90? No!».

Ultimo aggiornamento: 18:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA