Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Miami oltre il Covid: ecco perché la Florida è (molto) più avanti rispetto a New York

Lunedì 4 Luglio 2022 di Luca Marfé
Miami oltre il Covid: ecco perché la Florida è (molto) più avanti rispetto a New York

MIAMI - Tutti pazzi per Miami.

In questo preciso momento storico, a voler utilizzare una metafora calcistica chiarissima, Miami batte New York con un secco tre a zero.

Economia, lavoro, per non parlare del settore immobiliare.

Una concomitanza di fattori, non tutti necessariamente positivi.

Già, perché il boom, che in uno scenario più ampio caratterizza in realtà tutta la Florida, tra le altre cose è figlio di un disastro epocale chiamato Covid. O meglio (o peggio?) di come il suddetto disastro Covid sia stato gestito. Spesso in maniera disastrosa, appunto.

Oramai sono passati più di due anni e il rischio di analizzare un tema troppo attuale è in qualche modo sfumato, se non addirittura superato.

E allora il quadro è netto e nitido: la Florida ha vinto, Miami ha vinto.

Con pochi mesi di indecisioni, più che di vere e proprie restrizioni. E con una grossa dose di coraggio poi, con tutte le politiche mosse in una duplice direzione: quella delle riaperture, quella della libertà.

Libertà di vaccinarsi, certo. Libertà di indossare le mascherine, altrettanto e ovunque.
Ma nessun obbligo, nessuna dimenticanza dei diritti costituzionali fondamentali.


(Ron DeSantis è il governatore della Florida dal 2019 e vanta radici avellinesi. Per molti, è il futuro candidato alla Casa Bianca per il Partito Repubblicano. Tanti qui in Florida, però, lo amano al punto da sperare che nel 2024 non si candidi, pur di non perderlo come governatore, appunto)

E così, complice anche un clima caldo oggettivamente favorevole all’uomo e sfavorevole al virus, mentre tutti gli altri Stati erano fermi e deserti e tetri, la Florida brillava e cominciava a correre ancora più veloce, ammesso e non concesso che si fosse mai fermata.

E proprio dagli altri Stati, flussi enormi di persone e di denaro.
Di cittadini americani che sono letteralmente scappati dalle catene di New York e della California, tanto per citarne un paio ad esempio, e si sono rifugiati qui, convertendosi nel giro di pochissimi mesi in residenti nuovi. Forti del loro smart working e dei loro capitali, hanno contribuito per primi all’impennata di affitti e vendite di un mercato immobiliare che fa persino spavento. Specie a chi, da queste parti, non vi ha speculato su e ora si ritrova a fare i conti con dei prezzi completamente diversi, nella media raddoppiati.

Per farla breve: chi ha venduto un appartamento o una villa ha fatto bingo, realizzando una montagna di soldi.
Chi invece era alle prese coi proprietari di casa ha visto il suo “rent”, il suo affitto appunto, aumentare di colpo dal 50 fino al 100%.

Eppure.
Eppure non è spaventato.

Sì, perché anche a fronte di un tale impazzimento del mercato, tutto il resto va talmente a gonfie vele che va bene lo stesso. Anzi, va benissimo.



Con la striscia di Miami Beach che è soltanto la punta dell’iceberg del turismo, e che anzi per certi versi appare trash e decadente. Con gli uffici e i grattacieli di Downtown, con il lusso e lo sfarzo di Brickell, con l’arte e i graffiti di Wynwood.

Camerieri che raccontano di riuscire a guadagnare fino a 5mila dollari a settimana, lavoro che si trova a ogni angolo di strada, ristoranti e locali sempre pieni di gente, pure quando il mondo se ne stava chiuso in casa.

E non a caso, a Miami vuole venirci il mondo, mica solo gli americani.

Al di là delle plateali ragioni fiscali (tassazione media sulle vendite al 7,5% e sul reddito a meno del 30%!), tutti i ricchi vantano almeno una base qui. In una città la cui architettura vola, e la trasforma di giorno in giorno, calciatori, tennisti, cantanti, attori, tutti tutti tutti comprano a Miami

Video

Ultimo David Beckham, leggenda inglese, ex capitano del Manchester United e dell’Inghilterra, oggi presidente della squadra di calcio locale, con un super attico da 40 milioni di dollari le cui vertigini cominciano dal piano terra per un design che ha tutti i tratti del futuro.

Eccola.
Eccola la parola chiave di questo posto.

Miami è la capitale del futuro.

Miami, come dicono gli americani, «is the place to be».
In questo preciso momento storico, Miami è il posto dove stare.

Ultimo aggiornamento: 22:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA