Missili contro base Usa in Iraq, feriti quattro iracheni. E in Iran esplodono proteste anti-regime

Domenica 12 Gennaio 2020 di Erminia Voccia
Foto askanews

Quattro soldati iracheni domenica 12 gennaio sono rimasti feriti in un attacco contro la base aerea di Balad, nel nord dell'Iraq, che ospita anche personale statunitense. L'attacco è stato rivendicato dall'esercito iraniano attraverso un comunicato nel quale si afferma che diversi razzi Katyusha, probabilmente 8, sono stati lanciati contro la base di Balad, a quasi 80 chilometri a nord della capitale Baghdad, e che tra i feriti ci sarebbero due ufficiali. Secondo fonti militari irachene citate dal New York Times, i feriti sono iracheni. L'esercito iracheno però non ha indicato esplicitamente l'Iran quale responsabile.

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L'episodio si verifica a distanza di pochi giorni dagli attacchi missilistici alle due basi che ospitano personale Usa in Iraq, ritorsione calibrata di Teheran all'uccissione del potente generale Qassem Soleimani. La morte del leader assoluto delle forze d'élite delle Guardie della Rivoluzione ha alzato l'asticella dello scontro tra Stati Uniti e Iran, aumentando inevitabilemte la tensione nel Golfo. Le basi Usa in Iraq sono un obiettivo facile per l'Iran, che non può permettersi di scatenare una guerra aperta contro Washington ma che allo stesso tempo vuole vendicare la morte del suo generale.

In Iran quella di oggi stata un'altra giornata di proteste. Violenti scontri si sono verificati tra polizia e manifestanti in molte città iraniane. Sabato migliaia di persone sono scese in piazza a Teheran per protestare contro l'abbattimento dell'aereo ucraino della compagnia Ukraine International Airlines, precipitato la mattina dell'8 gennaio con 176 persone a bordo. Soltanto sabato 11 gennaio l'Iran ha ammesso di aver abbattuto per errore l'aereo, che era decollato dall'aeroporto di Teheran senza riscontrare anomalie. Diverse inchieste giornalistiche avevano anticipato che il velivolo era stato abbattuto da un missile anti-aereo, citando le prove a dipsozione dell'intelligence occidentali. Alcuni analisti hanno spiegato che l'aereo sarebbe stato scambiato per un bombardiere americano, segno dell'alto livello di tensione raggiunto tra Usa e Iran.
 


Le proteste per la morte di tutti i passeggeri del volo 752, in gran parte iraniani, si aggiungono alle manifestazioni anti sistema e anti governative che vanno avanti da settimane e che hanno invaso tutto il Paese. Le manifestazioni scoppiate a causa di un aumento del prezzo del carburante hanno assunto presto un carattere politco. I manifestanti chiedono la rimozione della Guida Suprema, l'Ayatollah Ali Khamenei, mostrando un dissenso che non ha precedenti nei 40 anni di storia della Repubblica Islamica. Almeno 1.500 persone avrebbero perso la vita durante le proteste, secondo l'genzia Reutets. L'organizzazione pro diritti umani Amnesty International aveva già denunciato un giro di vite contro i manifestanti in Iran. Le Nazioni Unite stimano che tra i morti ci siano anche bambini. Inoltre, sarebbero stati arrestati migliaia di studenti, giornalisti e attivisti che stavano provando a criticare apertamente la violenta repressione messa in atto dalle autorità iraniane per sedare le proteste del 15 novembre scorso. Amnesty International ha denunciato anche sparizioni forzate, torture e altre forme di maltrattamento contro chi era stato arrestato.

Ultimo aggiornamento: 22:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA