L'ex agente attacca la famiglia Maradona
«Follia portarlo nella casa dove poi morì»

Lunedì 25 Ottobre 2021
L'ex agente attacca la famiglia Maradona «Follia portarlo nella casa dove poi morì»

Come era prevedibile la testimonianza di Matias Morla, l'avvocato di Buenos Aires che negli ultimi anni ha assistito Maradona (ed è tuttora a capo di Sattvica Sa, la società che ha il controllo dei marchi di Diego), è stato un atto di accusa alle figlie del campione morto il 25 novembre scorso nell'appartamento del Barrio San Andres a Tigre.

Ascoltato dai magistrati della procura di San Isidro che indagano sul caso, Morla ha infatti dichiarato: «Fu una pazzia portare Diego nell'appartamento di Tigre dato che aveva già una casa a La Plata». Il Pibe, capitano della Seleccion campione del mondo e del Napoli due volte campione d'Italia, era infatti l'allenatore del Gimnasia di La Plata.

Morla, che si è presentato dai magistrati dopo la richiesta dei legali di Dalma e Gianinna Maradona, è stato duro con le due donne: «Era una casa pessima, Diego non avrebbe mai vissuto in un posto come quello». Il posto dovre trovò la morte dopo essere stato assistito male dai medici, secondo quanto è emerso nella relazione della commissione medica incaricata dalla procura di San Isidro. I medici della clinica Olivos, dove il campione era stato sottoposto a inizio novembre a un'operazione alla testa, avevano suggerito lo spostamento in un'altra struttura sanitaria per la riabilitazione ma le figlie decisero di portarlo in quell'appartamento, come confermato da Morla. L'avvocato ha ricordato che l'ultimo contatto c'era stato con Diego il 21 novembre, quattro giorni prima della morte. «Aveva una voce metallica, mi disse di andare a trovarlo il giorno dopo. Andai ma stava dormendo». Non lo avrebbe più visto vivo né avrebbe partecipato ai suoi funerali il 26 novembre perché glielo impedirono i familiari di Diego.

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Ultimo aggiornamento: 21:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA