Il cadavere di Nancy Videla sconvolge l'Argentina: trovato nel sottopavimento di cemento

Sabato 4 Dicembre 2021 di Marta Ferraro
Dopo sei giorni di ricerche, trovato il cadavere nel sottopavimento di cemento: il femminicidio di Nancy Videla sconvolge l'Argentina

Dopo sei giorni di intense ricerche, la polizia argentina ha trovato il corpo senza vita di Nancy Videla, 31 anni. La casa di un residente di Ingeniero Budge, in provincia di Buenos Aires, è il luogo del macabro ritrovamento.

Il corpo è stato localizzato grazie ai cani della Divisione cinofila della Polizia Federale. Era nudo e avvolto in un sacco, posto nel sottopavimento di cemento fatto ore prima, all'interno di una stanza dell'abitazione dell'accusato. Si tratta di un uomo di oltre 70 anni di nazionalità paraguaiana. Il nome dell'unico sospettato è Damián Lezcano Mendoza e, secondo la sua fedina penale, ha già scontato una condanna in un carcere argentino per l'omicidio di un'altra donna, avvenuto nel 2002. Lezcano Mendoza è stato condannato per «omicidio al di fuori della legittima difesa», ed è stato rilasciato poi nel 2005.

L'autopsia ha rivelato che Nancy Videla è morta per una «frattura del cranio» a causa di un colpo, dopo aver riscontrato anche un precedente tentativo di soffocarmento. Inoltre, studi complementari hanno evidenziato che il corpo della vittima aveva «da quattro a cinque giorni di putrefazione».

Gli inquirenti stavano rastrellando la zona da diversi giorni, senza alcun risultato. Grazie a una chiamata anonima di una donna al 911, hanno preso di mira la casa di Lezcano. Il testimone ha detto che «questa ragazza andava sempre a bere mate con una persona a Ingeniero Budge».

Nel frattempo, Alan, il fidanzato della vittima, ha parlato con la stampa assicurando di non essere a conoscenza del tipo di relazione che Nancy aveva con il presunto assassino. «L'abbiamo trovata nel modo più orrendo e ora l'unica cosa che chiederò per lei è giustizia», ​​ha dichiarato l'uomo, secondo il quotidiano La Nación.

Damián Lezcano Mendoza è già in custodia e si è rifiutato di collaborare, anche se rimarrà in custodia ed è già stato accusato di «omicidio aggravato dalla violenza di genere».

 

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