Navalny, Di Maio incontra Lavrov: «Avvelenamento inquietante». E l'Ue prepara sanzioni per la Russia

Mercoledì 14 Ottobre 2020
Navalny, Di Maio incontra Lavrov: «Avvelenamento inquietante, ci saranno conseguenze». E l'Ue prepara sanzioni per la Russia

Bruxelles si prepara a varare nuove sanzioni contro la Russia per il caso Navalny e dai rumor della vigilia - domani i leader Ue si riuniranno nella capitale belga per il vertice - emerge che a farne le spese saranno «sei individui» e «un ente». Di più non è dato sapere, sino a che le misure non avranno effetto legale. Mosca mastica fiele e promette di rispondere in modo speculare. «L'Unione Europea sta abbandonando la diplomazia e la sta sostituendo con le sanzioni: non potremo soprassedere», ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov in conferenza stampa con il suo omologo italiano Luigi Di Maio, ospite della splendida villa di gala del ministero nella Spiridonovka, nel cuore di Mosca. 

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Di Maio - che nella capitale russa è venuto sia per presiedere il 17esimo Consiglio italo-russo per la cooperazione economica, industriale e finanziaria (Circeif) sia per il faccia a faccia con Lavrov, veterano del grande gioco diplomatico internazionale - non ha tirato indietro la gamba e ha sottolineato come l'avvelenamento del principale oppositore di Vladimir Putin sia stato un episodio «inquietante», che ha «profondamente colpito l'opinione pubblica italiana». «È una vicenda che non può restare senza conseguenze e ci aspettiamo che la Russia, anche sulla base degli elementi forniti dall'Opac, possa portare avanti un'indagine giudiziaria in tempi certi», ha dichiarato. Ma il titolare della Farnesina ha poi sottolineato che «l'Italia resta tra i Paesi più favorevoli al mantenimento del dialogo e della cooperazione con la Russia» e come sia quanto mai necessario «compiere ogni sforzo per evitare che il fossato tra Ue e Russia» diventi «più profondo». 

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Una posizione molto apprezzata a Mosca, tant'è vero che Lavrov non ha esitato a definire «costruttivo» l'atteggiamento dell'Italia laddove altri Paesi dell'Unione Europea, assolutamente «russofobi», non perdono occasione per voler «silurare» i rapporti fra la Russia e l'Ue. Il riferimento, probabilmente, è in primo luogo a Germania e Francia, i due Paesi che hanno proposto le sanzioni. Lavrov ha quindi voluto ribadire che ora non è Mosca a dover presentare spiegazioni a sua discolpa bensì l'Occidente a dover fornire «le prove», così come già richiesto dalla Russia in molteplici sedi. «Noi - ha aggiunto - siamo interessati più di ogni altro a stabilire la verità e speriamo che i colleghi tedeschi non vorranno sottrarsi ai loro obblighi internazionali». Ma sul tavolo non c'era solo l'affaire Navalny. 

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Di Maio con Lavrov ha discusso di Libia, di Nagorno-Karabakh, di G20 (la prossima presidenza è italiana) e di risposta comune alla pandemia, nonché di Bielorussia e Ucraina. Ovvero una bella percentuale dei dossier più scottanti che impegnano le cancellerie di mezzo mondo. A riprova poi che l'Italia vuole «aumentare» e non diminuire la «cooperazione» con la Russia, il ministro italiano in mattinata ha visitato lo Skolkovo Innovation Center di Mosca dove, per l'appunto, si è tenuta la sessione del Circeif. Con lui c'era anche Marco Tronchetti Provera, che è il presidente per parte italiana del Consiglio Imprenditoriale italo-russo. La sua controparte politica, in questo caso, è stato il ministro per l'Industria e il Commercio Denis Manturov (spavaldamente senza mascherina poiché già vaccinato al coronovirus con lo Sputnik V) con il quale è stata discussa la partecipazione italiana al piano di investimenti nazionale decretato dal governo russo, che vede ampi spazi di intervento soprattutto nei settori di «infrastrutture e trasporti, agroalimentare ed energia, innovazione e sostegno alle start-up».

Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre, 08:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA