Nizza. La rete di Bouhlel porta a Bari, tre dei sette fermati legati all'Italia

Martedì 19 Luglio 2016 di Sara Menafra

ROMA Tra i sette fermati due giorni fa e sottoposti ad accertamenti, ci sono almeno tre nomi che portano in Italia. Il primo è quello di C.C. un cittadino tunisino di trentasette anni ma titolare di un permesso di soggiorno in Francia. Le autorità francesi hanno chiesto all'Antiterrorismo italiano di fare delle verifiche sul suo conto, ora affidate alla Digos di Bari perché l'uomo è tra coloro che hanno continuato a scambiarsi messaggi e telefonate con Mohamed Lahouaiej Bohulel fino alla mattina dell'attentato, lo scorso 14 luglio. C. C. è l'ultimo dei sette interrogati ormai da più di ventiquattro ore ad essere stato intercettato. La polizia francese l'ha rintracciato in Rue Mollis, non lontano dalla stazione di Nizza, la sera di domenica, ed è possibile che stesse andando in stazione proprio per spostarsi ancora, magari in Italia. Le leggi antiterrorismo francesi consentono di fermare i sospettati fino a 72 ore, anche non continuative, senza obbligo di formalizzare accuse. I sette garde à vue sono stati portati a Parigi per essere sentiti dall'antiterrorismo.

E contemporaneamente sono partite le verifiche in tutta Europa. Nel nostro paese, i controlli toccano non solo C. C. ma anche la coppia albanese che secondo la ricostruzione della polizia francese avrebbe venduto la pistola a Bohulel. Stando ai primi accertamenti anche loro avrebbero passato un certo periodo in Italia. La figura di C. C. però sembra essere più interessante: senza precedenti penali e con un permesso di soggiorno francese, l'uomo, che ha sei anni più di Bohulel, è venuto a lavorare a Bari a gennaio dello scorso anno. Era stato nel nostro paese anche tre anni fa, poi però era tornato a Nizza per poi spostarsi nuovamente in Puglia. E' rimasto nel nostro paese per circa sei o sette mesi, quindi fino a pochi giorni prima dell'attentato di Nizza. Poi, misteriosamente, è tornato dall'altro lato delle Alpi. E per tutto questo tempo ha mantenuto i contatti con l'uomo che nel frattempo aveva deciso di togliersi la vita portando decine di persone con se. Sicuramente, la mattina del 14 i due si sono scambiati messaggi e persino una telefonata.
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