Omicron Cina, nuovi test di massa: obiettivo tamponi a 20 milioni di persone

Martedì 26 Aprile 2022
Omicron Cina, nuovi test di massa: obiettivo tamponi a 20 milioni di persone

A Pechino iniziano oggi i test di massa anti-Covid in 10 nuovi distretti della città in aggiunta a quello centrale di Chaoyang. L'obiettivo è la copertura di circa 20 dei suoi 23 milioni di residenti totali, tra i diffusi timori di un prossimo lockdown rigido come quello ancora operativo a Shanghai, il peggior focolaio della Cina. La capitale ha reso noto di aver accertato lunedì altri 32 contagi di Covid-19, più un asintomatico, in base ai dati della Commissione sanitaria municipale. A Shanghai, con 52 nuovi decessi, le infezioni sono scese a 17.000 (dalle circa 19.500 di domenica), di cui 1.661 confermate e 15.319 asintomatiche.

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Il caso Shanghai

Sui timori di quanto accaduto a Shanghai, dove a marzo sono stati segnalati più di 1.000 casi prima della imposizione del lockdown ai 26 milioni di residenti, molte persone a Pechino si sono riversate nei supermercati per fare scorta di cibo e di beni di prima necessità, malgrado le rassicurazioni delle autorità sulla continuità delle forniture. Da oggi è anche operativo l'ordine di chiusura di palestre, teatri e siti turistici, all'indomani dei test sui quasi 4 milioni di abitanti di Chaoyang, il distretto più popoloso do Pechino. Ieri, in un briefing notturno, le autorità locali hanno ordinato i test su altri 10 distretti e una zona di sviluppo economico. «Per arginare con determinazione il rischio di diffusione dell'epidemia e mantenere efficacemente la salute dei cittadini, si è deciso di ampliare l'ambito di verifica sanitaria sulla base dei test effettuati nel distretto di Chaoyang», ha spiegato un portavoce del governo municipale. Tre cicli di test dell'acido nucleico saranno condotti oggi, giovedì e sabato nei distretti di Dongcheng, Xicheng, Haidian, Fengtai, Shijingshan, Fangshan, Tongzhou, Shunyi, Changping, Daxing, nonché nell'area di sviluppo economico-tecnologico di Pechino Mentre l'ondata di contagi nella capitale è modesta rispetto agli standard globali, un blocco in stile Shanghai sarebbe un altro duro colpo alle prospettive economiche del Paese. Le attività produttive dell'hub finanziario cinese, che vale il 5% circa del Pil nazionale, hanno avuto un brusco rallentamento nel primo trimestre: la produzione idustriali di marzo è crollata del 7,5% annuo e le vendite al dettaglio del 18,9%. I mercati asiatici hanno subito lunedì il peggior giorno di contrattazioni in oltre un mese a causa dei timori che Pechino stesse per entrare in un lockdown draconiano: i listini cinesi (Shanghai -5,13% e Shenzhen -6,48%) sono crollati ai minimi degli ultimi due anni. A livello nazionale, la Cina ha registrato lunedì quasi 18.000 casi (circa 2.000 in meno rispetto a domenica), di cui 1.908 locali e 15.816 asintomatici.

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«Fermeremo Omicron»

La Cina assicura che non si rilasserà nella lotta al Covid-19, bloccando l'avanzata della variante Omicron: il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, in risposta a una domanda sui timori di lockdown a Pechino simile a quello draconiano di Shanghai, ha replicato che «di fronte alla variante Omicron, la Cina non cederà, ma avanzerà nella guerra per bloccare Omicron». Pur riconoscendo l'impatto sull'economia, Wang ha rimarcato gli sforzi anti-epidemici del governo, sottolineando che già con la variante Delta la Cina aveva ottenuto «risultati notevoli. Vinceremo sicuramente e daremo maggiori contributi al mondo».

 

 

Ultimo aggiornamento: 18:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA