Orban, perché la legge anti-gay indigna l'Europa: in Ungheria vietati ai minori anche Harry Potter e Friends

Venerdì 25 Giugno 2021 di Francesco Malfetano
Orban, perché la legge anti-gay indigna l'Europa: in Ungheria vietati ai minori anche Harry Potter e Friends

Meglio tardi che mai. Dopo anni di tentennamenti e teste infilate ben sotto la sabbia, l'Europa ha finalmente deciso di affrontare Viktor Orban e la sua legge anti gay. La norma anti-Lgbt+ già varata dal governo del premier dell'Ungheria è infatti considerata inaccettabile anche da chi, nel tempo, ha tacitamente chinato il capo mentre il segretario di Fidesz accentrava il 90% dei media del Paese nelle mani dello stato o di imprenditori conniventi, alzava mura di filo spinato al confine per contenere i migranti o manipolava l'istruzione dei giovani ungheresi con libri scolastici scritti ad hoc. E si potrebbe continuare per ore.

Ungheria, i divieti della legge anti-Gay voluta da Orban

 

Almeno fino a ieri. Cioè fino a quando i leader dell'Unione europea, riuniti a Bruxelles per il Consiglio, hanno deciso di porre un limite alle scorribande illiberali di Orban. Il più agguerrito è stato il premier olandese, Mark Rutte, che ha imposto il tema, inizialmente non in agenda.

«Secondo me, non c’è più posto nell’Ue per l’Ungheria» dopo quella legge, ha dichiarato già prima dell'avvio dei lavori del vertice. «Ma non sono l'unico a deciderlo, ce ne sono altri ventisei leader», ha spiegato. Per Rutte non ci sono alternative: «Orban abroghi la legge oppure lasci l'Unione».

Una linea dura su cui si è allineato l'intero assetto comunitario. Anche Mario Draghi che, mentre Giorgia Meloni incontrava il premier ungherese e Salvini glissava quando qualcuno gli ha chiesto una condanna, ha ricordato a Orban come l'articolo 2 del Trattato Ue (quello che tutela dignità umana, uguaglianza e diritti umani) sia lì per un motivo: l’Europa ha una storia antica di oppressione dei diritti umani. «Guarda che questo trattato, sottoscritto anche dall’Ungheria, è lo stesso che nomina la Commissione guardiana del trattato stesso» ha detto Draghi nel suo intervento, aggiungendo che «spetta alla Commissione stabilire se l’Ungheria viola o no il Trattato».

IL TESTO
Il punto di rottura in pratica, pare davvero dietro l'angolo. Anche se Orban ha provato ad annacquare la polemica spiegando ai giornalisti che «Non abbiamo quel tipo di legge, abbiamo una legge che difende i diritti dei bambini e dei genitori. Non si tratta di omosessualità». Anzi. Il premier magiaro è anche partito al contrattacco accusando i suoi omologhi di «non aver letto la legge» e confermando di non essere intenzionato a fare passi indietro: «È già in vigore».

La legge, presentata ad inizio giugno da Fidesz e approvata con un solo voto contrario dal Parlamento, di fatto punta a vietare «l’incoraggiamento» dell’omosessualità tra i minori. Tant'è che non solo rende possibile vietare o censurare libri per ragazzi che parlano apertamente di omosessualità ma precisa anche, in un emendamento, come le lezioni di educazione sessuale «non dovrebbero essere finalizzate a promuovere la segregazione di genere, il cambiamento di genere o l'omosessualità».

«Ogni testo che affronti questa tematica in modo permissivo è dannoso per i minori», ha detto Máté Kocsis, capogruppo del partito Fidesz in parlamento. 

 


Inoltre non permette neppure la diffusione di campagne pubblicitarie in favore dell’inclusione nei confronti della comunità Lgbt+ e, stando al canale televisivo RTL Klub Hungary (una delle poche emittenti non schiacciata sulle posizioni del premier), serie tv come Friends o film come Billy Elliot e Harry Potter finiranno in seconda serata o saranno vietati ai minori. Perché? Perché non condannano chiaramente l'omosessualità. 

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Ultimo aggiornamento: 26 Giugno, 10:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA