Rwanda, lo Schindler africano Paul Rusesabagina condannato con l'accusa di terrorismo

Lunedì 20 Settembre 2021
Rwanda, lo Schindler africano Paul Rusesabagina è stato condannato con l'accusa di terrorismo

Ventisette anni dopo l'azione eroica che permise di salvare centinaia di civili dal genocidio ruandese, l'uomo che ha ispirato il protagonista dell'«Hotel Rwanda», Paul Rusesabagina è stato condannato con l'accusa di terrorismo insieme a altri venti cittadini, alcuni dei quali membri dell'Fronte di Liberazione Nazionale (Fln). L'accusa ha chiesto l'ergastolo per Rusesabagina.

Il 67enne è stato riconosciuto colpevole di aver sostenuto un gruppo ribelle in una serie di attacchi che nel 2018 avrebbe ucciso nove civili. Stando a quanto testimoniato dalla sua famiglia, Rusesabagina sarebbe stato portato a forza in Ruanda dall'esilio, proprio per il processo.

Le battaglie di Rusesabagina dopo il genocidio

Negli ultimi anni si era reso protagonista di aspre critiche al governo, che avrebbe fatto cambiare anche la sua considerazione davanti all'opinione pubblica: da eroe nazionale a terrorista.

Alcuni sopravvissuti hanno provato insistentemente anche a mettere in discussione la versione degli eventi raccontati dal film celebrativo del 2005. Rusesabagina negli ultimi anni avrebbe espresso aspre critiche al governo ruandese, in particolare nei confronti del presidente Paul Kagame.

L' 'eroe' dell' «Hotel Rwanda» avrebbe più volte denunciato violazioni di diritti umani e un particolare accanimento del governo nei confronti degli Hutu. In esilio dal Paese africano, Rusesabagina avrebbe continuato a guidare una coalizione di opposizione, con un braccio armato: il Fronte di liberazione nazionale (Fln).

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L'attacco al presidente ruandese nel 2018

In un videomessaggio del 2018, Rusesabagina chiese un cambio di regime affermando che fosse «giunto il momento di utilizzare tutti i mezzi possibili per apportare un cambiamento in Ruanda». Lo stesso anno il Fln fu accusato di aver compiuto attacchi nei quali sarebbero rimaste uccise nove persone.

L' 'eroe' dell' «Hotel Rwanda» avrebbe ammesso di aver inviato sovvenzioni al gruppo, sottolineando però anche di non aver mai detto di attaccare i civili. Lo scorso marzo l'uomo era scappato dal processo dichiarando che non gli sarebbe stata data la possibilità di avere un equo processo.

Il genocidio del 1994

Ventisette anni fa in Rwanda si compì uno dei più grandi massacri dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. In soli 100 giorni dall'aprile 1994 morirono 800mila persone per lo più di etnia tutsi, uccise dagli estremisti della comunità hutu.

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Ultimo aggiornamento: 19:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA