Perché è scoppiata la guerra della pesca tra Francia e Gran Bretagna? Ecco cosa sta accadendo nella Manica

Londra: «Parigi ha 48 ore di tempo per ritirare le sue irragionevoli minacce di ritorsioni»

Lunedì 1 Novembre 2021 di Stefania Piras
Perché è scoppiata la guerra della pesca tra Francia e Gran Bretagna? Ecco cosa sta accadendo nella Manica

Perché Macron e Johnson si stanno prendendo "a pesci" in faccia? C'entrano la pesca e le licenze ai pescatori nella Manica.  Il canale è diventato un campo minato da quando sono stati siglati gli accordi sulla Brexit che sanciscono il divorzio del Regno Unito dall'Unione Europea (il TCA, cioè l'accordo di libero scambio e cooperazione con la Ue). La guerra diplomatica verte sul numero di licenze concesse da Londra ai pescatori francesi. La Francia considera il numero di licenze eccessivamente ridotto (sarebbero circa la metà), e comunque non conforme ai patti post Brexit  firmati con Londra. Tutto falso, dice Londra per cui la quasi totalità delle richieste dei pescatori francesi è stata esaudita: il 98% delle domande sono state accettate e per il 2% restante il governo britannico si dice aperto a valutazioni. Tutto risolto? Macché, Parigi ha pianificato a partire da domani (2 novembre 2021) una serie di azioni che hanno innervosito parecchio gli inglesi: la chiusura dei porti ai pescherecci britannici, un rafforzamento dei controlli sanitari e doganali su camion e navi che attraversano la Manica, e pure il divieto di sbarcare prodotti ittici. Se non dovesse bastare questo primo pacchetto di azioni ostili, ce n'è pronto un secondo ancora più duro che prevede «misure energetiche che riguardano la fornitura di corrente elettrica per le isole anglo-normanne», incluso Jersey. L'isola Jersey e quella di Guernsey, situate nella Manica (lato francese), sono dipendenze della Corona britannica ma la corrente arriva dalla Francia attraverso cavi sottomarini (così come la stessa Gran Bretagna importa energia nucleare dai vicini Oltremanica). A settembre il Regno Unito e il Jersey hanno negato le licenze di pesca a decine di barche francesi. Per tutta risposta i francesi hanno cominciato ad alzare ol tiro r hanno giocato la carta "Unione Europea" annunciando di voler colpire l'approvvigionamento energetico della Gran Bretagna e di Jersey. L'annuncio era arrivato dal ministro degli Affari Ue Clément Beaune, stretto alleato del presidente francese. 

 

Macron e Johnson hanno parlato di questo anche a Roma, a margine dei lavori del G20. Ma non hanno trovato una soluzione perché la tensione si sta alzando con il Regno Unito che denuncia una violazione del diritto internazionale e la ministra britannica degli Esteri Liz Truss che ha avvertito la Francia lanciando un ultimatum: «48 ore di tempo» per ritirare le minacce di rappresaglia, altrimenti Londra si appellerà al meccanismo previsto dall'accordo della Brexit per la soluzione delle dispute, chiedendo «misure compensatorie». A maggio, il Regno Unito in quella che all'epoca era ancora solo una scaramuccia, ha schierato due navi della Royal Navy a Jersey.

Come è iniziata la disputa

Il peschereccio Cornelis, di proprietà della Macduff Shellfish, giovedì scorso (28 ottobre 2021) è stato sequestrato dalle autorità francesi e trattenuto nel porto di Le Havre. Macduff ha detto che il suo peschereccio stava «pescando legalmente capesante in acque francesi» e di essere incappato nella disputa sugli accordi post Brexit tra Francia e Regno Unito. Giovedì sera, l'ambasciatrice francese a Londra Catherine Colonna è stata convocata al Foreign Office. L'invito, già poco amichevole, è stato accompagnato da una nota ufficiale di protesta.

Il ministro del Mare francese Annick Girardin ha detto in un comunicato di aver multato due pescherecci britannici e di averne «bloccato» uno durante la notte. Le multe si devono ai nuovi controlli rafforzati sulle barche disposti dalla Francia nella Manica. La motivazione delle multe? Sono state comminate, ha spiegato, «una, per aver rifiutato il controllo», mentre l'altra nave «non aveva il diritto di pescare nella zona perché non aveva una licenza». Il governo britannico ha risposto dicendo che la licenza era regolare ma ha suggerito che potrebbe essere stata successivamente ritirata da una lista di navi autorizzate per motivi «poco chiari».

Cosa dice l'accordo post Brexit?

Secondo l'accordo TCA in vigore dal 1 ° gennaio, l'accesso della Ue alle acque del Regno Unito e l'accesso del Regno Unito alle acque dell'UE è ora gestito attraverso un sistema di licenze per le navi da pesca. Quando era membro dell'Unione la Gran Bretagna faceva parte della politica comune della pesca che dava a tutte le flotte europee uguale accesso alle acque della Ue.

Ora è diverso. I pescatori francesi possono continuare a pescare tra sei e 12 miglia dalla costa del Regno Unito e al largo di Guernsey e Jersey fino al 2026 se hanno una licenza discrezionale rilasciata dalla Gran Bretagna. Per ottenere la licenza, devono aver pescato in precedenza, in quelle acque, tra il 2012 e il 2016 - ma i due paesi non sono d'accordo sulle prove richieste per provare l'attività di pesca passata.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 2 Novembre, 10:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA