Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Petrolio e guerra, la Germania prende il controllo degli oleodotti russi Rosneft: «Da oggi istruzioni le impartisce Berlino»

Sabato 17 Settembre 2022 di Stefania Piras
Petrolio e guerra, la Germania prende il controllo degli oleodotti russi Rosneft: «Da oggi istruzioni le impartisce Berlino»

Guerra, energia, sanzioni: il petrolio che scorre negli oleodotti che arrivano in Europa detta le strategie politiche. Come la decisione netta della Germania che ha nazionalizzato due filiali tedesche di Rosneft, il colosso petrolifero russo. Il governo Scholz si sta preparando alla possibilità che la Russia sospenda le esportazioni di petrolio, come ha già fatto con il gas. Ha imboccato una strada diretta: l'espropriazione delle sussidiarie russe Rosneft in modo da poter prendere il controllo della raffineria Pck, la quarta più grande della Germania che rifornisce anche parti della Polonia occidentale e che si trova nella città di Schwedt (110 chilometri a nord di Berlino, al confine con la Polonia). La pipeline "Druschba", conosciuto come "Oleodotto dell'Amicizia", che arriva a Schwedt è strategica: fornisce il 90% del carburante della capitale Berlino, incluso l'aeroporto BER. La scelta è dettata anche dal rispetto dell'impegno europeo di eliminare le importazioni di petrolio russo entro la fine dell'anno. 

Il nome "Oleodotto dell'Amicizia" si deve al fatto che negli anni Sessanta forniva petrolio ai paesi dell'ex blocco sovietico e oggi in Europa occidentale. Oggi infatti è la principale arteria per il trasporto di petrolio russo (e kazako) verso l'Europa. 

Gli impianti di Schwedt fino a venerdì erano di proprietà maggioritaria (54%) del gruppo petrolifero russo, Rosneft, che ha reagito con un comunicato molto duro in cui la decisione tedesca è definita  un'espropriazione illegale. Scrivono che è un'azione conseguente «la situazione creata intenzionalmente dalle rilevanti sanzioni della Ue e dalle azioni dei regolatori tedesco e polacco con l'obiettivo di sequestrare le attività». A fronte di una decisione che Rosneft ritiene «non temporanea», il gruppo russo minaccia «azioni legali» per difendere gli interessi dei suoi azionisti. Per Rosneft l'esproprio rappresenta «una violazione di tutti i principi fondamentali di un'economia di mercato e delle fondamenta civili di una moderna società costruita sul principio dell'inviolabilità della proprietà privata». Il gruppo russo, che rivendica di aver continuato «ad adempiere in pieno i suoi impegni sulla fornitura di prodotti petroliferi», ricorda di aver sostenuto investimenti sulle sue raffinerie tedesche per 4,6 miliardi di euro.  Il governo tedesco si è mosso seguendo una legge sulla sicurezza energetica.

In tutto le raffinerie coinvonte in questa operazione sono tre e forniscono il 12% del fabbisogno tedesco di petrolio,. Si tratta di PCK Schwedt in Brandeburgo, MiRo in Baden-Wuerttemberg e Bayernoil in Baviera.

Gas, la decisione sul price cap slitta a ottobre. Putin minaccia ma è più isolato (e in difficoltà per l'offensiva ucraina)

 

Rosneft, la Germania la pone in amministrazione fiduciaria 

«Si tratta di una decisione di politica energetica di vasta portata per proteggere il nostro Paese», ha dichiarato il Cancelliere Olaf Scholz nella conferenza stampa in cui ha comunicato ufficialmente che la raffineria di Schwedt passa sotto il controllo dell'agenzia federale di regolamentazione delle reti tedesca. L'autorità di regolamentazione ha dichiarato che ora il proprietario originario non può più impartire istruzioni ai complessi industriali. I piani, riporta l'agenzia Reuters, comprendono un "pacchetto per il futuro" con oltre 1 miliardo di euro (996,10 milioni di dollari) di investimenti negli Stati della Germania orientale, con 825 milioni di euro destinati alla sola Schwedt. «La Russia, lo sappiamo da tempo, non è più un fornitore affidabile di energia», ha dichiarato Scholz. «Non abbiamo preso questa decisione alla leggera, ma era inevitabile».

L'acquisizione di Schwedt potrebbe ora innescare misure di ritorsione da parte di Mosca. Scholz ha dichiarato che la Germania ha calcolato una possibile interruzione improvvisa delle forniture di greggio dalla Russia. Un documento politico pubblicato da Berlino venerdì ha mostrato che è in trattativa con il governo del Kazakistan per assicurare le forniture di petrolio a Schwedt. C'è anche un'alleanza con la Polonia per rifornire la raffineria di Brandeburgo con materia prima alternativa a quella russa:gli oleodotti che attraversano il porto di Danzica.

Lo scorso aprile il governo tedesco ha fatto la stessa cosa con la Gazprom: ha messo la SEFE, precedentemente nota come Gazprom Germania, sotto amministrazione fiduciaria. Berlino è alle prese con l'interruzione dei flussi di gas del Nord Stream 1, che era la sua principale via di approvvigionamento di gas. In seguito alla decisione di venerdì, l'Agenzia Federale delle Reti acquisirà anche le quote di Rosneft Deutschland nella raffineria MiRo di Karlsruhe e nella raffineria Bayernoil di Vohburg.

Gas, Scaroni: «Ne avremo bisogno per almeno 10 anni, preoccupato se stop da Russia domani»

Ultimo aggiornamento: 22:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA
Potrebbe interessarti anche