Premio Nobel per la Pace 2020 arriva a Roma: ha vinto il World Food Programme dell'Onu

Venerdì 9 Ottobre 2020
Il Premio Nobel per la Pace arriva a Roma: assegnato al World Food Programme

Il premio Nobel per la pace 2020 è stato assegnato al World Food Programme. Il Norwegian Nobel Commitee ha deciso di assegnare il Nobel all'agenzia Onu del Wfp, che ha sede a Roma, in via Cesare Giulio Viola, nel quartiere Magliana. Da tempo l'organizzazione si batte per la solidarietà internazionale nella lotta contro la fame. 

 

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«L'epidemia di Covid rende più urgente la lotta alla fame», è quanto si legge nelle motivazioni de comitato che si occupa ogni anno di assegnare il prestigioso premio. «Il Wfp è stato insignito del premio Nobel per la pace 2020 per i suoi sforzi nel combattere la fame, per il suo contributo nel migliorare le condizioni per la pace nelle aree colpite da conflitti e per la sua azione nel guidare gli sforzi per prevenire l'uso della fame come un'arma di guerra e conflitto». 

 

«Sentiti ringraziamenti al Comitato dei Nobel per aver onorato il Wfp con il premio per la pace. Questo ricorda in maniera potente al mondo che pace e zero fame vanno di pari passo». Così in un tweet il Programma alimentare mondiale, mentre un suo portavoce, Tomson Phiri, ha parlato di «momento di orgoglio» per l'agenzia delle Nazioni Unite con sede a Roma. «Siamo scesi in campo - ha sottolineato, in un riferimento all'impegno degli ultimi mesi contro il coronavirus - Ad un certo punto siamo stati la più grande compagnia aerea del mondo, quando la maggior parte se non tutte le linee aeree erano a terra».

 

Un'assegnazione che ha sorpreso un po' tutti visto che alla vigilia il "toto-Nobel" si era scatenato sui nomi di Greta Thunberg, degli attivisti di Hong Kong e sui leader dell'Oms per la gestione della pandemia. Nessuno di questi, però, è stato insignito del riconoscimento.

 

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Anche il premio Nobel per la Letteratura, è stato assegnato ieri a una candidata "a sorpresa": è stato vinto infatti alla poetessa americana Louise Glück. Una scelta che ha dribblato i nomi considerati favoriti alla vigilia fra i quali erano assai numerosi quelli di donne. L'Accademia di Stoccolma ha puntato sì su una donna, come aveva già fatto quest'anno con la Fisica e la Chimica, ma senza allinearsi con quelle indicate dagli allibratori.

 

 

 

Con il premio Nobel al World Food Programme, il Comitato norvegese intende lanciare «appello alla comunità internazionale affinché non sottragga finanziamenti» a queste e altre agenzie che si occupano di lotta alla fame. Lo ha detto, rispondendo alle domande di giornalisti, Berit Reiss-Andersen, a capo del comitato. «Il mondo rischia di affrontare una crisi alimentare di proporzioni inimmaginabili se il World Food Programme e le altre organizzazioni che si occupano di sicurezza alimentari non ricevono il sostegno finanziario che hanno chiesto, si legge nella motivazione del premio. Questo per noi è un obbligo per tutti gli stati del mondo ad assicurare che le persone non muoiano di fame - ha detto ancora nella conferenza stampa da Oslo - il coronavirus e gli altri problemi suscitati dalla pandemia hanno definitivamente rafforzato le ragioni del premio».

 

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Ultimo aggiornamento: 21:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA