La Corte ferma la candidatura di Lula: le presidenziali del Brasile nel caos

di Alfredo Spalla

Dopo una sessione straordinaria di otto ore, il Tribunale Elettorale Brasiliano (Tse) ha deciso: Lula non potrà disputare le elezioni del 7 ottobre per la Presidenza della Repubblica. A nulla è valsa la pressione popolare, che ha spinto Lula in testa a tutti i sondaggi con il 37-39% dei brasiliani disposti a votarlo pur essendo in carcere. I giudici - 6 favorevoli, 1 contrario - si sono basati sulla cosiddetta «legge della fedina pulita» (Lei da ficha limpa, ndr), che prevede l'ineleggibilità dei cittadini condannati da un tribunale di secondo grado. Da aprile, Lula è detenuto nel carcere della polizia federale di Curitiba, dove sconta una condanna di 12 anni e 1 mese per corruzione e riciclaggio. La decisione era prevedibile, ma adesso il Partido dos Trabalhadores, lo storico partito della sinistra brasiliana, è obbligato a mettere in atto un piano B. L'ex sindaco di San Paolo, Fernando Haddad, finora indicato come vice-presidente di Lula, diventerà ufficialmente il candidato alla presidenza del centro-sinistra, mentre Manuela D'Avila del partito comunista subentrerà come vice.
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Domenica 2 Settembre 2018, 12:00
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