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Guerra Ucraina, Mosca riapre NordStream: in caduta il prezzo del gas. Bruxelles prepara il piano razionamento dei consumi

Mercoledì 20 Luglio 2022 di Luca Cifoni
Guerra Ucraina, Mosca riapre NordStream: in caduta il prezzo del gas

Quello di domani doveva essere un altro giorno della verità, nella lunga guerra del gas che vede contrapposti la Russia e i Paesi europei. Se il gasdotto NordStream 1, in manutenzione dallo scorso 11 luglio, non tornasse ad essere operativo, allora sarebbero fondati i timori di un'accelerazione da parte del Cremlino e dunque di un blocco potenzialmente quasi totale delle forniture. Le notizie arrivate nella giornata di ieri sono invece moderatamente positive e hanno avuto un effetto immediato sui prezzi del gas, che dopo il nuovo scatto dei giorni scorsi hanno invertito la rotta scendendo ad Amsterdam sotto i 160 euro: il gasdotto torna in funzione, ma con i flussi ridotti dell'ultimo periodo. 

Dunque per ora Putin avrebbe deciso di non forzare la mano e l'Europa non si trova ancora nella situazione di dover fare i conti con una chiusura totale dei rubinetti del gas. Che avrebbe avuto l'effetto immediato di compromettere il piano di riempimento degli stoccaggi. «La Gazprom continuerà a rispettare gli impegni relativi all'esportazione di gas», ha dichiarato in serata alla Tass. 

Se lo scenario peggiore non si è ancora materializzato, la partita resta tuttavia aperta. Sostanzialmente si torna alla situazione precedente l'avvio dei lavori di manutenzione. Ma non alla normale capacità. Al di là delle decisioni tattiche di Mosca, non è ancora rientrata in funzione la famosa turbina proveniente dal Canada e destinata alla Germania, oggetto di discussioni anche aspre nei giorni scorsi perché inizialmente le autorità di Ottawa l'avevano bloccata in ossequio alle sanzioni contro la Russia. Poi erano stati gli stessi Stati Uniti - con grande delusione dell'Ucraina - a escludere che questa spedizione rientrasse tra quelle oggetto di misure restrittive. La turbina è stata quindi fatta partire per la Germania, ma al momento non sarebbe ancora entrata in funzione, probabilmente a causa di un mancato accordo tra autorità tedesche e russe sulle modalità operative. Nei prossimi giorni ci saranno probabilmente ulteriori sviluppi, ma al momento la situazione è questa. Sul mercato di Amsterdam, come detto, il gas ha chiuso in caduta a 154, ovvero ai livelli di inizio luglio. In precedenza le quotazioni erano scese anche più in basso. 

 

In attesa della decisione finale del Cremlino, che alla fine potrebbe riservare anche qualche sorpresa, l'Europa si deve comunque preparare alle eventualità più sfavorevoli. E inizia a farlo ipotizzando una riduzione dei consumi obbligatoria a livello continentale. L'indicazione è contenuta nell'ultima bozza del piano Risparmiare il gas per un inverno sicuro. Per il razionamento sono previsti due scenari. Il primo, quello che corrisponde allo stato di allarme, prevede appunto una riduzione vincolante definita a livello comune, a cui i vari governi dovranno adeguarsi. In caso di pre-allarme invece la scelta sarà lasciata alle autorità nazionali. L'obiettivo è sempre quello di rendere il Vecchio Continente meno ricattabile di fronte alle iniziative di Putin. «È impossibile prevedere cosa farà Gazprom, noi ci prepariamo allo scenario peggiore», ha spiegato ieri il portavoce della Commissione, Eric Mamer.

 Ma esattamente di quanto dovrebbero essere ridotti i consumi? La soluzione proposta nel documento di Bruxelles prevede di fare riferimento alla media ponderata dei consumi degli ultimi cinque anni. Ma questo meccanismo non è immune da problemi applicativi e da discussioni: da una parte alcuni Stati potrebbero obiettare di essere maggiormente danneggiati dalle decisioni, dall'altra governi come quello italiano farebbero verosimilmente presente di aver già iniziato la riduzione dei consumi, al di là delle indicazioni europee. Tutto da definire anche l'elenco dei settori produttivi ai quali dovrebbero essere applicate le decurtazioni. In ogni caso c'è l'intenzione di fare presto: nei prossimi giorni una serie di riunioni a livello di ambasciatori porterebbe ad un'ulteriore messa a punto del testo, che poi deve essere sottoposto ai ministri, con voto a maggioranza qualificata.

Ultimo aggiornamento: 12:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA