Haya, mega divorzio per la principessa in fuga dallo sceicco

Mercoledì 22 Dicembre 2021 di Chiara Bruschi
Haya, mega divorzio per la principessa in fuga dallo sceicco

Circa 550 milioni di sterline, pari a 630 milioni di euro: è questa la cifra record che il primo ministro degli Emirati Arabi Uniti dovrà pagare alla più giovane delle sue sei mogli e ai loro due figli. Lo ha deciso l'Alta Corte di Londra che ha così consegnato questa separazione a sei cifre alla storia: mai, nel Regno Unito, era stata stabilito un importo così alto nel sancire la fine di un matrimonio. Battuto quindi anche il ricco uomo d'affari russo Farkhan Akhmendov, 66 anni, al quale era stato ordinato di pagare 453 milioni alla ex moglie Tatiana. 

A decidere è stata l'Alta Corte di Londra che ha sottolineato come toccherà proprio allo sceicco Mohammed Bin Rashid Al-Maktoum pagare per la sicurezza che proteggerà la sua famiglia dal principale pericolo: lui stesso. La principessa Haya Bint al-Hussein, 47 anni, sorella del Re di Giordania Abdullah II, era scappata nella capitale britannica in modo piuttosto rocambolesco nel 2019 e qui aveva trovato rifugio insieme ai figli Jalila e Zayed di 14 e 9 anni. 

Una decisione presa, pare, quando il marito aveva scoperto la relazione extra coniugale della donna con la guardia del corpo Russell Flowers. La principessa era stata ricattata dall'uomo - un ex soldato britannico sposato - e da altri membri della sua sicurezza: Haya era stata ricattata per tre volte a partire da febbraio 2018, prima di fuggire, e aveva pagato, dicendosi «spaventata» circa 7 milioni di sterline in totale. La «paura per la propria vita» era continuata anche a Londra, quando l'ex marito aveva pubblicato una poesia intitolata Hai vissuto, sei morta e la principessa continuava a ricevere messaggi che rimarcavano come fosse raggiungibile «ovunque». 

Un timore che riguardava anche i figli. La sorella del Re di Giordania temeva infatti che potessero essere rapiti e portati a Dubai, come già accaduto nel 2000 ad altre due figlie dello sceicco, che aveva sempre negato ogni accusa. Dei 550 milioni stabiliti dall'Alta Corte fanno parte, scrive il Times, 10 milioni per la casa di Londra da spendere in dieci anni e altri tre per quella di campagna, 5,1 milioni per le vacanze ogni anno e voli aerei per un milione. 

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La cifra più alta però è quella per la sicurezza calcolata in base all'aspettativa di vita della principessa e agli studi dei figli: 210 milioni da pagare in anticipo, entro i prossimi tre mesi. Per il giudice Moore che ieri ha emesso la sentenza, infatti, la «principale minaccia» per Haya e i suoi figli è rappresentata proprio dallo sceicco, che dal 2019 a oggi ha messo in atto una serie di azioni intimidatorie nei confronti della donna. La più scandalosa delle quali - già finita sui giornali in passato - riguarda l'hackeraggio del suo telefonino e di quello della baronessa Shackleton, sua legale e già avvocato di Carlo nel suo divorzio da Diana, attraverso il famigerato spyware Pegasus solitamente utilizzato dai governi autoritari per spiare i dissidenti. 

Per la corte lo sceicco rappresenta una minaccia «chiara e sempre presente» anche per i bambini, visto che avrebbe orchestrato il rapimento di altre due figlie, la principessa Latifa e Shamsa. Di Shamsa, prelevata da Cambridge e riportata a Dubai nel 2000 quando aveva 18 anni, non si hanno più notizie da vent'anni. La sentenza ha creato non poco imbarazzo a corte: oltre a essere emiro di Dubai e vicepresidente degli Emirati, lo sceicco 72enne - che ha sei mogli e 23 figli - è anche un amico della regina Elisabetta con cui condivide la passione per i cavalli. O meglio era: la sovrana aveva già preso le distanze dall'uomo lo scorso ottobre, quando in seguito allo scandalo dell'hackeraggio dei telefonini aveva rimosso il suo nome dalla lista degli invitati ad Ascot, dove era da anni un habitué. 

Ultimo aggiornamento: 13:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA