Talebani, Lamorgese: «La presa di Kabul accelera accoglienza afghani»

Domenica 15 Agosto 2021
Talebani, Lamorgese: «La presa di Kabul accelera accoglienza afghani»

Accelerare con l'accoglienza dei profughi che inevitabilmente nelle prossimi mesi intensificheranno fughe dall'Afghanistan. La presa di Kabul da parte dei talebani è ufficializzata anche dalla ministra dell'Interno Luciana Lamorgese che ha detto: «Durante il comitato per la sicurezza abbiamo saputo della presa di Kabul da parte dei talebani. Abbiamo fatto un focus sul problema dell' accoglienza degli afgani che hanno collaborato con gli italiani in Afghanistan». «Finora abbiamo accolto - ha aggiunto - 228 persone. La situazione comporterà un' accelerazione dell' accoglienza», ha aggiunto. Lamorgese è a Palermo per presiedere il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica e per illustrare i risultati di un anno di attività del Viminale. «Ho scelto di venire a Palermo per il Comitato nazionale per l'Ordine e la Sicurezza pensando che era il periodo più intenso di flussi migratori. Non mi sono voluta nascondere e ho voluto metterci la faccia. Ho ritenuto di essere vicina a una terra che come primo approdo flussi merita rispetto e un ringraziamento per le attività che i sindaci si trovano ad affrontare». 

«Ci sarà un ulteriore flusso di migranti afghani che arrivano dalla rotta balcanica ma anche via mare. So che Unhcr ha dato una quantificazione dei flussi dei prossimi mesi che potrebbero farci preoccupare tenendo conto anche del rischio terrorismo. Noi stiamo monitorando e su questo abbiamo la garanzia da parte di tutte le forze che opereranno al meglio», ha detto Lamorgese a Palermo.

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Migranti

«Ad oggi ci sono stati nell'ultimo anno 2.090 rimpatri, circa 1.000 sono per la Tunisia. Noi stiamo lavorando da tempo con la Tunisia», ha detto Lamorgese dopo il Comitato per l'ordine e la sicurezza. La ministra ha detto che il problema migranti non è solo del Viminale ma di tutto il governo e che per questo sente Draghi molto spesso. Il presidente del consiglio, ha sottolineato la ministra, segue personalmente il dossier "Migranti". La questione sta molto a cuore anche all'ex numero uno del Viminale, Matteo Salvini, che non ha mancato di criticare aspramente Lamorgese. Quest'ultima, oggi a Palermo, ha detto di essere disponibile a incontrare Salvini, di non avere alcuna preclusione. 

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«Certamente gli arrivi dei migranti sono aumentati, su questo non c'è dubbio. Ed essere venuti oggi a Palermo con tutto il Comitato nazionale vuol dire averci messo la faccia su un problema su cui non abbiamo nulla da nascondere. Perché i problemi vanno sempre contestualizzati. Che ci sia stato un aumento è vero, ma nel frattempo è cambiata la situazione. E l'anno prossimo parleremo di quella che è, ad esempio, la situazione politica in Afghanistan, con i talebani», ha detto Lamorgese replicando al leader della Lega Matteo Salvini che ha criticato il lavoro del Viminale. «Se dobbiamo contestualizzare, allora riusciamo a comprendere anche le motivazioni per le cui le situazioni evolvono, anche da un giorno all'altro, come è successo con l'Afghanistan», dice.

«Si può risollevare la vita sociale economica finanziaria di quei Paesi, terre di transito dei migranti, solo con robusti interventi da parte dell'Europa che su questo sta lavorando. Credo che prossimamente avremo l'esito delle richieste, fatte da me nel tempo e dal premier Draghi nell'ultimo consiglio europeo, di destinare delle risorse a quei Paesi per risollevare la situazione politica sociale e economica. Il flusso migratorio è anche la conseguenza dell'instabilità di quei territori. Gli interventi per migliorare la stabilità si rifletteranno anche sui flussi migratori». Lo ha detto il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese in conferenza stampa a Palermo.

Libia

«Con la Libia è stata firmata ad aprile, con l'Oim, una convenzione per mirate iniziative alla frontiera sud del Paese con una missione che è in fase di calendarizzazione, perché anche la Libia è terra di transito», ha detto Lamorgese. «Di quelli che vengono dalla Libia nessuno è libico, sono di altri Paesi che provengono dal Sud della Libia. Bisogna che anche questi interventi vengano portati avanti. Ed è quello che stiamo facendo», dice.

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Incendi

«Non ci sono evidenze in questi termini, cioè di una regia occulta che lega i roghi che sono scoppiati in varie regioni. Certamente occorre una cultura volta a preservare l'ambiente e il territorio», ha detto la ministra.

Al comitato hanno preso parte tra gli altri, il capo di stato maggiore della Difesa, Enzo Vecciarelli, il comandante generale dell' Arma, Teo Luzi, il comandante generale della guardia di Finanza, Giuseppe Zafarana, il capo della Polizia, Lamberto Giannini, il direttore generale del Dis Elisabetta Belloni, il capo del Dap Bernardo Petralia, il capo dipartimento libertà civili e immigrazione Michele Di Bari, il capo dipartimento dei vigili del fuoco Laura Lega, il capo della protezione civile Fabrizio Curcio, il comandante generale delle capitanerie di porto Nicola Carlone, il sottosegretario Nicola Molteni. Oltre al prefetto di Palermo, Giuseppe Forlani, hanno partecipato anche il procuratore a Palermo, Francesco Lo Voi, il sindaco Leoluca Orlando e il presidente della Regione Nello Musumeci.

 

Ultimo aggiornamento: 15:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA