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Putin, l'ambasciatore Nelli Feroci: «Minaccia nucleare per coprire il fallimento sul campo»

Sabato 18 Giugno 2022 di Marco Ventura
Putin, l'ambasciatore Nelli Feroci: «Minaccia nucleare per coprire il fallimento sul terreno»

«Che cosa mi ha colpito di più nel discorso di Putin a San Pietroburgo? L'assertività e l'aggressività dei toni utilizzati per replicare un copione già noto, quindi purtroppo nessuna novità circa gli sviluppi dell'aggressione all'Ucraina. C'è invece sostiene l'ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, presidente dell'Istituto Affari Internazionali ed ex Commissario europeo - la puntigliosa, orgogliosa riaffermazione di qualcosa che gli sta a cuore: la fine del mondo unipolare e dell'egemonia americana, dimostrata da quello che Putin presenta come un successo dell'operazione militare, che però così appare soltanto a lui».

C'è anche un appello alle opinioni pubbliche occidentali contro i loro stessi governi, che sarebbero colpevoli di aver colpito con le sanzioni più le proprie economie che quella russa?
«Certo, la tesi che Putin ha voluto ribadire è che l'Unione Europea sia ostaggio e sia caduta vittima della linea aggressiva americana, e che le sanzioni siano inutili perché non danneggiano l'economia russa, semmai quella europea, mentre inflazione e stagflazione sarebbero il risultato di errori fatali delle leadership occidentali e insomma che l'Unione si stia condannando al declino».

Vede pure una qualche forma di ingerenza nella politica interna dei Paesi europei?
«Putin fa appello in maniera scoperta e plateale a quelle forze politiche e a quei settori delle opinioni pubbliche nazionali che in Europa, più che negli Stati Uniti, sono tentati di seguire la narrativa putiniana per la quale nulla sarebbe successo se Unione Europea e Nato non avessero portato avanti una politica espansiva a danno della Russia. Si tratta in effetti soltanto dell'ennesimo tentativo di interferire nelle dinamiche delle democrazie occidentali».

Niente di positivo, tutto considerato, nelle parole di Putin?
«Mi è parso di cogliere che la prospettiva dell'adesione di Kiev alla Ue non sia un problema per lui, ma in fondo lo aveva già detto. E lo dice, forse, perché calcola che l'adesione richiede un processo molto lungo, e che perciò non potrà essere attuata rapidamente, ci vorranno anni».

In compenso ha sventolato ancora una volta la possibilità di usare l'arma nucleare, se necessario.
«Ovvio che con queste minacce più o meno esplicite deve coprire quello che per ora è un insuccesso sul terreno, perché nonostante il numero dei militari, l'entità delle forze e la prevalenza delle armi che ha dispiegato, per il momento non ha ottenuto quello che voleva, il che è evidente perché altrimenti si sarebbe fermato, ed è ancora alla ricerca di una soluzione sul campo che gli consenta di dire che l'operazione militare è un successo. Le minacce di Putin servono in realtà a coprire quello che chiaramente è un sostanziale fallimento sul terreno».

C'erano diversi capi di Stato che ascoltavano in presenza o collegati il discorso di Putin, compreso il leader cinese Xi. La Russia non è poi così isolata. O lo è?
«Il segnale arrivato dal Forum di San Pietroburgo non è incoraggiante, da questo punto di vista. L'Occidente dovrebbe riflettere sul fatto che al di là delle parole usate da Putin e della presenza di alcuni leader in segno di solidarietà con la Russia, noi occidentali non siamo riusciti a suscitare una sufficiente solidarietà attorno alla linea di condanna dell'aggressione russa. Perfino la Turchia si è astenuta sulla mozione delle Nazioni Unite. Che si possa determinare una frattura tra Occidente e resto del mondo è un rischio concreto, specialmente rispetto alla Cina. Noi occidentali dobbiamo avere Pechino dalla nostra parte, sarebbe drammatico infatti avere due avversari come la Russia e la Cina da fronteggiare contemporaneamente. Solo una quarantina di Paesi ha aderito alle sanzioni. Eppure, la Russia ha violato in modo flagrante e clamoroso alcuni principi fondamentali come la sovranità e l'integrità territoriale, che dovrebbero esser cari a tutti i Paesi del mondo, a partire dalla Cina».

Qual è in sintesi la narrativa di Putin?
«La retorica anti-americana della fine del mondo unipolare, e il fatto che la Russia sta raggiungendo i suoi obiettivi anche se non li ha ancora chiariti. Colpisce che non ci sia alcuna apertura a soluzioni politico-diplomatiche o un anticipo di disponibilità a una cessazione delle ostilità e al dialogo con la controparte. Vedo solo una straordinaria aggressività».

 

Ultimo aggiornamento: 19 Giugno, 12:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA