Un rapporto ONU inchioda la Cina, persecuzioni e torture contro gli Uiguri e per le donne sterilizzazioni e aborti forzati

Un rapporto ONU inchioda la Cina, persecuzioni e torture contro gli Uiguri e per le donne sterilizzazioni e aborti forzati
Giovedì 1 Settembre 2022, 10:46 - Ultimo agg. 11:27
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La commissaria uscente delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, ha denunciato la Cina per aver commesso «gravi violazioni dei diritti umani» contro i musulmani e le musulmane uiguri nella provincia dello Xinjiang, al punto che potrebbero rientrare nella fattispecie dei crimini contro l'umanità. Incarcerazione di massa, la distruzione delle moschee, l'aborto e la sterilizzazione forzate delle donne uigure ma anche altre forme di tortura comprese procedure mediche forzate e la violenza sessuale.

Il severo rapporto di Bachelet (22-08-31-final-assesment.pdf ) è stato pubblicato ieri a soli 11 minuti dalla scadenza del suo mandato. Il governo cinese, che ha tentato fino all'ultimo di bloccarne la pubblicazione, lo ha respinto come una calunnia anti-cinese, mentre diversi gruppi per i diritti umani lo hanno salutato come un punto di svolta necessario nella risposta internazionale al programma di incarcerazione di massa cinese.

Nelle 45 pagine si parla di «detenzione arbitraria e discriminatoria di membri della minoranza uigura» e di altri gruppi prevalentemente musulmani, in barba ai diritti fondamentali goduti individualmente e collettivamente, al punto da ravvisare possibili crimini internazionali, in particolare crimini contro l'umanità

La risposta cinese è stata accompagnata da un contro-rapporto di 121 pagine, che sottolinea la minaccia del terrorismo e la stabilità che il programma statale di «de-radicalizzazione e di centri di istruzione e formazione professionale» introdotti nello Xinjiang.

Negli ultimi cinque anni, la Cina ha condotto circa un milione di uiguri e altri gruppi minoritari in campi di internamento, definiti centri di formazione. Alcuni di questi centri nel frattempo sono stati chiusi, ma si pensa che siano ancora centinaia di migliaia le persone incarcerate. In diverse centinaia di casi, le famiglie non avevano idea della sorte dei parenti detenuti.

«Diverse donne intervistate hanno denunciato il controllo forzato delle nascite, in particolare l'inserimento forzato di IUD (dispositivi intrauterini) e possibili sterilizzazioni forzate per quanto riguarda le donne di etnia uigura e kazaka» si legge nel rapporto. Alcune donne hanno parlato del rischio di dure punizioni, tra cui l'"internamento" o il "carcere", per le violazioni della politica di pianificazione familiare. Altre donne sono state costrette ad abortire o a farsi inserire lo IUD, dopo aver raggiunto il numero di figli consentito dalla politica di pianificazione familiare. «Queste testimonianze di prima mano, sebbene in numero limitato, sono considerate credibili».

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