Renzi: «Decisi a rispettare l'impegno con famiglia del ricercatore»

Renzi: «Decisi a rispettare l'impegno con famiglia del ricercatore»
Venerdì 8 Aprile 2016, 18:38 - Ultimo agg. 9 Aprile, 09:05
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Nessuna richiesta italiana soddisfatta, un dossier di un centinaio di pagine totalmente insufficiente e riempito di documenti già consegnati un mese fa, non una spiegazione plausibile sulla grottesca vicenda del ritrovamento dei documenti di Giulio Regeni: dopo due giorni di colloqui a Roma, fallisce il vertice tra gli investigatori di Italia ed Egitto e il governo risponde immediatamente richiamando per consultazioni l'ambasciatore al Cairo Maurizio Massari. «Vogliamo una sola cosa, la verità» dicono sia Matteo Renzi sia il ministro Gentiloni.

«L'italia ha preso un impegno con la famiglia Regeni, con la memoria di Giulio Regeni, e anche con la dignità di ciascuno di noi nel dire che ci saremo fermati solo davanti alla verità», ha ribadito il premier.

«Siamo amareggiati» sono invece le parole di Paola e Claudio Regeni, che però non perdono la speranza di arrivare alla verità: «siamo certi che le nostre istituzioni e tutti coloro che stanno combattendo al nostro fianco questa battaglia di giustizia, non si fermeranno». Quel che era già evidente ieri al termine della prima giornata di incontri, una delusione e un'irritazione nascosta soltanto dal silenzio totale degli investigatori, è diventato dunque ufficiale con il comunicato della procura di Roma. Una lunga nota con la quale il procuratore Giuseppe Pignatone elenca una dopo l'altra le richieste rimaste inevase dal Cairo ma non chiude del tutto la porta, sottolineando da un lato la volontà degli egiziani di proseguire, almeno formalmente, «la collaborazione» attraverso «lo scambio di atti d'indagine», e dall'altro la «determinazione» di entrambi i paesi «nell'individuare e assicurare alla giustizia i responsabili di quanto accaduto, chiunque essi siano».

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