Regina Elisabetta, 70 anni sul trono: da Churchill agli scandali, la Corona prima della famiglia

Regina Elisabetta, 70 anni sul trono: il suo senso del dovere, la guerra e lo stile
Regina Elisabetta, 70 anni sul trono: il suo senso del dovere, la guerra e lo stile
di Stefania Piras
Giovedì 8 Settembre 2022, 19:32 - Ultimo agg. 9 Settembre, 10:59
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È diventata regina del Regno Unito (e di un ex Impero britannico in dissoluzione) il 2 giugno 1953, a soli 26 anni. Sir Winston Churchill aveva conosciuto Elisabetta quando lei era solo una bimba di due anni, la descrisse così: «Ha un'aura di autorità e di riflessività sorprendente per una bambina». Churchill è stato il primo dei 15 Primi Ministri che Elisabetta ha visto nei suoi 70 anni di regno. Ed è stato il suo preferito, perché l'uomo che mise in guardia il mondo dal nazismo, dall'imperialismo sovietico, che già nel 1946 parlò di una Cortina di ferro che scendeva sul Vecchio continente, diventò il suo consigliere fidato. Quando un giorno le chiesero quale fosse il Primo Ministro con cui le piaceva di più incontrarsi, la Regina rispose: «Winston naturalmente, perché era sempre così divertente». Uno dei suoi collaboratori ha ricordato una volta: «Non riuscivo a sentire di cosa parlassero, ma il più delle volte le loro conversazioni erano costellate di risate e Winston in genere se ne usciva asciugandosi gli occhi». La regina ha attraversato il Novecento e non solo. 

Quando nel 1936 scoprì che lo zio, Edoardo VIII, aveva abdicato e che suo padre, il duca di York, era diventato il nuovo re, la piccola Elisabetta aveva solo 10 anni. Si dice che poco prima Elizabeth disse al suo istruttore di equitazione che voleva diventare una «signora di campagna con molti cavalli e cani». E invece con l'abidicazione dello zio appare la possibilità, l'ineluttabilità, della Corona. La sorella minore di quattro anni, Margaret, commentò la notizia dello zio rivolgendosi a Lilibet così: «Un giorno diventerai regina. Povera te».

 

E allora imparò a diventare una regina: studiò la storia nei palazzi e nelle stanze dov'era accaduta, nella residenza di Elisabetta I a Windsor, e a St James, il palazzo di Enrico VIII. La nonna, Queen Mary, le fece studiare poesia perché apprendesse a fare economia di parole nei discorsi. Suo padre, Giorgio VI, la chiamava ogni giorno accanto a sé per spiegarle il lavoro di un re. Queen Mary le diceva che il dovere veniva prima di ogni cosa, anche della famiglia. E questo, al di là degli innumerevoli compiti che avrebbe poi avuto la sovrana, ogni giorno. In queste ore si è cercato di ricostruire le giornate della regina: puntellate da impegni e riti che non si vedevano ma si compivano, sempre identici ed esatti. Jonny Dymond, il corrispondente reale della BBC, ha ricordato per esempio come la regina leggesse tutti i giorni i bollettini e i report di Stato (state papers), «queste grandi scatole rosse che arrivano a Buckingham Palace con tutti i giornali di Stato». Lei ha trascorso sette decenni a leggere questi report, durante le sue vacanze, o anche in tournée reale.

Sua madre le ricordava spesso che era finito il tempo nel quale la monarchia era data per scontata: ora il rispetto e l'affetto dei sudditi andavano conquistati giorno per giorno. Esempio e dedizione, le parole chiave. Aveva 13 anni quando conobbe Filippo, all'epoca lui aveva 18 anni. Era il 1939, scoppia la seconda guerra mondiale. Durante la primissima fase della guerra lei e Margaret furono evacuate al castello di Balmoral, in Scozia, dove ha passato le ultime ore della sua vita. Poi ha partecipato al conflitto, ha dato il suo contributo alla causa. Lui, Filippo, partì in guerra in Marina. Lei si arruolò fra le ausiliare, faceva quel che c'era da fare (guidava camion e aggiustava motori), scriveva spesso al suo uomo lettere che venivano recapitate al fronte.

Nel 1940 Elisabetta aveva 14 anni: fece il suo primo annuncio radiofonico alla BBC. Parlò ai bimbi evacuati dalle proprie case e sperimentò per la prima volta quella che sarà la sua cifra, la capacità di infondere fermezza e speranza: «Stiamo facendo tutto il possibile per aiutare i nostri valorosi marinai, i soldati e gli aviatori e stiamo anche cercando di sopportare la nostra parte di pericolo e di tristezza per la guerra. Tutti noi sappiamo che, alla fine, tutto andrà per il meglio», disse. Il suo senso di responsabilità non passa inosservato: il Parlamento cambia la normativa per permetterle di diventare "Consigliere di Stato", una formula che la legittimava anche a sostituire il padre in caso di incapacità o assenza. 

Con Filippo si sposarono nel 1947. Niente sfarzo, per la stoffa del vestito lei usò i buoni del razionamento. Insieme avranno quattro figli: Carlo, principe del Galles, Anna, principessa reale, Andrea, duca di York, ed Edoardo, conte di Wessex.

Il 6 febbraio 1952 suo padre muore improvvisamente nel sonno. Lei si trova in Kenya con il marito. E il suo status cambia decisamente con un super upgrade: da principessa diventa regina dei popoli del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, del Canada, dell'Australia, della Nuova Zelanda, dell'Unione del Sudafrica, del Pakistan e di Ceylon.  Era pronta a questo momento e lo affrontò con la compostezza e la sprezzatura reale che aveva imparato fin da bambina. Modi, stile e attitudini diversissimi da altre donne con cui ha avuto a che fare: dalla nuora Diana Spencer alla moglie del nipote Harry, Meghan Markle. 

Per lei: interviste, libri e quel continuo gossip sulla sua famiglia erano semplicemente delle uscite sgrammaticate, per chi è unfit, non all'altezza del compito e del ruolo. Poi, dovette cedere al senso di colpa globale che Diana era riuscita a infondere e, alla sua morte concesse un intervento in tv e un cenno del capo al passaggio del feretro. Ecco perché ha tenuto alla larga Meghan prima che potesse rimettere in ombra l'allure della monarchia (come ha dimostrato di voler fare).  

Eppure scandali, gossip, fango e illazioni non hanno scalfito la sovrana che ne ha viste tantissime in 70 anni di Regno. Guerre, quella nelle Malvinas / Falklands nel 1982 a cui ha partecipato il figlio Andrea; crisi diplomatiche, la decolonizzazione, gli attentati, gli anni turbolenti della Thatcher con gli scioperi da una parte e la linea intransigente della premier, dall'altra. Elisabetta II non aveva troppa simpatia per la Lady di ferro: una volta si lasciò scappare un sarcastico «La detesto cordialmente». La BBC riporta che la regina bollò come «sconcertante» l'atteggiamento e lo stile conflittuale della Thatcher, compresa la sua opposizione alle sanzioni contro il Sudafrica dell'apartheid. Elisabetta festeggiò la fine della segregazione con una visita ufficiale nel marzo 1995.

Ha assistito al referendum storico sulla Brexit nel 2016 e a quello, ancora più doloroso ma senza esito - nel 2014 - sull'indipendenza della Scozia, in cui ancora una volta parlò al Regno: «Annovero tra i miei antenati re e regine d'Inghilterra e di Scozia e principi del Galles e quindi posso facilmente comprendere queste aspirazioni. Ma non posso dimenticare che sono stata incoronata Regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord».

È stata la prima sovrana inglese a parlare a una sessione congiunta del Congresso americano. Ed è stata anche la prima monarca britannica a recarsi in visita ufficiale in Irlanda, lei che aveva visto morire un cugino, ucciso da una bomba dell'IRA.

Ci sono le dolorose vicende dei figli, i loro divorzi, le recriminazioni delle nuore. Le polemiche per i contribuenti britannici chiamati a partecipare agli accordi post matrimoniali dei duchi.

Che dire del rapporto tormentato con Diana?

La Regina ha descritto il 1992 come il suo "annus horribilis" e, in un discorso nella City di Londra, è sembrata ammettere la necessità di una monarchia più aperta in cambio di media meno ostili. In quell'anno prese persino fuoco il castello di Windsor: per molti un evento simbolo di un'istituzione in declino.

C'è, naturalmente, anche la storia del figlio Andrea, accusato per aver intrattenuto una relazione sessuale con una minorenne. C'è stata la battaglia contro il Covid: anche lei si è contagiata (il 20 febbraio di quest'anno), e ha condiviso il momento con i sudditi. Come quando era apparsa con la mascherina nera sui banchi della St George's Chapel di Windsor ai funerali di Filippo, mentre emergevano le notizie dei party a Downing street con assembramenti e leggerezze che ai britannici erano stati proibiti per frenare l'epidemia di coronavirus. La sovrana più longeva di sempre ha dato l'esempio: ha rassicurato, ha infuso speranza. Come quando proprio durante la pandemia Covid parlò al Regno Unito e al Commonwealth alle otto di una domenica sera. Il mondo era chiuso in casa, in lockdown. Evocò lo spirito di sacrificio della seconda guerra mondiale, le parole di una canzone in voga durante quei giorni in cui l'Europa veniva bombardata, si ascoltava Radio Londra, le persone avevano paura di morire e di non rivedere più i propri cari. Lei c'era e lo ha ricordato: "We'll Meet Again", "Ci incontreremo di nuovo".

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