Rifiutato dalle ragazze, progetta strage al campus. L'Fbi salva le studentesse: «Ne voleva uccidere almeno tremila»

Venerdì 23 Luglio 2021 di Anna Guaita
Tres Genco

Ne voleva ammazzare almeno tremila. E per imparare a farlo si era anche arruolato nell'esercito. Il 21enne Tres Genco ha descritto senza titubanza nel suo diario e nelle chat i suoi piani di sangue: «Ucciderò per gelosia, per odio e vendetta». Genco, un ragazzo dell'Ohio è l'ennesimo caso di giovane caduto nella rete del movimento Incel, formato da uomini che si autodefiniscono Involontariamente celibi, e accusano le donne di questo loro stato alle volte arrivando a punirle con la violenza.

Grazie però a un testimone che ha contattato la polizia, questa volta non siamo di fronte a un massacro e a vite troncate, ma a vite salvate. Ci siamo andati vicini, però. Genco lavorava al suo piano di massacrare il più alto numero possibile di ragazze dal gennaio del 2019, quando ha cominciato ad acquistare una grande quantità di oggetti necessari per la «missione». Nella sua camera e nella sua automobile, il 21enne ha ammassato armi modificate in modo da funzionare come mitragliatrici, pugnali, giubbotti antiproiettile, maschere, scatole di munizioni, e perfino un cappuccio con la scritta vendetta. 

Durante quell'estate, ha comprato una pistola ad acqua e l'ha riempita di succo d'arancia, per imitare le gesta «preparatorie della missione» di un altro Incel, il killer Elliot Rodger, e l'ha spruzzata sui volti di un gruppetto di ragazze che non avevano risposto con abbastanza cortesia al suo saluto. Scrivendone nel sito di Incel, Genco ha raccontato come aveva sporcato il volto delle foids (femminoidi): «Consiglio a tutti gli Incel di farlo, è un atto molto stimolante».

Nello stesso periodo si è arruolato nell'esercito, e ha scritto una specie di manifesto dell'odio, che ha titolato «Sinfonia Repellente», il cui messaggio centrale era: «Sono pronto ad andare sotto le armi, per ottenere una realtà, la morte di quel che mi è negato (cioè le donne). Voglio dimostrare che c'è ben di più che la felicità e la soddisfazione, c'è la morte che contiene tutto, che rende tutti eguali, che si accarezza con la calma vellutata del silenzio e della serenità». 

Il documento era firmato «Tres Genco, l'incel socialmente in esilio, aspirante amico e aspirante omicida». Durante i mesi trascorsi alla base dell'esercito in Georgia, il giovane ha continuato a preparare la sua «missione», studiando e ricercando in internet i college dell'Ohio, e dove nei campus si trovassero le sororities, le case di sole ragazze. Il suo eroe, Elliot Rodger, nel 2014 aveva ucciso 6 ragazze e ne aveva ferite 14 davanti a una sorority dell'University of California a Santa Barbara.

Tutto preso dal suo sogno omicida, però, Genco non ha dimostrato particolare attitudine per il servizio militare, e dopo appena quattro mesi l'esercito lo ha licenziato per «cattiva condotta». È dunque tornato in Ohio, sempre continuando a prepararsi per la «missione», ad esempio tentando di trovare in internet i numeri di codice della radio della polizia della città di Columbus e della polizia del campus universitario.

La situazione è precipitata quando Genco ha minacciato con una pistola i suoi compagni di appartamento. Da vari mesi era diventato sempre più «instabile e iroso», fino a che uno dei compagni di appartamento è entrato nella sua camera e vi ha trovato gli scritti con il progetto di fare un massacro con un «KC di almeno 3000» (Kill Count significa numero di vittime). L'individuo, di cui la polizia non ha rivelato il nome, ha contattato le autorità, spiegando di temere che Genco stesse preparando un massacro.

Il 21enne è ora in stato di arresto per «pianificazione di un crimine di odio con l'intento di uccidere» e possesso di mitragliatrici. Si tratta di due crimini federali, per i quali Genco rischia anche l'ergastolo. Oggi il giovane comparirà in tribunale per la prima volta, per la formalizzazione dei capi di accusa. 

Ultimo aggiornamento: 08:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA