Russia, arriva anche l'ok di Navalny per «Samizdat»: l’app contro la censura russa

La supervisione dell’agenzia esecutiva federale russa è alle strette

Continua la guerra in Ucraina
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di Mattia Ronsisvalle
Martedì 22 Novembre 2022, 19:47
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I canali d’informazioni indipendenti russi Proekt e iStories, insieme al sito lettone The Insider e quello olandese Bellingcat hanno lanciato «Samizdat» una nuova app per pubblicare indagini in un formato accessibile ai lettori russi, o meglio, senza censure. Nel team di lancio c’è anche il gruppo investigativo dell'oppositore di Putin Alexey Navalny, al momento in carcere.

In questi mesi di guerra abbiamo immaginato più e più volte il Roskomnadozor come se fosse il grande occhio russo in stile orwelliano e capace di controllare tutto ciò che entra nell’orbita di Mosca sia fisicamente che digitalmente.
Ma ora le cose sembrano cambiate e la supervisione dell’agenzia esecutiva federale russa è alle strette.

Come sappiamo il compito del Roskomnadozor è di controllare e censurare l’accesso ai mass media in Russia. Eppure, la nuova app Samizdat è in grado di arginare le misure del Servizio federale russo.
Secondo gli sviluppatori, l'applicazione è «immune» dai blocchi della censura federale russa. questo perchè l'app consente a tutti i cittadini russi di leggere le inchieste di tutte le organizzazioni giornalistiche da ogni posizione, senza bisogno di una Vpn (rete privata virtuale, ndr.). Inoltre, i promotori del progetto hanno inviato un'e-mail per invitare altri giornalisti indipendenti a partecipare.

I creatori dell’app hanno sottolineato che l'applicazione «non ha una politica editoriale o un organo direttivo unico e che ogni team è responsabile dei propri contenuti».

La nascita di Samizdat, disponibile su App Store e Google Play, non deve sorprendere così come la partecipazione al progetto di redazione estere. Bisogna ricordare che le autorità russe considerano Bellingcat, The Insider e iStories «agenti stranieri» ossia come chiunque riceva sostegno economico dall'estero o che sia «sotto influenza straniera di qualsiasi tipo» e che si impegni in almeno una delle seguenti attività: politica, raccolta di informazioni sull'esercito russo e sulla logistica militare, distribuzione di messaggi e materiali a un numero illimitato di persone, o partecipazione nella creazione dei suddetti materiali o messaggi. Non è un caso la Russia consideri l’organo d’informazione lettone The Insider e quello folandese Bellingcat come come «organizzazioni indesiderate».

Perchè il nome Samizdat?

La parola russa «samizdat» significa letteralmente «autopubblicazione». Secondo l’enciclopedia Treccani con tale termine si intende «la denominazione usata per indicare la diffusione, nell’Urss, di opere letterarie o saggistiche al di fuori dell’editoria ufficiale».
In passato era una forma di attività dissidente in tutto il blocco orientale: le persone ricopiavano (spesso a mano) pubblicazioni censurate e clandestine, così i documenti passavano di mano in mano, da lettore a lettore.
La pratica della riproduzione manuale era molto diffusa, poiché la maggior parte delle macchine da scrivere e dei dispositivi di stampa richiedeva una registrazione ufficiale e un permesso di accesso.
le autopubblicazioni servivano ad eludere la censura ufficiale sovietica così come oggi grazie all'app Samizdat.

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